La Fondazione Plart è un luogo particolare e insolito, non solo per l’Italia ma anche nel panorama internazionale, difficilmente classificabile per le iniziative e la politica culturale portata avanti con continuit  fin dal 2008, anno della sua inaugurazione.
Si tratta di uno spazio interamente dedicato ai materiali plastici, in cui si intrecciano design storico e contemporaneo, sperimentazione, formazione, ricerca applicata finalizzata alla conservazione e al restauro di opere d’arte e di design realizzate con i polimeri. A tali attivit  si affiancano quelle relative all’organizzazione di mostre temporanee di designer e di artisti che utilizzano, per la realizzazione delle proprie opere, i materiali sintetici, declinati nelle forme più diverse, inconsuete e innovative.
Si tratta, dunque, di un luogo nel quale la popolosa ed eterogenea famiglia delle plastiche – generalmente considerate povere e inquinanti – è indagata, mostrata e comunicata a “tutto tondo”, secondo i più avanzati criteri espositivi. E’ una ricerca che abbraccia non solo i talenti più noti del design come nel caso della mostra su una collezione di pettini disegnati per la Fondazione da Andrea Branzi, o sull’attivit  di Memphis ma che promuove anche i giovani designer più sperimentali che lavorano in diverse parti del mondo, come nel caso di Formafantasma e del duo Mischer’Traxler.
L’insieme di queste attivit  – unite anche a quella di scouting di talenti che operano nell’ambito del territorio campano – crea le condizioni ottimali per la diffusione non solo di una corretta conoscenza dei polimeri, ma, più in generale, del design e dell’arte. Con la volont  che ciò non sia riservato a un pubblico di addetti ai lavori, ma a una platea vasta ed eterogenea dai bambini, agli studenti di universit  italiane ed estere – con le quali la Fondazione ha diverse attivit  di collaborazione – ai visitatori occasionali, agli studiosi che hanno la possibilit  di accedere anche ai depositi e alla biblioteca specializzata.
Il lavoro condotto dalla Fondazione è improntato alla realizzazione di reti culturali,alla multidisciplinariet , alla costruzione di rapporti con prestigiose istituzioni pubbliche e private nazionali e internazionali. Una attivit  culturale che, in pochi anni, ha avuto importanti riconoscimenti. Tra gli altri quelli del Ministero per i Beni e le Attivit  Culturali, su segnalazione della Triennale di Milano, di “Giacimento del Design” e di Museo d’Interesse Pubblico.
Cuore della Fondazione è lo spazio espositivo permanente che ospita una delle maggiori raccolte al mondo di oggetti realizzati in materiale polimerico. I 1500 pezzi che la compongono coprono un arco temporale molto ampio dalle prime plastiche di fine 800 e primi del 900 celluloide, galatite, ebanite, parkesina, bakelite, … fino a oggetti di design contemporaneo. Si tratta di artefatti disegnati da mani ignote, di pezzi originali di design storico realizzati dai maestri del Made in Italy e opere di artisti come Piero Gilardi, Gaetano Pesce, Franco Mello, Guido Drocco, Tony Cragg.
La scelta espositiva rispetto alla collezione permanente è stata quella di enfatizzare l’idea del “racconto”, della suggestione che questi materiali, contrariamente a quanto si crede, possono suscitare se impiegati in modo consapevole, sfruttandone al meglio le caratteristiche prestazionali. Nell’impostazione espositiva si è cos cercato, attraverso un allestimento innovativo e una selezione attenta degli oggetti da esporre, prima di tutto di sorprendere il visitatore e di giocare con le sue emozioni.
Una grande teca curvilinea sospesa che disegna lo spazio contiene, a rotazione, una selezione di oggetti con funzioni, forme, colori realizzati con materiali plastici diversi. Si tratta in molti casi di pezzi per i quali è impossibile definire “di cosa sono fatti” ingannano l’occhio con la loro consistenza materica di volta in volta mimetica, colorata, eterea, trasparente, serica, fibrosa, … A testimonianza di come quella che sbrigativamente, e spesso con una accezione negativa, viene identificata semplicemente come “plastica”, sia in realt  una famiglia di materiali molto diversi tra loro, con aspetti e caratteristiche prestazionali differenti, talvolta sorprendenti.
Se in tutti gli allestimenti museali sono fondamentali i percorsi suggeriti ai visitatori, la creazione di visuali privilegiate, l’enfasi data dalle luci, lo sono ancora di più quando, come nel caso della collezione permanente della Fondazione Plart, gli artefatti esposti trovano nel reciproco accostamento scenico, prima ancora che nell’unicit , la ragione della loro importanza.
Recentemente è stata inaugurata una sezione didattica multimediale, che prevede una forte interazione con il pubblico, nella quale si racconta in modo ludico, adatto anche ai bambini, la storia delle plastiche a partire dai primi esperimenti chimici, fino alle bioplastiche. Nella convinzione che è solo attraverso la conoscenza e l’educazione che è possibil            6           e avere comportamenti consapevoli e rispettosi dell’ambiente, fattore questo centrale nella politica culturale portata avanti dalla Fondazione.

*curatore scientifico della Fondazione Plart

In alto, un’installazione fotografata da Antonella Russo