Chi avrebbe mai pensato di risolvere contemporaneamente due problemi di diversa fattura? Refugee ScArt Spiral Foundation Onlus l’ha fatto, coniugando la necessit  di lavoro di rifugiati stranieri in Italia e l’opportunit  di ripulire il territorio dalla “monnezza”, implementando il riciclo. Il progetto, nella sua facile ideazione, prevede che rifugiati stranieri lavorino materiali di scarto producendo oggetti destinati poi alla vendita. Oggetti che sorprendono e commuovono per la cura e la fantasia dell’esecuzione, i colori vivaci, le forme originali.
Borsette, segnalibri, astucci, vasi, sottopiatti (foto), che entusiasma sapere essere costruiti esclusivamente con materiali di riciclo. E la fantasia dei rifugiati, la loro capacit  di modellare forme artistiche di uso comune con materiali di produzione a costo zero, si esprime nella condivisione dei locali e del “lavoro”, quello con la L maiuscola.
I risultati del progetto umanitario, patrocinato dall’alto commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, UNHCR (Ufficio sud Europa) in collaborazione con Centro Astalli, Laboratorio 53 e Programma Integra, saranno visibili sabato 11 aprile al villaggio del Tennis Club di Napoli, in occasione della Capri Watch Cup tennis Napoli 2015. Dalle9.30 alle 19 con ingresso libero da Viale Dohrn il pubblico potr  accedere allo spazio espositivo all’interno del Villaggio per ammirare e fare una piccola donazione, per portarsi a casa o per regalare una delle singolari produzioni. Inoltre, si potranno portare sacchetti di plastica usati, colorati e trasparenti che saranno raccolti e utilizzati per le nuove future creazioni Refugee ScArt. Il ricavato della manifestazione sar  ovviamente restituito agli aventi diritto, ossia ai rifugiati stessi, che potranno cos continuare il proprio lavoro creandosi opportunit  di integrazione.

Ma cerchiamo di capire chi si cela dietro quest’iniziativa. Refugee scArt nasce a Roma nell’estate 2011, da un’idea di Marichia Simcik Arese (foto), presidente della Spiral Foundation Onlus, organizzazione non-profit che lavora in Italia, Nepal e Vietnam
per promuovere progetti umanitari con l’obiettivo di supportare comunit  svantaggiate, donne, giovani, bambini e minoranze etniche in difficolt .
I risultati gi  raggiunti destano stupore riciclo di più di dieci tonnellate di plastica e un reddito generato di oltre duecento ottanta mila euro che nella sua totale interezza (100%) è tornato ai rifugiati stessi , ha dichiarato la stessa Marichia Simcik.

Attraverso Refugee ScArt due condizioni di svantaggio, l’arrivo dei rifugiati e gli scarti della plastica, diventano eccezionali condizioni di vantaggio.
Il rifugiato viene messo nella condizione di essere una risorsa positiva contribuendo alla tutela dell’ambiente, attraverso il riciclo di materiali di scarto e, nel contempo, esce da una condizione di anonimato e isolamento, diventa parte di un gruppo che gli permette di conquistare un senso di appartenenza e un’identit  positiva incoraggiandolo nel proprio percorso di integrazione. In questo modo, nell’attesa di ottenere la documentazione necessaria per inserirsi nel mondo del lavoro, generano anche un micro-reddito perch il ricavato della vendita ritorna interamente a loro stessi e al loro “fare impresa”.
Refugee ScArt vanta nomi eccellenti e testimonial prestigiosi che sostengono il progetto in tutto il mondo Erri De Luca, Donatella Finocchiaro, Maria Grazia Cucinotta, Fiorella Mannoia, Zucchero, Barbra Streisand, Jon Bon Jovi, Angelina Jolie, Anjelica Huston, Nicole Kidman, Mer Streep, Steven Spielberg, Colin Firth, Michelle Pfeiffer. Nel momento in cui si dice, sempre più spesso, ai giovani di “inventarsi il lavoro”, c’è chi l’ha fatto, in modo originale, innovativo e soprattutto “umanitario”. Adesso tocca a noi fare la nostra parte.