L’associazione “Un’infanzia da vivere” è stata fondata nel 2008 da circa quindici famiglie di sostenitori e soci, con l’intento di adoperarsi affinch i bambini del Parco Verde di Caivano potessero crescere serenamente, seguire un programma di studi ed essere motivati a portare avanti dei progetti.
Non ho avuto un’infanzia delle più rosee. L’associazione ha sei persone nel consiglio direttivo e circa duecento iscritti che offrono mensilmente il loro contributo con piccole donazioni o semplicemente mettendosi a disposizione con le proprie competenze. Abbiamo deciso di riqualificare la zona con la costruzione di un campo di calcio proprio a viale dei Tulipani dove ha sede l’associazione.

Da allora cento famiglie mettono a disposizione la propria esperienza e il proprio tempo per comprare attrezzature ludiche, giostrine, erbetta sintetica per il calcio etc.
L’obiettivo è duplice da un lato quello creare uno svago per i ragazzi che non hanno la possibilit  economica di frequentare una scuola calcio o altri tipi di attivit  extra-scolastiche a pagamento e dall’altro quello di invogliarli ad andare a scuola e seguire con rendimento. Soltanto i bambini con una buona frequenza scolastica e un rendimento soddisfacente possono accedere ai tornei organizzati dall’associazione. Per questi motivi, stiamo collaborando da alcuni anni con il III circolo didattico Ada Negri che mette a disposizione delle aule per un confronto con alunni e insegnanti al fine di verificare il loro effettivo rendimento, la condotta e la frequenza.
Dopo una lunga serie di denunce sullo stato di abbandono del nostro territorio, nel 2011 abbiamo avuto in comodato d’uso le strutture abbandonate della zona. Il primo finanziamento, di ben 15.000 euro arriva dalla Fondazione Fabio Cannavaro e Ciro Ferrara(fondata nel 2006 per i bambini a rischio) per la riqualificazione dell’area abbandonata. Successivamente l’associazione vince un secondo bando di 10.000 euro, “parole semplici” della societ  farmaceutica FARVIMA, indetto dal CSV centro servizi volontariato Napoli. Nel 2012 iniziano i lavori del campo di calcio con erbetta sintetica che è aperto a duecento bambini del territorio.
Il Banco di Napoli, nel 2013, dona altri 5.000 euro con un progetto per fondi alle associazioni di volontariato e ancora nel 2013 Lorenzo Insigne e Danilo D’ambrosio fanno un’altra donazione a seguito di un mio appello. Sempre nello stesso anno, dopo la mia presenza alla trasmissione televisiva “Lucignolo”, il famoso tatuatore Alex De Pase mi contatta per organizzare una lotteria di beneficenza il cui primo premio sarebbe stato un tatuaggio eseguito da lui e il cui ricavato sarebbe andato interamente all’associazione. Abbiamo ricevuto tanto sostegno e sensibilit  soprattutto dal nord Italia.
E ancora l’artista Pierpaolo Cimatti ha donato 3.000 euro; Francesco Cicchella di Made In Sud ha realizzato un video per noi con un appello a cui ha risposto l’azienda arzanese Imperial Fitness che ha raccolta ben 1700 euro con i quali abbiamo acquistato un campo da ping pong e le relative attrezzature da gioco. Tutto questo nasce dalla collaborazione, nel 2010, con l’ARCI di Scampia. Tengo a precisare che l’associazione non prende fondi ma li invia direttamente alle aziende che forniscono materiali e attrezzature necessarie.

Una bella iniziativa è stata quella di stipulare un protocollo d’intesa con la societ  Calcio Napoli, nel 2012 e 2013, per portare i bambini agli allenamenti del Napoli. Tutto questo entusiasmo, per quanto mi riguarda nasce da un’esperienza personale.

Il mio percorso è stato difficile, soprattutto a partire dai 12 anni, quando ho perso mio padre. Ero un bambino irrequieto che a scuola creava solo confusione e per questo sono stato più volte allontanato dall’Istituto. Per evitare che io finissi in strada, per allontanarmi il più possibile da quel territorio di microcriminalit  mia madre mi iscrisse alla scuola “Cristo Re” delle suore di Frattamaggiore. Il tentativo fu purtroppo vano.
Appartenevo a un gruppetto di ragazzini che come me non riuscivano a superare la noia se non creando scompiglio. Vivevamo il territorio a trecentosessanta gradi e questo ci portò ben presto a compiere i primi furti. Ho passato due anni in un carcere minorile. La mia vita per fortuna ha preso una piega differente e sono riuscito a costruire qualcosa con impegno e onest  ma ho giurato a me stesso che mi sarei prodigato affinch altri bambini che vivono in condizioni di disagio fossero supportati e motivati a tenere duro, ad avere qualcosa in cui credere e per cui impegnarsi.

(testo raccolto da Francesca Panico)

In foto, una manifestazione per richiamare l’attenzione dei ragazzi sulla necessit  di mantere pulito l’ambiente che ci circonda