Se il rinascimento napoletano c’è davvero stato, lo si deve a Maurizio Valenzi, sindaco della citt  del Vesuvio per molti e decisivi anni. Alla sua memoria è stato dedicato il primo di una seconda tranche di concerti che ha preso il via il 12 ottobre nella Cappella Palatina del Maschio Angioino. La presenza dei figli del senatore ha testimoniato il forte legame che unisce la famiglia Valenzi a Franco Iacono, promotore dell’iniziativa e (gi ) presidente dell’Associazione Napoli Capitale Europea della Musica. Nella introduzione di Iacono, diviso tra commossi ricordi e velati attacchi alle istituzioni, probabilmente non troppo generose con la sua associazione, il pensiero è andato alle fortunate edizioni di Estate a Napoli, al sodalizio con le esperienze capitoline dell’assessore Nicolini, alla mostra sul Seicento, che impose Napoli all’attenzione del mondo intero. Sono pagine ormai gloriose della storia recente di Napoli, forse non più ripetibili, che hanno visto legare il loro nome alla citt  persone del calibro di Maurizio Scaparro.
L’autorevolezza di personaggi come Valenzi appare ormai distante dal grigio presente della citt , infangata da orribili vicende di miseria e sottosviluppo, che risuonano nel mondo, diffondendo nauseabonde immagini di degrado. La musica di Mozart ha sgombrato il campo dai nostalgici ricordi, che hanno esaltato l’attuale stato di crisi, conducendo in più spirabil aere la mente degli ascoltatori.
Due le sinfonie del Salisburghese in programma, la n. 29 in La maggiore Kv 201 e la n. 40 in Sol minore Kv 550, assai cara al vasto pubblico. Tra le due pagine, compariva in programma la Suite per archi di Ivano Caiazza.
Non si comprende davvero in che cosa dovrebbe consistere la vis polemica che l’autore della pregevole introduzione all’ascolto evidenzia convinto: la pagina ondeggia tra ossequio al formalismo accademico e incursioni in varie dimensioni sonore, tutte evidentemente riconducibili a esperienze codificate e ben lontane da autentici slanci creativi. La forma stessa, quella della suite, appunto, evidenzia un approccio scolastico, poco interessante, in verit  che inficia l’intera composizione.
La buona riuscita del concerto molto deve alla solida guida di Filippo Zigante, che dirigeva con chiarezza e non senza lodevoli intenti di originalit  l’orchestra dei Solisti di Napoli. L’acustica della Cappella, tra l’altro, ha complicato non poco la gestione delle sonorit .
La formazione, occorre sottolinearlo, costituisce una delle esperienze più durature tra quelle che la Campania ha visto nascere e morire in breve torno di tempo. La tenacia di Iacono e la professionalit  di Susanna Pescetti e Filippo Zigante, rispettivamente direttore musicale e presidente, sono una garanzia in cui tanti confidano.
E noi con loro.

Nella foto, Valenzi sindaco, con Papa Wojta