“Architettura tra restauro e nuovo, tra tecnica e poetica verso una nuova architettura” è il titolo della manifestazione organizzata dall’associazione Campaniarchitetti che si terr  oggi, gioved 21 maggio, alle ore 17.00 a Napoli presso la Sala delle conferenze di San Vincenzo de’ Paoli (via Vergini, 51).

Nel corso della manifestazione sar  presentato il libro di Riccardo Dalisi “Decrescita, architettura della nuova innocenza” e si parler  di tecniche di restauro di edifici storici.

prevista un’introduzione dell’architetto Raffaele Criscuolo, a cui seguir  la presentazione del libro a cura di Rino Mele, giornalista e critico d’arte. Dopo la presentazione del libro, Riccardo Dalisi curer  la proiezione di filmati e diapositive di esempi di restauro integrativo, l’illustrazione di una metodologia di messa in sicurezza dell’esistente e una sintesi culturale e programmatica dal titolo “verso una nuova architettura”. Le conclusioni dell’incontro saranno affidate all’architetto Giuseppe Mirra.

L’iniziativa culturale dell’associazione Campaniarchitetti pone al centro dell’attenzione la figura di Riccardo Dalisi, architetto, scultore e designer napoletano di fama internazionale, docente di Progettazione Architettonica e Disegno Industriale presso la facolt  di Architettura di Napoli.

Da molti anni Dalisi sperimenta in vari settori dell’arte, ispirando i suoi progetti ad un modello di tipo emozionale, sia in campo architettonico che in quello del designer di animazione e delle opere scultoree. I suoi lavori sono presenti in numerose collezioni private e nei più prestigiosi musei europei e d’oltreoceano.

Ecco una sua dichiarazione, che sintetizza il pensiero e l’arte di un protagonista dei nostri giorni “Sono un professore e un designer, e quando disegno un oggetto disegno qualcosa che serve a comunicare. Il successo di un disegno, un determinato segno, una determinata forma, sta in ciò che comunica ed è una comunicazione rapida, veloce, che scavalca ogni spiegazione. Molto spesso sono le stesse aziende a chiederci di accompagnare l’oggetto con una frase poetica che lo spieghi, lo definisca. Se io, designer meridionale, sono riuscito a farmi spazio tra i molti agguerriti designers milanesi è stato proprio grazie a queste possibilit  che avevo coltivato con la poesia. Mi sono reso conto di dover realizzare un aggiornamento nei miei modi di pensare l’architettura, il design, e forse anche del mio modo di stare a contatto con gli studenti della facolt  di architettura, dato che da tutti i lati del mondo che mi circonda mi viene questa urgenza. Partecipo spesso a mostre ed esposizioni e la parola internet è entrata nella mia vita quando, non moltissimo tempo fa, mi ha telefonato un gallerista di una citt  del nord, che diceva se lei mi vuole conoscere, le do il mio indirizzo internet. Internet? Ma è un mondo lontanissimo da me, perch diverse sono la mia cultura e la mia capacit  di incidere e di rispondere a una domanda. Persino quando sono aziende tedesche a chiedermi delle cose, sono cose che comunque fanno parte della nostra cultura, la quale per tradizione, per geografia, per humus culturale, per paesaggio, per clima e temperamento tende al mitico, al fiabesco. la cosiddetta napoletanit , anche se poi Napoli è stata la patria di grandi matematici e filosofi. Ma poi mi sono detto che proprio noi abbiamo tutte le carte in regola per unire lo spazio del mito e quello dell’avanzamento tecnologico. E nel momento in cui mi accingo a farlo, sento che non si tratta di una questione di aggiornamento, quanto di una questione di trasformazione, di un territorio da conquistare, quindi di una ricchezza maggiore da poter acquisire per poterla anche introdurre nelle cose che faccio e nei modi con cui gestisco le cose che faccio”.

Nella foto in alto, Riccardo Dalisi. In basso (in uno scatto di Maria Volpe Prignano) un’opera dell’artista