Per giocare a carte scoperte, è bene precisare innanzitutto che l’allestimento del Don Pasquale donizettiano proposto dal San Carlo in questi giorni, in chiusura della seconda edizione del San Carlo Opera Festival, ha convinto soltanto fino a un certo punto. La pagina, con la quale Donizetti rese un estremo omaggio all’opera buffa, mentre gi  altre esperienze si imponevano all’attenzione del pubblico, era affidata alla sapiente regia di Roberto De Simone, qui ripresa da Ivo Guerra; la vicenda, che non risente di collocazioni temporali diverse da quella concepita dagli Autori, era collocata nel primo ventennio del Novecento, come richiamato dai costumi di Zaira De Vincentiis e dalla piacevole scena girevole di Nicola Rubertelli.

Il “Don Pasquale”, si diceva, è opera di confine tra passato e futuro,
tra l’opera buffa, con le sue leziosaggini, e una sensibilit  gi  vicina alle istanze romantiche, caratteristica che la rende di difficile interpretazione. Il pregio della regia di De Simone – forse meno di chi l’ha ripresa- consisteva proprio in questa abilit  singolare di non scivolare nel lezioso settecentesco e nel non anticipare troppo quelle tendenze che saranno del Romanticismo vero e proprio.

apparso in ottima forma l’ironico Paolo Bordogna, nel ruolo del titolo, raffinato e gradevole sia per doti vocali sia per presenza scenica.
Barbara Bargnesi è stata una Norina non del tutto convincente la straordinaria tecnica vocale non ha coperto le incertezze del primo atto. Il timbro di Antonino Siragusa nuoce non poco al cantante, che non è apparso sempre a suo agio in un ruolo che richiede una partecipazione, che abbiamo invano desiderato.

Oltre a una rituale (e non di più) citazione di Mario Cassi nei panni del Dottor Malatesta e di Rosario Natale, nel ruolo del Notaro,
bisogna dedicare un cenno a parte al direttore, Cristopher Franklin, che ha stupito per l’incoerenza della sua conduzione improvvise accelerazioni quasi macchiettistiche- si pensi al terribile inizio della Sinfonia – erano seguite da rallentamenti inspiegabili e francamente irritanti. Buona la performance del coro, diretto da Marco Faelli.
La concomitante partita della squadra locale ha contribuito a lasciare diversi posti vuoti per fortuna, però, c’erano tanti turisti, che porteranno con s il ricordo di una bella serata.

Le repliche

marted 29 settembre 2015, ore 20
sabato 3 ottobre 2015, ore 20
domenica 4 ottobre 2015, ore 18

Per saperne di più

www.teatrosancarlo.it

IL PRESIDENTE MATTARELLA NEL PALCO REALE

Ha paralizzato il traffico la presenza di Sergio Mattarella ieri (luned 28 ottobre) al San Carlo. Come una rockstar, il presidente ha attirato una folla di curiosi pronti a immortalarlo a colpi di telefonino. Situati davanti all’entrata principale da dove è entrato il Capo dello Stato per assistere alla proiezione de Il senso del Mattino, docufilm di Luca Apolito prodotto da Giffoni Film Festival, che, attraverso la storia del quotidiano fondato da Scarfoglio e Serao, racconta la storia di Napoli.
A dare il benvenuto al Presidente Sergio Mattarella, sotto il portico, che precede l’ingresso principale del San Carlo, la sovrintendente Rosanna Purchia, l’editore Francesco Gaetano Caltagirone, il direttore de Il Mattino Alessandro Barbano, insieme al sindaco Luigi de Magistris, il presidente della Regione Vincenzo De Luca, il prefetto Gerarda Pantalone che lo hanno accompagnato al Palco Reale.

In programma anche un concerto,
preceduto dall’Inno di Mameli, composto da Fac, ut portem Christi mortem dallo Stabat Mater di Giovanni Battista Pergolesi (cammeo scelto a simboleggiare la scuola settecentesca napoletana), Ouverture da Guglielmo Tell di Gioachino Rossini, travolgente sineddoche del periodo aureo rossiniano, e Va, pensiero da Nabucco di Giuseppe Verdi. Sul podio dell’Orchestra del Teatro di San Carlo, Maurizio Agostini, insieme a Coro e Coro di voci bianche del Massimo, preparati rispettivamente Marco Faelli e Stefania Rinaldi.

Nelle fotouna scena di Don Pasquale e Mattarella al San Carlo (ph. Squeglia)