La legalit  è una cultura che anche Napoli conosce bene. E la vuole diffondere. La settimana scorsa, nella splendida cornice del Maschio Angioino, la Sala della Loggia si è illuminata di un ulteriore momento di cultura. Viene presentato il libro “Per amore delle Bionde. Uno scugnizzo a passeggio con i boss”, edito da ilmondodisuk, la cui autrice è la giornalista e scrittrice Donatella Gallone.
Una sala gremita e attenta dove sui volti si legge entusiasmo e partecipazione. Prevale il silenzio e l’attenzione verso ognuno degli intervenuti.
Oltre all’autrice hanno partecipato Amato Lamberti e Paolo Pisanti, moderatore Aniello Montano. Letture a cura di Annamaria Ackermann. A presentare l’evento è l’associazione “Il Corvo” con il patrocinio morale dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli.
L’introduzione di Aniello Montano segnala che Per amore delle Bionde “è un libro che ha dato avvio a Napoli al genere “camorra”. Scritto nel 2002, viene pubblicato nel gennaio 2006 con la sigla SukLibri.. Nel 2010 arriva alla ribalta del salone del libro di Torino con la presentazione di Ferdinando Imposimato, in una nuova versione tipografica, per le edizioni ilmondoddisuk, Ha meritato la menzione speciale al Premio Giancarlo Siani nel settembre 2010. La caratteristica peculiare della scrittura di Donatella Gallone è la leggerezza piacevole e gradevole la lettura, malgrado la materia sia dura per gli argomenti trattati. Un romanzo che parte da lontano, ha tempi sfumati che alleggeriscono ogni disumanit . Racconta la strana realt  di Napoli, è un romanzo anche di colore (bello l’affresco del borgo di S. Lucia e la caratterizzazione dettagliata dei personaggi). Si percorrono gli anni ’50, ’60, ’70. La distanza genera nostalgia per quegli anni e essa è parte di quel panorama. Ciro è il protagonista e la voce narrante vive l’amicizia con i boss come qualcosa di normale”.
Segue Amato Lamberti “Mi occupo di camorra da circa 40 anni, non sono napoletano (originario di Trieste si trasferisce a Napoli nel 1971). Napoli è uno straordinario laboratorio per un sociologo. Quando arrivai in citt  mi accorsi subito che tutto funzionava in maniera anomala le sigarette di contrabbando vendute nella centralissima via Roma, la carne macellata clandestinamente a prezzi bassissimi e la camorra ovunque. Il libro è interessante, il titolo più giusto sarebbe “Fenomenologia della vita quotidiana della camorra”. L’autrice utilizza un metodo etnografico che si realizza nell’osservazione partecipata e raccolta delle storie di vita. Ciro incontra tanti personaggi importanti della camorra, è un ragazzo immerso nella loro quotidianit . Il libro restituisce l’intreccio tra la citt  “normale” e questi personaggi che la abitano e frequentano gli stessi luoghi dei napoletani. La citt  vive facendo finta di ignorare questa commistione. L’autrice dice che senza queste complicit  i malavitosi avrebbero meno possibilit  di muoversi. Ci sono personaggi che realizzano fortune con questa connivenza. A Napoli c’è l’intreccio tra politica, amministrazione e malaffare, ecco perch è una citt  cos difficile da governare. In citt  ci sono 35.000 esercizi commerciali ma 1 su 5 non ha la licenza, anche nelle vie dello shopping”. Per non parlare, poi, che si falsifica tutto”.
Paolo Pisanti “E’ una descrizione minuziosa della citt ; l’autrice mostra un’esattezza straordinaria nel ricordare i fatti passati raccontati nelle cronache degli ultimi cinquant’anni. E’ un libro che crea interesse, è fatto bene”.
Aniello Montano ” Ciro è un personaggio gradevole, sveglio, attivo, una simpatica canaglia, d’altronde i peccati chi non li fa, e i vizi chi non ne ha, e le virtù, infine, chi non ne vanta. Alla stregua di una tragedia greca la rappresentazione del male di Napoli ci fa sentire tutti più buoni. Il denaro e la volont  di predominio sono valori legati alla corporeit , al contrario i valori legati alla spiritualit , nella nostra societ , vengono messi da parte. Tutto si basa sulla centralit  del corpo che le persone cosiddette perbene usano non per fare violenza, come i camorristi, ma per fare carriera”.

Infine l’autrice “Ringrazio l’associazione culturale “Il Corvo”, Aniello Montano, Paolo Pisanti, Amato Lamberti, Annamaria Ackermann che ha reso la voce di Ciro e tutti voi che avete partecipato numerosi. E’ la storia di un uomo, l’ho raccontata mostrando la mafia invisibile, il lecito che si intreccia all’illecito. Napoli è la fase di partenza di questo libro Ciro arriva a New York , passando per la Costa Azzurra e si ferma nella villa del boss Zaza.
La storia è specchio della nostra societ  malata”.
Tra il pubblico prende la parola Angelo Otero “E’ proprio il realismo, che connota la narrazione, a lasciar trapelare l’indignazione amara dell’autrice”.
Il libro consegna alla storia di questa citt  un affresco sociologico lontano da riflettori, scorte e onori nazionali come esperienze successive che, al contrario, sono state si importanti ma “gonfiate” fin quasi alla            6                 è« «    oè  á«sptBLlibrineBlinkBBd dBd d«BpGBB«7B retorica.
Questa è la plateale dimostrazione che accendere i riflettori sul fenomeno camorra non significa parlarne “con” gli altri ma “per” gli altri.
Donatella Gallone questo si propone, ci mettere assieme lo struggente realismo di una realt  secolare drammaticamente negativa con una compostezza della narrazione che non vuole far rumore n tantomeno allarmare i più. Ma semplicemente educare alla legalit .

In collaborazione con Carmen Di Peso

Da sinistra (scatto di Peppe Esposito) l’incontro al Maschio Angioino e (foto di Vincenzo Amato) il Castel dell’Ovo durante una mareggiata, scenario preferito di Ciro, contrabbandiere di sigarette e protagonista di "Per amore delle bionde"