Dietro il canocchiale dei pensieri
di Raffaele Carotenuto
Cannocchiale e grandangolo, edito da Colonnese (pagg.93, 12 euro), di Dora Celeste Amato, rivela una penna facile e veloce, di lettura semplice e incisiva, ti rimane.
Racconti di vita vissuta. Si ha l'impressione che questo libro sia innanzitutto autobiografico. E ci sono alcuni spunti che lo denunciano. A partire da Amie, adolescente turbata, incapace di esprimersi fino in fondo, impedita a vivere come vorrebbe. Tante letture, amore per la scrittura, un padre-padrone, una mamma debole, il peregrinare di città in città, la mancanza di una casa-arca. Tutti motivi che raccontano proprio Dora Celeste-Amie.
Non è un caso che diventerà scrittrice e giornalista, cioè chi viaggia, racconta, si racconta, vive emozioni e le trasporta su carta.
L'autrice “raccoglie” introspettivamente i personaggi e ne fa uscire fuori tratti originali, personalità tormentate ma piene di vita. Come la musicista francese Nadine, un'anima alla ricerca di se stessa, estro di artista fuori, incerta e con poche chiarezze dentro.
Anche in Nadine troviamo un po’ di Dora Celeste. Elegante, colta, intelligente, raffinata ma anche selvaggia, femmina e giovane come “chi non si costruisce ma è”. Probabilmente proprio come si sente e si vede Dora Celeste.
Il libro scorre con parole lucide, in un viaggio interiore capace di esser reso comprensibile, detto di gesti e movenze scrutabili a vista. E anche il dire di un tumore non si abbandona alla crudeltà del linguaggio, ma conserva quell’aura argomentativa incisiva quanto leggera e per niente invasiva.
Le mille declinazioni dell’attesa rendono l’opera ricca di “interpretazioni sospese”, una scrittura immersa nei silenzi dell’anima che produce pensieri, che interpreta la vita fatta di dubbi, di ricche solitudini, di certezze mancate ma anche e soprattutto di quel saper vivere nelle tele infinite che la quotidianità riserva ad ognuno.
Infine, Dora Celeste tratteggia l’amicizia. Un sentimento non scontato, che fa rima con amore.
Dora chiude proprio così: “Amicizia come Amore, la stessa radice, lo stesso viale sconosciuto a molti, concesso a pochi”.
Il saggio è arricchito da disegni di Giuseppe Antonello Leone, che ne colgono, con aspetti futuristici, il senso delle parole. E da una lettera-prefazione di Giuseppe Lupo, scrittore e saggista italiano, che analizza lo stile e soprattutto “il cadere delle parole sulla carta”, attribuendo a Dora Celeste, attraverso quell’inchiostro morbido, un “cercare nel sottosuolo della coscienza più che nell’opaco della materia”.

30 gennaio 2012

In homepage, la copertina del libro

Stampa questa pagina