Un destino luminoso avvolto dall’oscurit . Giuseppe Ricciardi, disegnatore napoletano in forza alla Bonelli sulle pagine di Brendon D’Arkness (Darkness=tenebre) per i numeri 10, 14, 21, 26, 30, 39, 57 e lo speciale 4, sbarca in Francia con "Tenebres" su sceneggiatura di George Bek. Firmandosi Iko.

Come mai questo pseudonimo?
" il diminutivo di Psiko… che poi è il nome del mio gatto"

Quanti volumi sono previsti per "Tenebres"?
"Dovrebbero essere tre, ma forse diventeranno quattro perch lo sceneggiatore ha molto da scrivere. Poi bisogna vedere se il prodotto regge, ma le prime stime sembrano confortanti…"

Che tipo di mercato è il francese?
"Meritocratico. Si basa tutto sulle vendite. E l i fumetti sono cari, almeno 13 euro per un albo. Se il prodotto funziona, dopo il primo numero, ti permettono di fare gli altri. Poi ci sono fumetti che durano da anni, con un volume l’anno. In Francia, essendoci tanti editori, se hai le qualit  lavori sempre. Ogni casa editrice sforna 5, 6 volumi al mese e, contando le case editrici, escono circa 4mila volumi l’anno. I disegnatori si impegnano di più perch devono realizzare solo 50 pagine in 12 mesi".

Raccontaci i tuoi esordi…
"Engaso doveva essere la mia prima esperienza. Realizzai dei disegni di prova, ma poi il fumetto terminò prima che potessi illustrare un albo con le mie matite. Però fui scoperto da Giuseppe De Nardo (sceneggiatore di Dan Dog, n.d.a) che mi volle per una sua serie sull’Intrepido, Billi Band. Poi illustrai una storia di Vincenzo Perrone, sceneggiatore che divenne famoso per un opuscolo di Lupo Alberto sull’aids. Ho anche inchiostrato un pornazzo per le Edizioni Squalo!".

Poi arrivò la Bonelli…
"Chiusa l’esperienza con l’Intrepido, feci qualche prova per Bonelli. Con loro devi essere al posto giusto al momento giusto. Ti vagliano e se sei valido prima o poi ti chiamano. Realizzai schizzi per Magico Vento e Nick Raider che avevano bisogno di disegnatori. Nulla, ma i miei disegni furono messi in archivio. Poi, quando Claudio Chiaverotti creò Brendon, la Bonelli gli permise di scegliere due disegnatori nuovi. Sfogliando in archivio, notò le mie tavole. E ora sono 10 anni che lo disegno…".

Quale personaggio ti piacerebbe realizzare?
"Brendon è la testata che preferisco perch mi permette di spaziare con la fantasia. Se, per esempio, fai Dan Dog devi attenerti a temi più realistici. Io dico sempre che dopo 10 anni di Brendon, una giacca non ricordo più come si disegna. Per Brendon devi inventare ogni cosa. A me piacerebbe disegnare fumetti di fantascienza, qualcosa alla Blade Runner".

Quanta libert  creativa hai su Brendon?
"Chiaverotti mi ha sempre permesso di fare quello che volevo, previo accordo vocale, come modifiche o disegni strani rispetto a quello che aveva scritto. Quindi mi sono sbizzarrito con le ambientazioni fantasy ed è cos che la Francia mi ha notato. Loro cercano disegnatori che realizzano tavole molto dettagliate. E proprio questa ricercatezza fa di me un disegnatore lentissimo…".

Disegnatore preferito?
"Claudio Villa. il caposcuola a cui ho sempre guardato".

La tua, è una professione che consiglieresti?
" una strada che parte dalla passione e in cui niente ti è garantito, eccetto quando il prodotto vende. Se la Bonelli è un po’ come il posto fisso, Francia e Usa hanno i diritti d’autore e se il prodotto vende, guadagni anche oltre la singola pagina".

Sopra, una tavola di Brendon firmata Giuseppe Ricciardi. In basso, il disegnatore in un ritratto di Maria Volpe Prignano