Solitario e caustico, come la sua scrittura che s’incide nella mente di chi legge con la crudelt  di una lama appena affilata, l’austriaco Thomas Bernhard, sino alla fine degli anni settanta, non aveva ancora incontrato qualcuno che fosse in grado tradurre in italiano il gelo delle sue parole. Temeva una delle operazioni più difficili in letteratura: traghettare emozioni da un universo linguistico all’altro, senza tradire la nascita.

Traduzione significa, dunque. tradimento? Spesso è solo una trattativa tra due codici differenti, con la mediazione di una figura invisibile che, tra l’autore e il lettore, appare in margine all’edizione. Con una responsabilit  elevata: interpretare un pensiero, senza metterne in gioco l’autenticit :

Malgrado qualcuno tradisca, i traduttori spalancano nuovi orizzonti, vicini e paralleli, come quelli europei. Di questo si parler  al Festival della traduzione che si svolge a Napoli dal 22 al 29 novembre, snodandosi tra ventiquattro location differenti.

Organizzato dall’universit  Orientale, insieme agli atenei di Vienna e Parigi 8, con una fitte rete di sinergie ( tra queste, quella con l’Accademia tedesca Villa Massimo di roma) “Tradurre (in) Europa” propone otto giorni di appuntamenti (ben sessantuno), dove protagonista sar  la creativit , dal romanzo al teatro, passando per il cinema, il fumetto e la musica.

Apre la rassegna stasera (ore 19) una signora del palcoscenico, Maddalena Crippa, che interpreta le visioni di Anna Maria Ortese e quelle di Ingeborg Bachmann ispirata dal genio musicale di Hans-Werner Henze.

Domani mattina alle 10 (al rettorato dell’Orientale in via Partenope 10/A) ci s’interrogher  su una provocazione: “Esistono gli intraducibili”? Barbara Cassin, Franco Buffoni, Riccardo Pozzo, coordinati da Camilla Miglio, risponderanno al quesito, attraversando il linguaggio e il rapporto tra culture diverse. Mentre mercoled (ore 10.30- Palazzo Mediterraneo, aula 1.4, via Nuova Marina 59) si affronter  il nodo dell’inserimento professionale in un incontro su: "Tradurre per mestiere. Come muovere i primi passi nel mondo editoriale” che vuole offrire indicazioni a chi desidera prendere primi contatti con un lavoro spesso poco valorizzato e mal retribuito.

Si chiude venerd 29 (ore 19), al Penguin Cafè di Santa Lucia con la presentazione di un capolavoro della letteratura teatrale, il Dybbuk di Scholem An-Ski tra ebraico, russo e yddish. Lasciando sotto il Vesuvio profumo di cultura, capace di dissolvere il tanfo della spazzatura disseminata in tutte le strade.

Per saperne di più
www.estranslation.net

Nella foto, la locandina