Iosif Vissarionovič DÅugaÅvili, ovvero Stalin, è stato il dittatore più controverso del Novecento. Oggi ad aprire una riflessione sulla figura più demonizzata della storia del movimento operaio è Domenico Losurdo, che per la prima volta parla del dittatore in termini di “leggenda nera”. Stalin. Storia e critica di una leggenda nera, il titolo del libro di Losurdo(edito da Carocci) ricostruisce storicamente la vicenda staliniana e la visione dell’ "uomo di acciaio" nel corso degli anni.
Del volume di Losurdo si discuter  oggi pomeriggio ( 20 gennaio, ore 18) nella sede di Napoli della Fondazione Societ  di studi politici fondata da Benedetto Croce nel 1924 (piazza Santa Maria degli Angeli, 1) ; fondazione voluta dal filosofo napoletano perch i giovani napoletani potessero ridare alla politica l’antico splendore in una citt , come Napoli, con una severa tradizione di studi politici, che solo dopo il 1860 si era venuta spegnendo.
Oltre l’autore, sar  presente al dibattito il filosofo torinese Gianni Vattimo.
Professore Vattimo, come mai solo oggi si parla di Stalin come “leggenda nera”?
Perch solo oggi il nome di Stalin viene associato a delitti, tirannia, deportazioni e incapacit . Grazie ai documenti e citazioni presenti nel libro riusciamo a capire come Stalin fosse sopravalutato da moltissimi statisti quali Churchill e De Gasperi e da filosofi come Croce, i quali hanno sempre guardato Stalin con rispetto, simpatia e persino con ammirazione fino a quando, dopo il rapporto Cruscev, Stalin diviene invece un "mostro", paragonabile forse solo a Hitler.
Adesso sono i comunisti a essere sotto tiro?
Oggi si ha una riconsiderazione del comunismo, spingendo a superare anche la politica di Stalin. Sia la destra che la sinistra attuale concordano sul fallimento del movimento, dandogli a questo punto una nuova dimensione.
Allontanandoci dal libro di Losurdo si può parlare di “leggenda nera” anche per quanto riguarda la realt  napoletana?
Certo anche la realt  napoletana può essere definita una “leggenda nera”. Purtroppo oggi si parla del capoluogo campano solo in termini di camorra, creando cos un grande alone scuro. Non bisogna considerare solo le cose brutte che succedono nella citt , ma dobbiamo assolutamente tenere in considerazione anche i meriti come l’Istituto Croce, le canzoni napoletane e la bellezza architettonica che rendono Napoli unica nel mondo.
Giudicare negativamente Napoli può essere un vantaggio, utilizzato dall’attuale Governo che ha bisogno di paura e di maggior controllo per la sua politica.
Lei, in qualit  di studioso, ma anche di cittadino, che parole ha per Napoli?
Da studioso ho un grandissimo rispetto per Napoli, culla di notevoli iniziative culturali grazie alla presenza di notevoli intellettuali e professionisti , per esempio, come l’avvocato Marotta (fondatore dell’istituto italiano per gli studi filosofici ndr).
Come cittadino non rinuncerei mai a Napoli. Ogni qualvolta che me ne vado dal capoluogo campano provo un’immensa nostalgia; insomma, quando vedo Napoli poi muoio.
Secondo lei cosa potrebbe risollevarla dall’ attuale situazione?
Più investimenti per le scuole, poich si ha bisogno dell’istruzione per poter combattere la camorra.

In alto, foto di Gianni Vattimo