tutto finto, sull’isola di Cacastreppa. La magna capitale dell’omonima repubblica aristocratica e popolare al centro del racconto di “Più nero che qui” ( MR Editori, pagg.179, euro 13, in foto la copertina), l’ultimo libro di Antonio Giugliano, è un luogo della fantasia al centro del Mediterraneo, un’isola un tempo rigogliosa e prospera che poi l’intervento dell’uomo ha devastato con la cementificazione e l’inquinamento. Dall’usura al contrabbando, dallo spaccio alle falsificazioni, dai furti alle rapine, le attivit  illecite regnano incontrastate nell’indifferenza della popolazione, ormai rassegnata ad accettare il proprio destino nella speranza di guadagni facili. Il libro è pervaso da una visione cupa e drammatica delle vicende umane la rinuncia alla bellezza della natura per inseguire un folle progetto di riorganizzazione della struttura abitativa acquista il significato della perdita dell’innocenza, della nostalgia per un tempo in cui odori e sapori antichi garantivano la serenit  e la gioia di osservare un tramonto o di seguire con stupore l’alternarsi delle stagioni.
Dice l’autore « ovvio che il riferimento è all’Italia contemporanea, a quello che è sotto agli occhi di tutti anzitutto, un territorio devastato dalla mano dell’uomo, cementificato, inquinato, eccetera. L’alluvione di Genova di questi giorni è solo l’ennesima conferma dell’insipienza e dell’avidit  delle classi politiche e imprenditoriali che si sono succedute nel tempo, e dei cittadini che hanno permesso questo, accodandosi al coro plaudente dei potenti di turno. E poi volevo descrivere una societ , in maniera grottesca, priva di ogni valore morale e interessata solo alla corsa all’oro, in cui l’unica aspirazione salvifica è il soddisfacimento di ogni desiderio sessuale. Ma c’è salvezza nel sesso? ».
Il sesso è l’ossessione ricorrente nelle pagine del libro, vissuto sempre in maniera compulsiva e come forma di prevaricazione, come strumento di dominio nei confronti dei più deboli. Ma è anche una liturgia collettiva consolidata nella vita quotidiana di Cacastreppa, dove le orge assumono il senso di un “luridume psico-cerebrale a tonnellate, manco fosse un viaggio lisergico ai confini dell’iperrealt “.
Spiega Giugliano «Non ho usato il sesso per un puro fine edonistico, ma come strumento di conoscenza dei personaggi, per entrare nelle loro psicologie”. Un sesso malato e isterico, per nulla gioioso, che trova sfogo in giganteschi baccanali per le vie e le piazze di Cacastreppa».
Accanto al racconto della citt  vi è un secondo piano narrativo, con la descrizione di un triangolo amoroso. L’autore afferma che «la storia d’amore è, naturalmente, la storia di un amore impossibile. Lui, lei, il marito. Anche questi personaggi, per motivi diversi, sono legati al denaro. Mentre la vicenda della citt  ha un suo continuum, quella della storia d’amore e del conflitto fra i tre personaggi è volutamente fratturata nel tempo. In altre parole il tempo della narrazione è volutamente frammentato. Il protagonista ricorda quanto accaduto un anno prima, e ciò che è accaduto l’anno prima si è svolto in un fine settimana, tra un venerd pomeriggio e una domenica, all’incirca a mezzogiorno. Questa vicenda è narrata usando l’artificio letterario del diario».
E nel diario il protagonista e voce narrante si dice convinto che tutto cambia e tutto finisce, nulla sar  più come prima.