1960_L’anno mirabile del cinema italiano è un’interessante mostra fotografica allestita nella libreria del cinema a Trastevere in via dei Fienaroli, Roma.

Gli scatti in questione potranno essere ammirati dal pubblico fino al 16 gennaio. Il tema dell’esposizione è il cinema italiano degli anni 60 ed i suoi protagonisti più illustri.

Tra le fotografie allestite c’è uno scatto di G.B. Poletto che fu tra i più rinomati artisti dell’epoca insieme a Tazio Secchiaroli, i fotografi di scena più richiesti sui set cinematografici dei film che hanno fatto la storia del cinema in Italia e non solo.

L’esposizione è realizzata dal centro cinema citt  di Cesena a cura di Antonio Maraldi.

La foto in questione è stata scattata sul set del film “Risate di gioia” (1962) di Mario Monicelli e nell’immagine sono presenti Totò e Anna Magnani.

G.B.Poletto si consacra nel 1949 grazie all’occhio attento di Rossellini che lo chiama sul set di Stromboli.

Da questo episodio in poi, Poletto lavorer  per la casa di produzione Titanus per ben 13 anni fino al giorno in cui decider  di continuare da solo la professione per avere la libert , data ormai la sua fama, di poter scegliere da solo le produzioni cinematografiche per cui lavorare.

In “Risate di gioia” fu la Magnani che lo volle ardentemente poich desiderava avere “…delle belle foto”!

Le curiosit  che riguardano il set sono sicuramente le poche interviste che venivano concesse

la Magnani si chiudeva in roulotte mentre Monicelli durante le riprese dei suoi film era inavvicinabile.

L’unico tra i protagonisti del cast che si avvicinava ai giornalisti, era il principe Antonio de Curtis che però concedeva interviste solo in napoletano!

Totò, che interpreta Umberto Pennazzuto, durante un episodio del film, aveva avuto problemi alla vista per cui il suo umore non era quello che poi noi tutti conosciamo.

Il disagio con la vista lo rendeva debole e poco sereno.

Nelle scene girate nel bosco, aveva paura che non riuscisse a distinguere le distanze tra gli alberi e quindi procedeva per istinto.

Pochi anni dopo Totò abbandona per sempre il palcoscenico lasciandoci orfani di una delle icone più importanti del cinema italiano ma sicuramente tra le più importanti maschere di Napoli.

La sua salma fu accolta dai napoletani dall’entrata dell’autostrada fino alla chiesa del Carmine.

La commozione ed il dolore furono enormi soprattutto per una popolazione, quella partenopea, che da sempre ha bisogno di avere un sovrano quel principe della risata che continuer  a farci sorridere grazie alla sua infinita filmografia.

A Napoli il suo volto è in qualsiasi cosa, serve a farlo vivere per sempre!

In alto, la locandina del film. In basso, una scena