Conto alla rovescia per il Premio Napoli 2017. Martedì 19 dicembre, alle 19, al teatro Mercadante di piazza Municipio, saranno proclamati i vincitori. I nove finalisti, tre per ogni sezione (narrativa, poesia e saggistica), designati a giugno dalla giuria tecnica presieduta dal nuovo presidente della Fondazione Domenico Ciruzzi e coordinata dallo scrittore e giornalista Edoardo Sant’Elia, saranno giudicati, attraverso voto elettronico, da una giuria popolare che quest’anno ha raggiunto l’importante traguardo di 1000 giudici lettori. La particolarità del premio è che tutti i cittadini possono fare richiesta per diventare giurati e votare il libro dell’anno all’interno della terna di opere.
Previsti altri due premi speciali: Internazionale e alla Cultura. «Abbiamo istituito – spiega l’avvocato Ciruzzi che da dicembre 2016 ha preso in mano le redini della Fondazione che con cadenza annuale, dal 1954, organizza il premio – due ulteriori riconoscimenti: quello per la cultura sarà consegnato al maestro di strada Cesare Moreno, mentre quello europeo andrà allo storico britannico Donald Sassoon. Era previsto un terzo premio per la drammaturgia contemporanea ma non c’è stato tempo. Di sicuro, l’anno prossimo ci sarà».
Lo storico riconoscimento letterario giunge alla sua 63° edizione con tante novità. In linea con i principi della nuova direzione, quest’anno ha proposto i temi della legalità e della tutela dei diritti dei più deboli. «Come Premio Napoli – commenta il presidente – ci opponiamo alla triste rassegnazione imperante sul destino delle periferie. L’articolo 3 della Costituzione sancisce che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali. Compito della Repubblica è rimuovere tutti gli ostacoli che impediscono la crescita delle persone. Ci sono troppi squilibri sociali che vanno colmati distribuendo in maniera più equa le ricchezze materiali e culturali, non solo aumentando le forze di polizia».
Una grande novità per la città di Napoli e anche un pungolo al mondo della cultura che si è disinteressato per troppo tempo di alcuni principi basilari posti a tutela della dignità umana, affidandosi più alle indagini di polizia che al rispetto dei diritti fondamentali. «Ho voluto – precisa l’avvocato penalista – rimettere al centro questi principi. La tutela dei diritti dei più deboli è un tema che non può non riguardare un’istituzione culturale qual è la Fondazione Premio Napoli e, tutte le associazioni che si interessano di cultura, non possono dimenticare questi aspetti. La legalità e i principi a tutela dell’innocenza di un uomo sono stati spesso travolti negli ultimi anni. Ho voluto ricordare che ci sono dei principi giuridici che appartengono alla cultura e sono fondamentali per la vita di una comunità come la presunzione di innocenza, che è stata un po’ messa da parte, il fatto che non si possono condannare le persone senza una sentenza passata in giudicato, senza prove, e che i processi si fanno in tribunale e non sui giornali».
Un avvocato non può dimenticare la cultura. «Napoli – sottolinea Ciruzzi – è un attrattore di racconto importante, viene raccontata nei romanzi, nel teatro, nel cinema, nelle fiction televisive. Dovremmo interrogarci sul perché è così potente, probabilmente perché è una città che ha una grande storia, una grande tradizione, però nello stesso tempo ha anche tante contraddizioni. Purtroppo spesso viene raccontata dai nostri tg solo attraverso la cronaca giudiziaria, mentre ci sono pochi fari che illuminano una realtà che è fatta anche di tanti eroi invisibili e di persone perbene. Sta a noi cercare di far emergere e illuminare le cose belle che sono tante. Questo non significa che quelle brutte non debbano essere raccontate ma ricordiamoci che esiste anche altro. La cultura può essere un volano. Diceva Leonardo Sciascia: “Più che cento carabinieri servono cento maestri”. Sono più efficaci per uscire dal degrado e favorire la crescita collettiva».
La Fondazione Premio Napoli con sede in piazza Plebiscito, è un Ente morale costituito con lo scopo di incoraggiare la produzione culturale italiana, favorire la lettura e il dibattito, promuovere l’immagine internazionale della città di Napoli e dell’intero territorio campano. Domenico Ciruzzi, avvocato cassazionista, autore e regista teatrale, cinematografico e televisivo, dopo essere stato a lungo in ballo per la presidenza del Mercadante, eredita da Gabriele Frasca una Fondazione che finalmente non ha più debiti. L’obiettivo di Ciruzzi è fare del Premio uno strumento di crescita del territorio e di diffusione della cultura nelle periferie e negli ambienti sociali più deboli.

Nelle foto, (in alto) il presidente della Fondazione Premio Napoli Domenico Ciruzzi ritratto da Ricardo Siano; in basso un momento dell’incontro con i ragazzi della scuola di teatro ‘Scugnizzeria’ di Scampia e lo scrittore Andrej Longo (a destra, in prima fila) a palazzo Reale, per il ciclo ‘Mille lettori in cerca di autori’\ ilmondodisuk.com
Nelle foto, (in alto) il presidente della Fondazione Premio Napoli Domenico Ciruzzi ritratto da Riccardo Siano; qui sopra,  un momento dell’incontro con i ragazzi della scuola di teatro “Scugnizzeria’” di Scampia e lo scrittore Andrej Longo (a destra, in prima fila) a palazzo Reale per il ciclo “Mille lettori in cerca di autori”

Così i nove finalisti hanno dialogato con Napoli, i suoi lettori e i suoi luoghi: dalle stazioni dell’arte ai licei, dalle chiese ai teatri, dal centro alla periferia. Gli appuntamenti a cadenza settimanale dal titolo Mille lettori in cerca di autori, organizzati da Carmen Petillo per aprire i luoghi della città ai suoi lettori e promuovere il dibattito con i cittadini, si sono conclusi venerdì scorso. Gli ultimi a dialogare con gli autori saranno i detenuti della casa circondariale di Poggioreale (lunedì 18 dicembre alle 10) e del centro penitenziario di Secondigliano (martedì 19 dicembre alle 10).
Dopo il reading si entra nella fase calda del premio con la cerimonia di proclamazione dei vincitori nella splendida cornice del Mercadante (martedì 19 dicembre alle 19). Per la sezione Narrativa sono in lizza Donatella Di Pietrantonio con L’arminuta (Einaudi), Andrea Inglese con Parigi è un desiderio (Ponte delle Grazie), Andrej Longo con L’altra madre (Adelphi). Per la Poesia sono in gara Davide Rondoni con La natura del bastardo (Mondadori), Francesco Scarabicchi con Il prato bianco (Einaudi), Giuliano Tabacco con La grande mappa (Transeuropa). E infine, per la Saggistica, sono in corsa Giancarlo Alfano con L’umorismo letterario (Carocci), Bruno Cavallone con La borsa di Miss Flite (Adelphi) e Giuseppe Montesano con ‘Lettori Selvaggi’ (Giunti). Ma i veri protagonisti della Fondazione Premio Napoli sono i lettori.

Fondazione Premio Napoli
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