Nartea, associazione impegnata nella realizzazione di format teatrali ideati per valorizzare i luoghi storici di Napoli, ha compiuto 10 anni di attività tra 35 siti storici campani. Dallo scorso settembre, Nartea, trova sede stabile al Museo dell’Archivio Storico del Banco di Napoli, Il Cartastorie, con il quale avvia una collaborazione per i prossimi anni.
Per festeggiare i suoi primi 10 anni, che non sono pochi in una situazione disastrata culturalmente e politicamente in cui si è trovata la città e l’Italia, propone  un nuovo spettacolo itinerante dedicato a Caravaggio, sul mistero dei quattro quadri prodotti dall’artista a Napoli in soli 84 giorni: le tre Madonne del Rosario commissionate dalla marchesa Colonna, dai Domenicani e dal mercante Niccolò Radolovic, da lui definiti squallida merce di scambio, si aggiunge la committenza delle Sette Opere Di Misericordia, da parte dei governatori del Pio Monte della Misericordia.
Opera commissionata il 6 ottobre 1606 e consegnata il 9 gennaio 1607 pagata con 400 ducati di argento, pari a 8.000 euro, ritirati lo stesso giorno presso la banca del popolo in piazza San Gaetano. Una delle Madonne del Rosario è a Vienna, ma si ignora a quale committente appartiene.
Oltre allo spettacolo dedicato a Caravaggio, NarteA propone un progetto musicale dal titolo NarteAinMusica. La storia di una città passa anche attraverso i suoni e le musiche. Un vero e proprio viaggio a ritroso nel tempo, a ripercorrere quelle note e quelle voci che hanno fatto la storia della musica napoletana a partire dagli albori. Il primo è previsto il 4 marzo, con Daniele La Torre (plettri), Serena Pisa (voce), Marianita Carfora (voce) e Marco D’Acunzo (chitarra) presso la chiesa di Santi Severino e Sossio. Il programma culturale prevede eventi ogni fine settimana fino a luglio.
Si prosegue l’11 marzo con Anime, all’Archivio storico del Banco di Napoli, dove si farà rivivere, presenze inquietanti e misteriose di donne e uomini, la cui storia è segnata tra le ombre delle causali di pagamento e carte infilzate dalla metà del ‘500. Il 18 marzo, a Cappella Sansevero, va in scena la visita teatralizzata Il testamento di pietra. Il 25 marzo torna al Club55 di via Toledo, Meretrices – Tra le pieghe dell’ipocrisia, spettacolo itinerante che mette in scena la condizione del meretricio nel periodo precedente la legge Merlin. Il 9 sarà la volta di Giuseppe Moscati – Un lampo nell’eterno, in scena alla Farmacia degli Incurabili. Il 29 aprile alla Galleria Borbonica, va in scena Noi vivi, spettacolo itinerante per ricostruire le Quattro giornate di Napoli. Il 30 aprile, alla Chiesa e chiostro del Carmine, Echi della Rivolta, performace di Masaniello.
A luglio, rassegna di teatro, protagonista la storia della città, nel cortile del Museo dell’Archivio, ogni sabato e domenica.
A inaugurare, 8 e 9 luglio, Lucio Allocca e Tina Femiano in Io e Giovanna, tratto dal libro di Delia Morea edito da ilmondodisuk, La voce delle mani, diretto da Allocca. La vicenda si svolge sullo sfondo della Guerra dei Cent’anni: Anna, una prostituta vivandiera che prima per odio vuole uccidere Giovanna D’Arco, poi inizia a venerarla e infine per salvarla prova a prendere il suo posto.
Il 15 e 16 luglio, Roberto Giordano in Napoletani di versi. La storia della lingua nelle vicende di un popolo e di una città. Il napoletano è un’antica lingua romanza secondo l’Unesco. Lo spettacolo unisce recitazione, musica, poesia. A chiudere il 29 e 30 luglio, Briganti – Le ultime notti della banda Pilone, con Raffaele Ausiello, Antimo Casertano, Sergio Del Prete, Peppe Romano, scritto e diretto da Casertano. Lo spettacolo vuole indagare fatti e atrocità   tra il 1860/70, nell’oscuro quadro nell’Unità d’Italia, quando operava in Campania il noto brigante Antonio Cozzolin conosciuto come Pilone.
In foto, l’archivio storico del Banco di Napoli

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