«Ogni artista segue la sua scia». Nell’elegante cornice della galleria d’arte “Spazio Nea” (via Santa Maria di Costantinopoli, Napoli), la cantautrice partenopea Giulia Capolino presenta il suo nuovo cd dal titolo “L’artista”, che fa da filo conduttore allo spettacolo teatrale “Giro di vite”, in scena sabato 6 febbraio al Teatro Bolivar (via Bartolomeo Caracciolo, 30) alle 20. Scritto da Gianmarco Cesario e Antonio Mocciola, è cucito su misura per lei.
Il cd, splendidamente arrangiato e suonato al pianoforte da Keith Goodman e dal suo Quartetto d’archi San Giovanni, intreccia le molteplici vite artistiche dell’eclettica musicista, e alterna brani della tradizione classica napoletana e della chanson francaise a brani inediti, oltre a due cover attinte dal miglior repertorio italiano.
E’ timida Giulia, ma non quando canta. Durante la presentazione esegue dal vivo alcuni brani tratti dal cd e viene proiettato il videoclip, curato da Marco Prato, del singolo “L’Artista” title track, nato un giorno di due anni fa, quando, racconta Giulia, uscendo dalla sinagoga, sente un forte richiamo verso il mondo ebreo. E’ il brano che più di tutti la rappresenta, prodotto della maturità artistica e spirituale. «E mi ritrovo in questa vita come una donna che già sa», recita il testo. Alla domanda a quale brano sei più affezionata risponde: «Sento particolarmente vicina la cover di ‘C’è tempo’ di Fossati quando dico che Nulla è più falso del tempo, nulla è più vero del tempo».
Antonio Mocciola spiega come Giro di vite «sia un gioco di parole che rimanda alle esperienze passate dell’artista perché Giulia ha vissuto vite precedenti».
«E’ stato l’incontro tra due agnostici e una buddista», sintetizza ironicamente Cesario, che prosegue: «In quanto buddista, Giulia ci ha parlato della metempsicosi. Noi, con assoluto rispetto del credo e della filosofia di ciascuno, ci siamo lasciati coinvolgere in questo bellissimo progetto che racconta tre storie più una, le sue tre vite precedenti e il suo presente».
Ogni storia ha stile e contenuti diversi. C’è l’amore che racconta un passato nell’antica Francia del Settecento, la spiritualità che viene fuori dalla storia di una sciamana, le radici che ritraggono sua nonna durante il periodo della persecuzione ebraica e, infine, la consapevolezza del presente, di aver vissuto ciascuna delle vite precedenti. Tutto questo confluisce in maniera perfetta nel disco.
Così si racconta alla vigilia del debutto. E’ emozionata e sa che l’adrenalina di quest’attesa l’aiuterà a dare il meglio di sé.
Giulia, prima di dedicarsi alla musica, ha scritto poesie, dipinto. Quali motivazioni l’hanno spinta a intraprendere la carriera musicale?
La musica è più vincente rispetto alla pittura e alla poesia perché è vibrazione. Attraverso il suono, la voce, è possibile veicolare messaggi spirituali molto forti, ma anche raggiungere più persone e portare avanti la mia missione.
Nei suoi album confluiscono suoni, melodie, lingue diverse. Pensa che la musica possa in qualche modo contribuire a unificare i popoli e le culture?
Il primo passo verso una nuova consapevolezza è proprio quello di non cercare fuori ciò che è dentro di noi. Una forza ci riconnette all’universo e se capiamo questo, la bomba atomica non solo non farà più paura, ma non esisterebbe affatto.
Quali sono i suoi progetti futuri?
Sto collaborando con la mostra, a ingresso gratuito, dal titolo “Senzatomica”, la campagna di sensibilizzazione sulle armi nucleari patrocinata dai Comuni di Napoli e Salerno e promossa dall’istituto buddista italiano Soka Gakkai, che si terrà al Real Albergo dei poveri (piazza Carlo III) dal 1 al 31 marzo. Offrirò la mia rappresentazione artistica con un concerto a favore dei senzatetto.
E alla platea offre un’ultima frase «Non ha senso il razzismo, non ha senso l’identità, non ha senso l’altro». Parole che emozionano, strappando un caloroso e sentito applauso.

 

Per saperne di più
www.giuliacapolino.com

Info e prenotazioni
Teatro Bolivar
Tel. 081/5442616
Ass. La Musica dell’Anima
Tel. 333/6901109

Nella foto, in alto, Giulia Capolino