Il “Diario” di Renato Mambor a Castel Sant’Elmo (Via Tito Angelini 22, Napoli) fino al 31 Marzo. “In prestito dall’infinito”, curata da Achille Bonito Oliva, è l’ampia antologica comprendente settanta opere dagli anni Cinquanta a oggi, tra cui diverse inedite molte delle quali create per questa occasione.

Nucleo tematico della mostra, che si inaugura Venerd 13 Febbraio alle ore 18, è la relazione fra lo straordinario Diario degli Amici del 1967 e l’inedito Diario 2007. Il primo si compone di venti tavole che Mambor fece realizzare dagli amici artisti, tra cui Mattiacci, Boetti, Pascali, Lombardo, Tacchi, Ceroli, Mauri, Icaro, Marotta, con il fine di rappresentare gli elementi costitutivi del linguaggio della pittura. Il risultato che ne scaturisce è un eccezionale spaccato della cultura figurativa della fine degli anni Sessanta.

I pannelli del Diario del 2007 offrono una significativa sintesi della ricerca artistica degli ultimi anni e si concentrano sulla figura umana, rappresentata attraverso il ricalco, la sagoma o la mascherina, che riproducono il profilo dell’artista e che entrano in relazione per accostamento con tutti gli altri ingredienti pittorici rappresentati.

Bonito Oliva a proposito dell’artista afferma “in definitiva Mambor allarga la nozione di museo fuori dal suo luogo fisico e la dilata confermandone l’esistenza in ogni momento in cui l’uomo acquista il potenziamento della conoscenza”.

Fin dai suoi esordi, alla fine degli anni Cinquanta, Mambor usa una forma espressiva “asoggettiva” e impersonale che mira, secondo le parole dell’artista, a “togliere l’io dal quadro”, e supera cos il soggettivismo esasperato dell’Informale, ideando moduli ripetuti ma variati attraverso tecniche, tematiche e oggetti diversi. Questo filo conduttore percorre l’intero itinerario della mostra che presenta opere legate fra loro da una ricerca costante che ha fatto, dei modi della percezione, il suo oggetto, rintracciando la variabile di rottura all’interno di ritmi costanti.

Accompagna la mostra un esaustivo catalogo edito da Christian Maretti Editore, con testo critico di Achille Bonito Oliva e con un’intervista all’artista di Gianluca Ranzi.

Mambor, intervistato da Ranzi, dichiara “io dico che l’arte serve a pulire lo sguardo. I sensi sono offuscati dalle abitudini e tutto ciò che si fa e si pensa diventa immagine, stereotipo, filtro davanti agli occhi. L’arte insinua un cuneo in questo meccanismo spersonalizzante e ha il potere di ribaltarlo, in definitiva è un piccolo sforzo per muovere il pensiero”.

Per informazioni
http//santelmo.napolibeniculturali.it

Orari tutti i giorni 14-19; sabato 10-19; chiuso mercoled

Nelle foto, due opere dell’artista