Vedere con le mani. Napoli e i suoi principali luoghi d’arte aprono le porte alla disabilit  e alla modernit .
Troppo spesso dietro cartelli come “vietato toccare”, impediscono di interpretare l’arte come un percorso complesso che coinvolge tutti i 5 sensi, e soprattutto, l’intera popolazione.
Proprio per questo il progetto “Napoli tra le mani” si propone come primo e importantissimo passo per la modernizzazione del proprio patrimonio culturale, reso finalmente fruibile con itinerari tattili-narrativi, anche alla fetta di cittadinanza diversamente abile. Le sei visite guidate d’eccezione (Museo archeologico nazionale, catacombe di San Gennaro, Duomo e Cappella del Tesoro, Certosa e Museo Nazionale, Palazzo Reale e il Museo di Capodimonte) che partiranno il 15 dicembre con il Museo Archeologico Nazionale, avranno cadenza mensile e accompagneranno la citt  fino al mese di maggio.
Questa iniziativa dal sapore internazionale è resa possibile grazie alla collaborazione tra il SAAD (Servizio di Ateneo per le Attivit  degli studenti con Disabilit ) dell’istituto universitario Suor Orsola Benincasa, la Soprintendenza speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei, la Soprintendenza per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici, Artistici ed Etnoantropologici per Napoli e provincia, la Soprintendenza speciale per il Patrimonio Storico, Artistico, Etnoantropologico e per il Polo Museale della citt  di Napoli.
Ma è solo il punto di partenza, come sottolinea la docente del polo universitario Suor Orsola Benincasa Ornella De Santis “Il progetto rappresenta un’occasione preziosa per contribuire tutti al superamento delle barriere non soltanto architettoniche, che troppo a lungo hanno ostacolato la fruizione del nostro patrimonio artistico da parte di persone con disabilit “. Non è certamente casuale o occasionale la partecipazione dell’istituto universitario campano ad un progetto del genere, basti ricordare il laboratorio “l’arte apre alla disabilit ” nato nel 2008 proprio tra le mura suor orsoline.
E non è casuale neanche la scelta di una citt  come Napoli per un progetto del genere. Da sempre vista come “citt  disabile” e in perenne difficolt , il capoluogo partenopeo è forse proprio per questo più sensibile all’abbattimento di barriere architettoniche, sociali e culturali, se le si d  l’occasione. “I siti scelti come primo step di questo progetto innovativo spiega il Soprintendente per i Beni Architettonici, Pesaggistici, Storici, Artistici ed Etnoantropologici per Napoli e provincia Giorgio Cozzolino non sono solo tra i più importanti della nostra citt , ma anche quelli che in qualche modo simbolicamente hanno rappresentato delle difficolt  per l’accesso”.
Eppure la Campania, come racconta la Maria Rosaria Nappi della direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici, è una delle regioni con il maggior numero di siti attrezzati per la disabilit  a tutti i livelli, sottolineando quanto sia possibile tracciare per Napoli modelli da seguire su scala nazionale.
Il progetto “Napoli tra le mani” però è solo il primo passo, non solo per includere sempre un maggior numero di opere e luoghi d’arte, ma anche e soprattutto per creare una rete che permetta di interpretare la disabilit  come una “diversa abilit “, e quindi come una possibilit  di un nuovo punto di vista. “Si mette al centro del progetto l’accessibilit  ma anche l’inclusione. Non è un progetto che ghettizza, ma vuole suggerire un percorso nuovo e forse più semplice e immediato, per leggere la propria citt , toccarla con mano”.
Le parole di Marco De Gemmis, uno dei curatori dei percorsi tattili di “Napoli tra le mani”, sottolineano quanto in realt  questa sia un’occasione di scoperta per l’intera cittadinanza, un modo per sentirsi più vicini alla propria storia e alle opere d’arte. Per trovare una propria chiave di lettura. E anche una via d’uscita. Basti pensare alla straordinaria sensibilit  dei ragazzi della Sanit , quartiere difficile per antonomasia, che nel 2009 grazie alla guida di Don Antonio Loffredo, hanno partecipato alla riapertura delle Catacombe di San Gennaro.
“I ragazzi spiega il parroco si posero subito il problema dell’accessibilit , forse perch vittime loro stessi di discriminazione, sono per questo più attenti a chi sta dietro di loro, a chi è in difficolt “.
E proprio sulla particolare sensibilit  di Napoli puntano gli organizzatori, come precisa De Santis “la rete è solo il punto di partenza, l’inizio di un dialogo tra quanti hanno voglia di mettere in comune idee e competenze. Augurandoci tutti che iniziative straordinarie come questa, si trasformino rapidamente in buone pratiche condivise”.

CALENDARIO DELLE VISITE GUIDATE 2) Catacombe di San Gennaro 19 gennaio 2013 ore 10.00 info e prenotazioni 081/081 7443.714
3) Duomo e Cappella del Tesoro di San Gennaro 9 febbraio 2013 ore 10.00 info e pren            6                 otazioni 081/0812552.371
4) Certosa e Museo Nazionale di San Martino 16 marzo 2013 ore 10.00 info e prenotazioni 848.800.288
5) Palazzo Reale 13 aprile 2013 ore 10.00 info e prenotazioni 081/ 5808.316-320
6) Museo di Capodimonte 11 maggio 2013 ore 10.00 info e prenotazioni 081/7499.274

In foto, il logo dell’iniziativa