Treni strettamente sorvegliati è il primo adattamento per il teatro del romanzo omonimo  dello scrittore ceco Bohumil Hrabal. L’operazione, a cura di Massimiliano Rossi, può essere considerata, dunque, una vera e propria sfida.
Milosh, una sorta di Charlot boemo,  eterno ragazzino, diventa adulto affrontando i propri insuccessi erotico-sentimentali e confrontandosi con i successi del capo-manovra Hubicka, tanto ammirato per le sue gesta ( particolare eco ha la sua impresa di stampare timbri sulle chiappe della telegrafista). Milosh si muove tra la narrazione epica delle gesta del nonno che voleva fermare i tank con l’ipnosi e quella bomba  che lui stesso si offrirà di piazzare sul treno dei nazisti.
L’intenzione del regista sembra essere quella di mantenere un equilibrio tra due forze opposte eppure vitali: Amore e Morte. Sarà, infatti, grazie alla presenza di entrambe che il percorso esistenziale di Milosh avrà una sua completezza. Siamo di fronte ad una sorta di bildungsroman , il giovane Milosh che ci si presenterà all’inizio, quasi nella nudità di un’anima innocente, non sarà lo stesso che ci parlerà alla fine. Passerà, Milosh, attraverso la crudeltà della guerra, passerà e incontrerà carne di donne e di cadaveri e, solo allora, sarà diventato Uomo.
Questo lungo percorso esistenziale si svolge nello spazio quasi claustrofobico di una Stazione Ferroviaria. Dove tutto passa, tutto è all’insegna del Movimento eppure quasi alla presenza di statue movibili, tra le quali Milosh sembra essere l’unico ad evolvere realmente.
Operazione riuscita, possiamo dire,  quella di Massimiliano Rossi, con una buona prova attoriale di tutta la compagnia, particolarmente convincenti  Giovanni Buselli (Milosh Hrma) e Pietro Juliano  (capomanovra Hubicika).
T.s.s. è il terzo capitolo della “Quadrilogia della guerra” ad Est +1. “Volevo rivolgere lo sguardo ancora alla guerra e alla narrativa dell’est, e volevo che gli occhi di questo sguardo fossero ancora quelli della giovinezza, così come nei miei precedenti spettacoli, “Giochi di famiglia” e “Nasza Klasa”; volevo passeggiare ancora nel secolo scorso, quello dei miei nonni e di mio padre che è stato maestro d’ironia, irriverenza e incanto, e a cui questo lavoro è dedicato.” (Massimiliano Rossi)
Boumil Hrabal Hrabal ha scritto molti volumi, alternando racconti e romanzi. Lezioni di ballo per adulti (1964), Treni strettamente sorvegliati (1965), Inserzione per una casa in cui non voglio più abitare (1966), Leggende e storie truci (1968), Bocciòli (1970), Ho servito il re d’Inghilterra (1971), Un tenero barbaro (1973), La tonsura (1976), Una solitudine troppo rumorosa (1977), Le nozze in casa (1986), Volete vedere Praga d’oro? (1989), L’uragano di novembre (1990). Moltissime sono le traduzioni in italiano, prevalentemente presso gli editori: Einaudi, Sapiens, Edizioni e/o e Mondadori Editore.
Massimiliano Rossi firma la sua prima regia nel 2008 portando in scena ” Giochi di famiglia” dell’autrice serba Biljana Srbljanovic, e nel 2016 mette in scena “Nasza Klasa” (La nostra classe) di Tadeusz Slobodzianek, “ T.s.s.” è la sua terza regia.
Interpreti (personaggi): Giovanni Buselli (Milosh Hrma), Angela Rosa D’Auria (I°/ II°mamma-Sig.ra Laskà), Pietro Juliano/Massimiliano Rossi (capomanovra Hubicika), Giuseppe Villa (facchino Novak), Giuseppe Fiscariello (capostazione), Adele Vitale (Viktoria Freie-contessa Kinskà), Antonio Clemente (caposervizio Slushny); Noemi Giulia Fabiano (Masha), Sara Lupoli (Zdna Svatà), Marco Aspride (macchinista Knigè), Michele Capone (I° SS-soldato), Valerio Lombardi (II° SS).

25/26/27/28 Gennaio 2018
Teatro La Giostra/Speranzella 81 – Via Speranzella, 81 (scalette piazzetta Augusteo, a sx) Napoli
Orari spettacolo: giov./ven./sab. h 20.30; dom. h 19.00
tel. 3492187511/3488100587
lagiostrateatro@gmail.com