Si chiama Napoli Teatro Festival Italia. Ed è un progetto ambizioso che si propone come vetrina internazionale. Giunto alla terza edizione, anche quest’anno la kermesse annovera attori di tutto rispetto, registi di fama internazionale e un’organizzazione che vede in prima linea le istituzioni campane. Peccato, però, che tra i protagonisti del Festival, diretto da Antonio Latella, non compaia un solo napoletano n di oggi n di “allora”.
Dalla manifestazione, che dovrebbe dare alla citt  non soltanto un ritorno di immagine, sono stati letteralmente tagliati fuori le compagnie e i direttori artistici dei teatri partenopei, che da anni portano avanti la tradizione popolare partenopea, con sudore e fatica. Riflettori spenti, dunque, per le opere di Eduardo De Filippo, Raffaele Viviani, Eduardo Scarpetta, Salvatore Di Giacomo. Di Napoli il Festival salva soltanto i luoghi. Cartoline di una citt  che non ha certamente bisogno di della solita retorica. Un po’ di visibilit , invece, l’avrebbero meritata anche gli artisti della Sirena Partenope che, con il loro impegno quotidiano, tengono viva l’arte in una citt  troppo spesso mortificata. La pensa cos Gaetano Liguori, attore, autore, regista e direttore artistico del teatro Totò di Napoli.
“Il Napoli Teatro Festival Italia ha messo totalmente da parte la nostra tradizione – spiega Liguori – Con i protagonisti del Festival avremmo voluto confrontarci e, magari, stabilire sinergie per realizzare un progetto dai contenuti ampi. Insomma, anche noi avremmo voluto dire la nostra. Ma, sia chiaro, sulla scelta di registi e attori non abbiamo nulla da eccepire”.
A mortificare gli operatori teatrali partenopei sono state, infatti, soprattutto le istituzioni, dalle quali sono stati completamente ignorati. “Con gli organizzatori del Festival abbiano avuto un unico contatto – continua Liguori – Ci hanno chiesto di affittare loro le sale per permettere agli attori di provare”.
Come dire a una redazione di giornalisti napoletani di lasciare i loro computer ad altri. La consolazione? Avrebbero potuto assistere alle prove…

Nelle foto, Gaetano Liguori e il teatro Totò