Your place or mine? Questo posto è tuo o è mio? Senza accorgercene condividiamo gli spazi abitativi e di vita con milioni di altri esseri animali e vegetali, ospiti senza invito di ambienti che nonostante i nostri sforzi non riusciamo a rendere asettici. Loro come noi si sentono a casa. Parte da questa poetica riflessione il progetto di Umut Yamac, architetto e designer inglese, che espone per la prima volta in Italia, ospite da domani della galleria Mani Design in una mostra a cura di Simona Perchiazzi e Fabio Figlia.

Gioielli, accessori e piccole sculture in cui la bellezza si fonde con la forza del messaggio: bisogna fare attenzione all’habitat in cui siamo immersi e a tutti i suoi elementi.

Non a caso lo studio che Yamac ha aperto a Londra si chiama Rus in urbe, citazione latina che significa campagna nella citt  “mi sono chiesto spiega in che modo la campagna e la citt  possono convivere”.

Il progetto in esposizione si sviluppa a partire da questa riflessione “Your place or mine? Si interroga su animali e persone, su come questi possano vivere nello stesso luogo e accettarsi l’un l’altro”.
La mostra si articola in vari elementi, l’ambiente espositivo sar  insonorizzato da piccoli rettangoli di carta ognuno con una scritta/manifesto di una agognata coscienza ambientale. “A ciascun visitatore sar  consegnata una bustina di semi appartenenti a specie vegetali protette e autoctone, l’idea è che ognuno possa gettarli via o piantarli, prendendo parte ad una sorta di azione territoriale”.

“Le persone aggiunge il curatore Fabio Figlia si trasformano in medium e fanno un po’ quello che in natura è compito involontario di api e uccelli, spargendo sul territorio i semi che forse cresceranno”.
Ci sono poi lettere gioiello: ciascuna è l’iniziale di una citt  o paese, ciascuna contenente nel decoro specie animali e vegetali protette in quella citt  o in quel paese, si scopre allora che a Londra se disturbi un pipistrello violi la legge, perch l la coscienza ambientale si è concretizzata in divieti che proteggono davvero animali e piante. In Italia siamo ancora molto lontani.

Yamac riflette anche sulla convivenza dell’uomo con microbi e insetti invisibili “è interessante il fatto che temiamo questi esseri che nemmeno riusciamo a vedere, forse è proprio per questo che ci fanno paura. In più noi siamo sorpresi di scoprire che dividiamo il nostro spazio con qualcun altro, perch siamo in cima alla gerarchia dell’evoluzione”. Perch allora non rendere questa convivenza più attiva, per esempio costruendo delle facciate per i nostri palazzi che possano fornire nutrimento agli uccelli, ipotizza ancora il designer.

In mostra anche un orologio/gabbia in cui le lancette sono piccoli uccelli: il valore estetico è elevato e la fattura è ricercata, mescola la moderna tecnica del taglio laser con la manifattura. E c’è ancora la gabbia di vetro a misura di testa di uomo, da portare come un cappello pensando all’espressione inglese head case (scatola da testa) che indica anche una persona un po’ folle, e provare a immaginare come ci si sente ad essere uomini in cattivit .

Tanti oggetti per una riflessione delicata ma intensa, non urlata, ma poetica, non provocatoria ma di contenuto.
Inaugurazione venerd 12 marzo ore 19.00, con selezione di vini Tomas&Giesen e gourmandises d’autore dello chef Salvo Genovese.

Umut Yamac “Your place or mine”

Mani Design dal 12 al 31 marzo
Via S.Giovanni Maggiore Pignatelli 1/B

www.mani-design.it

In alto, l’artista con una sua opera. In basso, altre sue creazioni