Vanni Rinaldi è tra gli artisti contemporanei di maggior prestigio, sicuramente quello che più predilige per il proprio lavoro la produzione per cicli: il pittore infatti non ama per cos dire suggestioni occasionali o momentanee ma preferisce orientare la propria ricerca e creativit  verso soluzioni durature e continue che spaziano dal fortunato ciclo dantesco (itinerante in Italia e all’estero) a quello ispirato alla “Via Lucis” (e stabilmente acquisito dalla Basilica di Fatima e visitabile solo in quel luogo) fino alla rassegna, anch’essa ormai consolidata, dedicata alla reinterpretazione della poesia, dai classici ai giorni nostri.

Rinaldi presenta oggi, gioved 20 maggio (ore 17) a Napoli, a Palazzo Gravina (Facolt  di architettura) a via Monteoliveto 3, un ulteriore ciclo di lavori interamente dedicato alla donna e alla sue innumerevoli sfaccettature. Si tratta di un corpus di opere, circa un centinaio, che hanno tutte come “core business” appunto la donna e il suo universo. Nell’ambito di questo lavoro pluriennale la donna diventa per Rinaldi il suo “pensiero dominante”,vale a dire l’animus esclusivo di tutta la sua ricerca. Quest’aspetto viene messo in particolare risalto da Antonio Filippetti che firma la cura della mostra e del catalogo laddove afferma che ” si tratta di un lavoro sistematico, non occasionale, che impegna l’artista nella sua complessit  ed interezza”. Ma il critico rileva anche come il tema della donna sia affrontato da Rinaldi in un’ottica nuova, giacch egli chiama per cos dire la modella a intervenire a sua volta negli spazi pittorici , contribuendo a questo punto a “finire” l’opera. La modella diventa ci non solo di volta in volta ispiratrice del “racconto” ma protagonista attiva della “storia” che l’artista propone.

E ancora Filippetti precisa che “anche nelle composizioni in cui sembra prevalere il registro contemplativo, nel senso che l’artista riesce a conseguire una pienezza compositiva tale da far passare in secondo piano la chiave intellettuale, rimane viva ed efficace una raffinata e forse anche rischiosa interlocuzione culturale, come se l’oggetto del dipinto richiedesse ed ottenesse una sua vita autonoma, per cos dire fuori dal quadro, e pertanto si ponesse in posizione critica come natura altra’, pronta a far sentire la propria voce e soprattutto ad iniziare un viatico per conto proprio”.

“Donna è arte” è una mostra affascinante per tanti versi, che rivela il talento di un artista di fama internazionale ma che invita anche l’osservatore meno attento o smaliziato a misurarsi con pensieri ed espressioni creative che rappresentano da sempre il nucleo della ricerca fondamentale dell’arte.

Nella foto, un’opera dell’artista