Scrittrice, giornalista e direttrice del premio Morante. E’ appena rientrata da Bratislava dove si è svolta la manifestazione dedicata all’autrice della Storia, sezione Cinema. Premiato, Marco Bellocchio “per il modo di raccontare l’urgenza dei saperi individuali e collettivi, per aver riscattato con “Sorelle mai” una forma di ingiustizia sociale legata alla donna”.
Nell’intervista, l’autrice racconta il suo “A volo d’angelo” che viene presentato a Santa Anastasia (Napoli) gioved 28 giugno alla 19, piazzetta Siano.

Un testo che mette a fuoco un tema coraggioso, la libert . Quanto è stato difficile affrontarlo, da scrittrice?
"E’ una libert  molto simbolica, come tutto, del resto in questo libro. è la libert  interiore, il non vincolo che diviene non limite. Un nutrimento per l’animo e, allo stesso tempo, uno spazio. Lo spazio necessario per poter raggiungere gli scopi che ci siamo prefissi, gli obbiettivi che sappiamo di dover raggiungere, i sogni che il nostro io profondo sa che realizzer . E’ una dimensione in virtù della quale si sacrifica tutto e tutti, finanche se stessi. E se la nostra libert  l’abbiamo custodita e tutelata come qualcosa di sacro, quando saremo pronti a donarla, sar  un regalo prezioso."

L’ha aiutata la seduzione del Mito?
"E’ una seduzione profonda, perch mito vuol dire cultura, e dunque una seduzione ancestrale per me, che ho fatto della cultura il grande edificio della mia vita. In "A volo d’angelo", il mito è presente a vari livelli e in molti modi, dai miti greci a quelli di filosofie e religioni orientali. Del resto, non bisogna mai dimenticare l’origine delle parole, l’etimologia, il senso delle parole e mito, in greco Mythos, vuol dire proprio parola, e di l narrazione, discorso, racconto… in questo libro, forse, c’è anche quella che io sento come una grande missione possedere il Mito e restituirlo a tutti quelli che vorranno e sapranno leggerlo".

Un ritratto critico dei nostri tempi?
"C’è un po’ anche questo in "A volo d’angelo", ma c’è soprattutto la capacit  di opporre un’enorme forza morale a un contesto di tempi aridi o corrotti, che appaiono, a volte, come sfondo momentaneo in questa che è una narrazione senza tempo perch è la narrazione di ogni tempo. Il discorso sul tempo è centrale nel libro, del tempo in generale, del tempo universale, ma sopratutto del tempo interiore, che si restringe o si dilata come una pupilla al centro dell’iride della nostra anima".

Il prossimo libro?
"Il prossimo libro per me è sempre uno "scorso" libro. Nel senso che io lavoro ininterrottamente a più libri e non so mai quale concluderò per primo, quale sar  il suo destino, come e quando uscir . " A volo d’angelo" è stato scritto dal 1987 al 1994. Poi ha aspettato fino al 2012. Ho sempre vissuto col doppio passo della scrittura, una specie di controtempo che trasforma la vita in scrittura e viceversa. una questione di sguardo e, ancora una volta, di tempo il tempo raro di chi vive più volte e a più livelli attraverso la lente e lo strumento della scrittura. in questo momento ho almeno quattro libri in gestazione, tre di narrativa ed uno di saggistica sulla figura di Elsa Morante, curato con Dacia Maraini e titolato "La favolosa memoria".

In foto l’autrice che premia Pier Giorgio Bellocchio per la migliore interpretazione al Morante cinema