Quasi vent’anni fa, come a chiudere un periodo davvero buio dell’immagine pubblica di Napoli e segnare l’inizio, per la citt , di una nuova era cui non sarebbe mancato l’immaginoso e augurale nome di Rinascimento Napoletano, un ottimo storico di queste parti dava alle stampe un poderoso volume su Napoli e il Sud nell’immaginario Barocco e Illuminista europeo. A leggere, in gran copia, i giudizi dei viaggiatori stranieri e italiani capitati da queste parti, si comprende come il viaggio a Napoli costituisse per i più “una tormentosa escursione ai margini della notte”, una sorta di pericoloso accesso ad un “oscuro spazio di orrore”, e quasi all’abisso degli inferi “in un luogo di ignoranza popolato di diavoli e masnadieri, ladroni e gran banditi”. Ci voleva tutta la buona volont  di E. A. Mario e soprattutto la distanza tra cielo e terra perch, agli albori del secolo XX Napoli, potesse essere considerata, da due professori di mandolino, uno dei “Duje Paravise”. Certo in seguito abbiamo avuto il Rinascimento Napoletano (Ah, Vico! Coi tuoi ricorsi storici!!), ma poi quello successivo come si chiama, Rimorimento?!?

Per capire l’immagine attuale della citt , riportiamo due ricette:

Pane di Dante al sentire d’olio delle colline toscane

Prendete un bel pezzo di buon pane toscano che normalmente non sa di sale (essendo quello “altrui” che sa di pessimo sale e richiede per conquistarlo tante scale) cotto alla legna resinica di quelle colline benedette da Dio. Tagliatelo con un coltello possibilmente forgiato da quelle parti, dove ancora gli artigiani ripetono i sapienti gesti d’arte dei metalli con cui Benvenuto Cellini forgiò la tabacchiera di Luigi XIV e il Ghiberti la formella del “bel San Giovanni”. Quando il pane nell’aprirsi sotto il filo della lama simile a quella che uccise l’immortale Ferruccio avr  mostrato il suo bel colorito bianco come il Carrara prediletto da Michelangelo, avvolgete quelle morbide fette in un lino grezzo filato dalle gran drapperie toscane. Poi lasciatele per qualche minuto alla leggera brezza di quelle colline che conferir  loro un sentire d’olivo, di mandorlo e di sottobosco impregnandosi anche, come impercettibilmente, dell’eco delle corti d’amore che ancora sembrano accadervi fra Boccaccio e Fiammetta o fra Pietro Aretino e le donne di piacere che, nella sua penna, hanno guadagnato l’immortalit . Portate poi quelle fette al calore di una cantina di una vecchia stalla di un palazzo rinascimentale dove la terra toscana ha assunto tutto il vissuto e il colore dei rossi mattoni cotti nelle antiche fornaci e ponete quelle fette su un vassoio di cristallo che abbia tutto il nitore delle stoviglie di Cisti fornaio, protagonista di una novella di Boccaccio. Bagnate quel pane con l’olio sempre benedetto di quelle colline facendolo cadere goccia goccia da un orciuolo in cui prima avrete fatto brillare per qualche secondo il riverbero dei fuochi che scoppiettano nel grande camino del Palazzo. Condite con appena un pizzico di sale del Mar Tirreno raccolto all’estuario di Pisa ed essiccato secondo l’antica ricetta di Galileo. Forse non sarete tutti Lorenzo, ma vi sentirete tutti Magnifici!

Pane e Uoglio alla Napoletana

Scippate un palatone a un rivenditore per strada e cercate di toglierci di sopra almeno un po’ degli scarichi d’auto. Fate qualche scongiuro contro le bestemmie che i camorristi che lo hanno preparato vi hanno certamente impresso. Tagliatelo a fette cercando di usare un pugnale che non sia servito, almeno di recente, per nessun accoltellamento, quindi schiaffateci sopra un poco d’olio, evitando almeno quello “extra-vertigine” usato degli aerei, normalmente venduto con l’etichetta di extra-vergine nelle salumerie di Napoli. Schiaffateci pure un poco di sale del Golfo inquinato. Non fa nulla, tanto il ricovero in ospedale, soggiornando da queste parti, è quasi inevitabile. Abbiate la furbizia di essere ricchi e di non farvi ricoverare in un lazzaretto locale, ma in una clinica da qualche altra parte.

Lasciamo le conclusioni ad un classico e precisamente al cosiddetto Anonimo del gusto del XXI secolo. “Dalle superne parole derivano risa e pensieri. Laonde si deduce che se non sai comunicar non puoti neanco mangiar ! “.

*Preside della facolt  di Scienze della formazione dell’Universit  Suor Orsola Benincasa di Napoli.

