Se un  giornalista versa tanto odio contro una terra con un titolo sul quotidiano Libero “A Napoli si bruciano da soli” qualche motivo c’è. Ed è molto semplice. Dà una  mano al regime trasversale che vuole un sud  schiacciato e sottomesso, tenuto al laccio da un paralizzante complesso di inferiorità.
Un modo per ricevere applausi dal potere visibile e occulto, confinando  nel girone dei frustrati tutti i terroni indignati per l’offesa e soprattutto per essere stati etichettati come criminali. Perché tutto parte da lì, dal circo mediatico che, in un crescendo rossiniano, le buone notizie made in Naples le scansa ad arte.
E tra le  buone  notizie di questo disastro messo in atto da  spietati e interessati piromani  di casa nostra (i magistrati indagano nell’abusivismo e nel mercato del rimoschimento), c’è un’iniziativa che  parte dalle donne, dalle farmaciste dell’area vesuviana. Scattata alle 5 del mattino, agli inizi di luglio, quando i roghi erano già silenziosamente diffusi, ma se ne  accorgevano solo da queste parti.
Dalla sua abitazione di Torre del Greco, Myriam Mazza, presidente dell’associazione farmacisti volontari in protezione Civile (sezione Campania) telefona ad Angela Margiotta che  guida l’associazione Farmaciste insieme di cui fa parte la stessa Myriam, come componente del direttivo, per unire le forze e creare una rete di assistenza sanitaria, aiutando chi è stato travolto dalla crudeltà umana.
Una rete non solo al femminile.  Myriam coinvolge nell’operazione anche Andrea Barone  che nell’associanismo  volontario ha un incarico nazionale. E da questa sinergia parte un meccanismo di “reclutamento professionale” che si collega all’amministrazione comunale. Un’altra donna, il vicesindaco Romina Stilo, rafforza la catena solidale che darà vita da stasera a un presidio fisso in via Pisani 33 (allestito e coordinato da Antonello Fiore), davanti al ristorante Il Pino d’oro finché le lingue di fuoco non si saranno dissolte.
Da giorni i volontari seguono la polizia municipale  per alleviare le sofferenze  fisiche della popolazione, ustionata o in serie difficoltà di repirazione. Dimostrando che i farmacisti non restano dietro un bancone a vendere farmaci, ma sono capaci di attivare un servizio che sia di sostegno nell’emergenza. Il tutto  avviene grazie all’energia di una squadra forte, tra questi: Antonio Balzano,  Valentina  Giobbe, Maria Imparato, Gennaro Ippolito, Raffaella Margiotta, Raffaella Varlese.
Spiega Myriam, accorata: «Non sappiamo quello che mangeremo tra qualche mese per effetto di questa catastrofe ambientale, ma, soprattutto, questo incendio ha bruciato l’economia di ristoranti e alberghi». In fumo banchetti e matrimoni.  Con il parco nazionale è stato spazzato via anche il presente di tanti imprenditori, e forse anche il futuro. Un dramma che non merita certo la prima pagina, se si vuole vendere una copia in più.

presidio| ilmondodisuk.com
Qui sopre, un punto di riferimento per chi ha bisogno di assistenza. In alto, le lungue di fuoco devastano la terra vesuviana