Fiera Vesuviana 2015, organizzata dal Comune di San Gennaro Vesuviano, è stata fondata nel 1613 dal Marchese Scipione Pignatelli, signore di Palma e Lauro, in onore del Santo. Istituzione storica e culturale che raccoglieva il popolo contadino dei paesi sulle pendici del Vesuvio, dell’agro di Nola e Sarno davanti alla Chiesa medioevale di Sant’Januarius in Silva. In vendita prodotti della terra, arnesi da lavoro, animali da tiro da latte e da cortile, piatti tipici preparati all’istante. La Fiera era una festa con canti e danze in onore del Santo Protettore e ringraziamento alla Natura. Il successo per la presenza di contadini, artigiani, venditori, visitatori, indusse il Marchese a donare 20 moggi(80.000 mq.) ai Frati Minori organizzatori della Fiera esente da gabelle e dazi con una propria amministrazione diretta dal Catapano, Maestro Giurato di Fiera, che disponeva di gendarmi e luoghi di pena per evitare furti, atti vandalici e violenti, assegnava gli spazi e concedeva lasciapassare.
Nei suoi 402 di attivit  la Fiera ricorda vari eventi storici tra cui “La rivolta delle scale” del 1807 in cui il popolo si ribella contro le prepotenze del sistema feudale abolito l’anno prima dal re Giuseppe Napoleone. Le scale di produzione locale si vendevano in gran quantit  e fu pretesa somma di denaro dall’ abolito feudo. Si svolse in forma ridotta nel 1799 dopo la sconfitta della Repubblica Napoletana e nel tragico settembre del 1943.
Dai tre giorni del passato si passa nel 2015 a una settimana dal 12 al 20 settembre. Non è l’unica novit  illustrata in conferenza stampa al Caffè Gambrinus () di Napoli da Antonio Russo, sindaco di S. Gennaro, Mariagrazia Nappi e Ornella Manzi assessore alla cultura e alle politiche sociali, Marco Pesce, presidente provinciale UNICEF e da Pietro Parisi “cuoco contadino”, no chef come ama definirsi.
La Fiera esce dai confini regionali e si presenta sul palco internazionale con collegamenti RAI con New York in cui si svolger  il Festival della canzone napoletana. Tra i partner Centro Ippico Arabian Heart e la Fiera Cavalli di Verona che si contende il primo posto in Europa con quella del Comune Vesuviano. Oltre a esibizioni di cavalli di razza, spettacoli di danza classica moderna popolare, teatro, concerti, stand di prodotti artigianali e di attrezzi da lavoro nei campi o per la conservazione dei prodotti.
Partecipano tutti i comuni vesuviani. Studenti di alcuni istituti si esibiranno in un corteo storico in abiti d’epoca. Il Catapano sar  sostituito da un ambasciatore della Fiera da nominare ancora. Promotore di questa svolta epocale è il Parisi, paladino a difesa delle tradizioni della cucina campana elaborati con prodotti a km. zero raccolti nella loro naturale stagione e conservati cotti a vapore o sotto sale nei suoi noti “boccaccelli” di vetro.
Ragazzo, è andato all’estero per imparare l’arte del cuoco con Alain Ducasse, Gualtiero Marchesi, nell’hotel noto a Burji al Arab di Dukai. E’ tornato nel suo paese, Palma Campania, ha cambiato stile sulle vie della memoria, il mangiare dell’infanzia, le ricette di sua nonna Nannina. La sua arte è rivisitazione della tradizione ma più di tutto per “dare sostegno all’ agricoltura, alle famiglie di contadini, lavoro nel futuro ai giovani. Quest’anno troverete la strada dei cibi con tanti cuochi e studenti dell’Istituto Alberghiero “L. de’ Medici” con piatti tipici. Sabato 19 menù a prezzi più modici e il ricavato andr  in beneficienza all’Unicef. Vi aspettiamo in più di 200.000 dello scorso anno”.
La Fiera Festa accontenter  i palati più raffinati baccal  con carciofi e polenta, spaghetti alla chitarra con fave guanciale e pecorino, agnello in tre versioni, cianfotta di verdure e pane cafone in zuppa di fagioli di Acerra, maiale gratinato con friarielli, pizza al lievito fujuto lievitata col siero della mozzarella di bufala, paccheri alla genovese di terra o mare, zuppa di ramasuglia, antico cibo contadino, pasta e cucuzziello, tarantiello di maiale(pancia sotto sale) e tante altre novit  gustose profumate genuine.