A LEZIONE DI GUSTO

Al Suor Orsola nasce il Master in Comunicazione e giornalismo multimedialeenogastronomico (in collaborazione con Gambero Rosso e Citt  del Gusto di Napoli)
Il Master nasce da una sinergia tra la Scuola di Giornalismo dell’Universit  degli studi Suor Orsola Benincasa e il Gambero Rosso (il network del cibo e del vino più autorevole e articolato presente sul mercato). Il master in "Comunicazione e giornalismo multimediale enogastronomico" rappresenta un’opportunit  unica per conoscere ed approfondire il mondo della comunicazione enogastronomica e per specializzarsi in una realt  professionale nuova e ricca di sbocchi diversificati. La figura pro            6                  «    oè è á«sptLlibrined dd dpG7e:EèHlèNO» OJe
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Il titolo conseguito consentir  il riconoscimento di crediti formativi al Master Biennale di I Livello in Giornalismo a.a. 2011/2012 e 2012/2013, presso la Scuola di Giornalismo dell’Universit  Suor Orsola Benincasa.

Contenuti e metodologia didattica

Il master prevede l’insegnamento delle tecniche di base della comunicazione e del giornalismo e i relativi aspetti specifici del settore enogastronomico, lo studio della storia e dell’antropologia della gastronomia italiana e internazionale, con approfondimenti sugli aspetti culturali, sociali ed economici, l’apprendimento delle tecniche di degustazione e di analisi sensoriale per conoscere e riconoscere la qualit , la conoscenza dei diversi strumenti multimediali.

Le metodologie didattiche utilizzate integrano gli aspetti teorici (lezioni frontali) con quelli a carattere più specificamente operativo e pratico, prevedendo, tra l’altro, analisi di case histories aziendali, visite guidate in aziende, testimonianze di addetti ai lavori, corsi di degustazione, esercitazioni di scrittura creativa, stesura di recensioni e comunicati stampa, realizzazione di documenti multimediali.

Stage

Al termine del master gli allievi parteciperanno ad un "training on the job" di tre/sei mesi presso il gambero rosso e altre importanti aziende partner: un’opportunit  reale per completare il percorso formativo con una significativa esperienza nel mondo del lavoro.

Sede

Il Master sar  realizzato a Napoli, presso l’Universit  degli Studi Suor Orsola Benincasa (C.so V. Emanuele n. 292) e presso la sede della Citt  del Gusto (via Coroglio n. 104).

Destinatari e requisiti di ammissione

Il corso è rivolto a coloro che hanno conseguito la laurea triennale o specialistica/magistrale (D.M. 509/99; 270/04) o laurea quadriennale (legge 341/90).

Il corso è aperto anche ai diplomati quinquennali: in questo caso non sar  rilasciato il titolo di master, ma un attestato di partecipazione a corso di formazione.

Tali requisiti debbono essere soddisfatti alla data di scadenza del bando: 03/11/2010.

Il corso è a numero programmato: il numero massimo degli ammessi è fissato a quaranta (40).

Qualora il numero dei partecipanti risultasse inferiore ai requisiti minimi per la copertura delle spese l’Universit  degli Studi Suor Orsola Benincasa si riserva di non attivare il corso e di restituire gli importi versati.

Durata e frequenza del percorso formativo

Il Master ha durata annuale e si articoler  in sei moduli più i laboratori, per complessive 1500 ore (comprensive di lezioni teoriche, laboratori, stage, prova finale, studio individuale).

Per il raggiungimento dei complessivi 60 crediti universitari (CFU), possono essere riconosciuti come crediti pregressi, ai fini del completamento del Master, con riduzione del carico formativo, le attivit  eventualmente svolte in Corsi di perfezionamento o Master organizzati da Universit  statali o legalmente riconosciute, per le quali venga presentata idonea attestazione. In ogni caso, la misura del riconoscimento non potr  superare i 9 crediti che saranno computati nell’ambito del monte ore previsto. Al riconoscimento dei crediti provvede il Comitato scientifico.

Frequenza

La frequenza è obbligatoria. Il master si svolger  dal luned al gioved ore 10:00-13:00 / 14:00-17:30.

L’inizio dei corsi è previsto entro il 30/11/2010.

E’ escluso dall’esame finale l’allievo che si sia assentato per un numero di ore pari o superiore al 20% del monte ore previsto per le attivit  didattiche in presenza (moduli e laboratori)

Il calendario dettagliato delle attivit  sar  comunicato agli iscritti a inizio corso e sul sito di Ateneo.

Crediti e attestazione finale

La frequenza al Master e lo svolgimento dello stage previsto, previo il superamento di una prova finale, dar  diritto all’acquisizione di un totale di 60 CFU.

Al termine del Master viene rilasciato l’attestato di Master universitario di I livello.

Per quanti non in possesso di un titolo universitario al momento dell’iscrizione, il master ha valenza di Corso di Alta Formazione, al termine del quale sar  rilasciato un attestato di partecipazione.

Info e bando su www.unisob.na.it

Scadenza iscrizioni 3 novembre 2010

In alto, una foto di Nando Calabrese. In basso, uno scorcio del Suor Orsola Benincasa