L’alfa e l’omega nell’arte di Carla Viparelli. Sabato 14 novembre alle ore 11 nella Chiesa di San Salvatore de Fundaco di Salerno (via dei Mercanti), la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Salerno e Avellino in collaborazione con il Rotary Club di Salerno a.f. 1949 presenta la personale dell’artista napoletana.

Viparelli nasce filosofa, ma strada facendo diventa pittrice e scultrice. Vive e lavora tra Napoli e Maratea; gli esordi artistici si hanno a Napoli, estendendosi poi in Italia e all’estero.

“Inghiotto” è il titolo della mostra che, oltre a rimandare alla forma ottagonale della chiesa che accoglie i dipinti, trae spunto da un preciso riferimento geografico, il fiume Bussento che si inabissa in un grande inghiottitoio nei pressi di Caselle in Pittari (SA), per poi riemergere a distanza, dalle grotte di Morigerati. Un misterioso, incalcolabile e invisibile percorso lo caratterizza.

In mostra cinque opere (olio su tavola) in 8 moduli vestiranno altari e pareti, creando un circolo ideale, geometricamente decifrabile e simbolicamente riconducibile al cerchio della conoscenza, con un’installazione centrale. Tutte le opere, realizzate per l’occasione, alludono e sottintendono la presenza del fiume.

Spiega l’artista: ” L’inghiotto come l’omega di una nascita e la risorgenza come l’alfa di una resurrezione”. Continuo, in ogni opera, è il ripetersi delle lettere α (alfa) e Ω (omega), che rimandano ad una dimensione metafisica alludendo al ciclo di inizio e fine proprio di ogni vita.

Il fiume e la sua acqua scorrono all’infinito come infinito è il simbolo capovolto che compare nella parola inghi8. l’arte concettuale e metafisica della Viparelli che allude e rimanda sempre a simboli e lettere, in un rebus infinito tra significanti e significati, provocando molteplici incognite e continui dubbi su ciò che si vede.

Scrive Pasquale Persico, autore del testo in catalogo: “Emerge una molteplicit  spaziale, incontenibile negli occhi della prospettiva delle mappe tradizionali; ci vogliono nuovi occhiali per vedere il non lineare, la montagna e il suo tempo diventano metafora del tempo della conoscenza”.

Aggiunge Giuseppe Zampino, Soprintendente per i B.A.P. di Salerno e Avellino: “…Ne è consapevole Carla Viparelli, che fa scaturire dalla materia inerte una molteplicit  di forme rigogliose e vivaci, turgide e carnose. Sono le stesse forme che popolano il suo immaginario, sospeso tra una dimensione reale ed una fiabesca, che si incontrano sul filo rosso di un lirismo magico, ermetico, spiritualista…”.

Fino a dicembre. Orari: da luned a sabato 10.30/13 e 17/20.30; domenica ore 10.30/13
www.carlaviparelli.it

civip@libero.it

Nelle foto, due opere dell’artista