I capelli raccolti in uno chignon, gonna gitana, fiamma d’ardore. Balla Carmen, la sigaraia, e intona il canto della vita. Con le amiche Mercedes e Frasquita in osteria, fa girare la testa agli uomini… Non sa ancora che andr  incontro alle tenebre Jos, amante tradito e ferito nell’orgoglio, le far  scontare il suo rifiuto… Scintillano i colori, nel luccichio di stoffe. Alessandra (Torella di Romagnano) è catturata dall’incantesimo del prezioso palcoscenico borbonico. Ha solo otto anni in quel pomeriggio di un giorno (non) qualunque, a teatro con zio Giuseppe (Terracciano, celebre pianista), quando viene rapita dalla magia del San Carlo un colpo di fulmine che prender  forma nei disegni colorati per mesi, memoria di quelle indimenticabili immagini…
CASA ROMANA
Molti anni dopo, nel suo studio annidato in un soppalco sorretto da una scalinata punteggiata da “pacchetti” di libri che riposano sul margine sinistro e osservano i numerosi fratelli nella libreria del salotto di casa (romana), tra bozzetti e schizzi di abiti, ritrova le tracce della bambina di un tempo abbagliata da una scoperta improvvisa l’amore per il teatro che nutre l’orma ereditata dalla mamma artista (Annamaria Bova, autrice con autentiche e improvvise metamorfosi ispirate da ceramica, disegno, scultura e pittura).
TALENTO & SORTILEGIO
La ragazzina affascinata dal sipario scover  un seduttore ancora più suadente, il cinema è cos prepotente il segno dell’arte nei suoi cromosomi che le suggerisce d’iscriversi al liceo artistico, ma il buonsenso famigliare la dirotta verso il classico. Eppure il (suo) talento continua a tallonarla ostinato e le fa puntare i piedi dopo la maturit  niente studi tradizionali per percorrere la carriera diplomatica suggerita dal solco della (antica e blasonata) famiglia paterna. Sceglie (dopo aver superato gli esami all’artistico da privatista) l’Accademia di belle arti in via Costantinopoli, nel centro storico di Napoli, a pochi passi da dove abita. E l, aprendo la finestra sulla scenografia, affonda lo sguardo nello stupore di costumi da (re)inventare.
“Puoi venire allo studio da me?”. A telefono con Zaira De Vincentiis, disegnatrice di abiti per uno spettacolo che ha ammirato a Roma, la scopre (quasi) vicina di domicilio e inizia, da assistente, un percorso (spesso pendolare) d’intenso lavoro e amicizia tra le sartorie teatrali della capitale. E un giorno degli anni novanta, in uno di questi straordinari laboratori d’eccellenza italiana, vede da vicino l’uomo che ha vestito i suoi sogni d’adolescente sedotta dai film di Fellini, Danilo Donati ( costumista, arredatore e scenografo del geniale regista).
LE VIE DEL CASO
Non è persona docile, Danilo, distante dall’universo femminile. Reagisce bruscamente quando Alessandra gli chiede con gentilezza se può introdurla in quel mondo “fatato” . Tuttavia, il caso decide una strategia diversa lui ha bisogno all’improvviso di schizzi; lei gli sottopone l’ “esperimento”, convincendolo definitivamente a una lunga collaborazione che s’interrompe solo con la sua scomparsa (2 dicembre 2001)… Poeta dei tessuti… Ne avverte il silenzio, sulla scia del quotidiano. Dal dialogo con lui nasceva sempre una nuova prospettiva( in ogni contesto) che adesso le manca…
Fragile e tenace, malinconica e entusiasta, lieve e profonda, incassa i tiri mancini dell’avventura umana e procede a passo fermo, dividendo il tempo tra l’insegnamento all’Accademia di moda e impegni professionali che la portano anche in un ristorante di Trastevere con Geraldine Chaplin e la produttrice del (raffinato) film horror di Stefano Bessoni “Imago mortis”, appena uscito in Italia, dove la primogenita di Charlot è la contessa Orsini, proprietaria di una scuola internazionale di cinema. L’idea di pranzare con la figlia del leggendario vagabondo la emoziona ma, ancora di più , dopo un prova silenziosa, quello che dice “Questo costume mi piace molto…”.
Ricorda, Alessandra, sfogliando le sceneggiature dove sono attaccate tutte le immagini dei lavori in corso… Il suo dietrolequinte ogni foto rimanda a un particolare del momento. Promemoria indispensabile perch la stessa scena può essere girata in due fasi diverse e distanti necessario, per esempio,annodare un fiocco nello stesso modo. E lo stile di prima lo può testimoniare solo uno scatto…

DUE STAR
” Stringi”. La voce inconfondibile di Franca Valeri sollecita la sarta che prende le misure a ridurle la circonferenza per un vitino da vespa… Vanit  da donna straordinaria, intelligente, ironica oltre la soglia degli ottanta. Sul set di “Tosca e altre due” diretto da Giorgio Ferrara (2003) affianca un’altra impareggiabile attrice, Adriana Asti. Due dive della simpatia.
I ricordi si accumulano nella galleria di un mondo dove la materia evoca atmosfere. Ha cercato di ricomporle nella mostra che ha curato nel 2007, “Costumi a corte” (Le collezioni della sartoria Farani) al Castello Odescalchi del lago di Bracciano, itinerario di una passione nata             6                  «    oè è á«sptLlibrined dd dpG7eE in una bottega come luogo di sperimentazione velluto, seta, raso, ricami, intarsi, trasparenze sussurrano sentimenti di ieri, ancora forti e suggestivi.
CUORE NAPOLETANO
Roma l’ha accolta. Napoli è la vera patria. Per lei ha un affetto speciale che non le impedisce di vedere e contestare il conflitto di una metropoli eternamente spaccata da un lato, la borghesia che guarda a Londra e Parigi; dall’altra, l’anima popolare, giustamente insofferente alla discriminazione… Pensa per la sua culla a un futuro da citt  moderna, integrata, compatta. E sogna un museo della moda che attinga al patrimonio storico e culturale, ora depositato in “forzieri” a troppi sconosciuti. L’energia della speranza (spesso) è immensa…

In alto, Alessandra Torella e in basso un suo bozzetto