Un nuovo filo rosso rinsalda lo storico rapporto di amicizia tra Napoli e l’Argentina, grazie al gemellaggio tra il della citt  partenopea e il Festival Internacional de Cine de Derechos Humanos di Buenos Aires.

Il festival napoletano quale finestra aperta, nel cuore del Mediterraneo, sui processi di trasformazione sociopolitici dell’Argentina post-dittatoriale. Un riflettore puntato sul laboratorio Baires e le sue ipotesi di riconciliazione nazionale. Nella convinzione che l’esempio di un Paese che si interroga sul recente tragico passato possa fornire spunti di riflessione per qualsiasi Paese democratico del mondo. E a maggior ragione in una citt  come Napoli, marchiata da problemi cronici di illegalit  diffusa e disuguaglianze sociali.

La quattordicesima edizione del festival argentino si è svolta a maggio 2012. E come ogni anno, una folta delegazione napoletana si è recata a Buenos Aires per presentare la tradizionale Ventana sobre Napoles, uno spazio riservato ai film vincitori della kermesse partenopea, un’esperienza che si ripeter  dal 7 al 14 agosto 2013.

Quel viaggio nell’America Latina è diventato, per la delegazione italiana, l’occasione per toccare con mano i tentativi dell’Argentina di superare definitivamente la rovinosa crisi economica del 2000. Una crisi che i risparmiatori italiani conoscono bene, per l’effetto domino dell’insolvibilit  dei titoli obbligazionari argentini immessi nel mercato finanziario globale e per la corrente migratoria di ritorno nei periodi più bui del default. Uno scenario apocalittico che nel giro di pochi anni si è rasserenato, grazie ai decisi interventi politici tesi a sganciare l’Argentina dal giogo finanziario internazionale. Una svolta autarchica coraggiosa, consentita dalla condizione di relativa autosufficienza energetica e di materie prime.

Oggi una donna governa il Paese, Cristina Kirchner, chiamata da tutti semplicemente la presidenta Cristina. Rappresentante di una forma moderna di peronismo, Cristina ha raccolto le redini del governo dopo la scomparsa del marito Nestor, artefice della prima parte del risanamento. Esasperando la nozione di patria e puntando sull’orgoglio nazionale, ancora ferito per le sorti della guerra con gli inglesi per la contesa sulle isole Malvinas, Cristina ha promulgato una serie di atti legislativi destinati a diventare un modello anche per l’Occidente la legge sulle frequenze televisive, quella sul diritto di famiglia, la “nazionalizzazione” delle compagnie petrolifere. Ma una spinta riformista interessante è anche quella che proviene dal basso, con l’esperienza delle cosiddette “fabbriche recuperate”. Sociologi ed economisti di tutto il mondo stanno studiando questa innovativa formula, ipotizzando anche in Italia una regolamentazione legislativa della materia. La delegazione napoletana ha colto tutti questi spunti, facendone oggetto di giornate ed eventi del Festival di Napoli, per ridurre la distanza tra Napoli e Buenos Aires e mostrare quanto il Nuovo Mondo sia dietro l’uscio di casa e come il Cinema possa aiutarci a capire questa prossimit .

C’è da augurarsi che la meta finale del fitto intreccio di esperienze di questi ultimi anni, promosso dal Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli, sia la formalizzazione di un vero e proprio gemellaggio culturale e istituzionale tra Napoli e Buenos Aires.

*E’ uno dei più apprezzati cinefili napoletani, coordina da lunghi anni il cineforum de “La perla” e dirige il Festival del cinema femminile “A corto di donne” di Pozzuoli

In foto, uno scorcio di Buenos Aires