La luce notturna accarezza la villa Pausilypon. Dove il ricchissimo Pollione, nel primo secolo avanti Cristo, invitava gli amici a banchettare lussuosamente, offrendo la prelibata polpa delle murene uscite vive dalle pescherie allestite nella sua dimora e a riunirsi per sfarzosi spettacolinel teatro grande dove, al centro, spiccava una vasca pronta ad accogliere spettacoli acquatici con tritoni e nereidi.
Quel suggestivo teatro, a picco sula baia di Trentaremi, esiste ancora e continua ad affascinare gli spettatori. Li ha ammaliati e incantati ieir sera al Napoli Teatro Festival per la prima mondiale della messinscena di “Sensitivity to heat”, creatura coreografica israeliana, firmata da Dati Altabeb che, a proposito della sua creazione, sottolinea “Non ho alcuna sensibilit  al calore. Posso tenere tra le mani una tazza bollente e avvertire una sensazione piacevole…Tutto ciò che mi riguarda ha sempre avuto a che fare con sentimenti estremi, emozioni, percezioni istintive, olfattive, tattili. Amo toccare con trasporto, abbracciare intensamente, baciare appassionatamente…”
E “Sensitivity to heat” è tutto questo sinuoso movimento dei corpi a contatto con il pavimento, in un approccio erotico/viscerale. Sette ballerini sul palco (prevalgono nettamente le donne) sensualmente avviluppati, formano sculture viventi, accompagnate dal suono di opere liriche. Primeggia l’inconfondibile e caldissima voce di Callas che canta “Je veux vivre dans ce rve” da “Romeo et Juliette”di Gounod ma anche la trascinante “Danza delle ore”.
La musica si confonde con le parole a introdurregli spettatori nella dimensione onirica della danza, una figura femminile di rossonero vestita che si presenta, parlando italiano, come Marcela Gomez e annuncia quale sia il suo obiettivo vedere l’espressione dei volti di chi assiste alla performance, il loro coinvolgimento, la loro empatia, lasciandosi guardare dentro.
E mentre, al pallore lunare, intensificata da due torri di luci artificiali, la scena si anima con gli altri protagonisti, e uno di loro continua a stimolare il pubblico, in inglese e spagnolo, solleticandolo all’abbraccio, il grido di un gabbiano eleva alla massima potenza la tensione emotiva. Un cerchio magico avvolge chi guarda e chi si esibisce, generando, alla fine, calorosissimi e lunghissimi applausi.

Produzione Fondazione Campania dei Festival – Napoli teatro Festival
Replica stasera alle 21
Parco Archeologico di Pausilypon, discesa Coroglio
Teatro grande
www.napoliteatrofestival.it

In foto, un frammento dello spettacolo