Il suo cuore era un cupo abisso. Dove si è immerso fino al tragico epilogo nel proprio appartamento romano, nel quartiere Testaccio, il 21 agosto 2011, all’et  di 77 anni. Di fronte alla piramide Cestia. La sua esistenza appesa ai lacci delle scarpe legati alla finestra del bagno dove lo ha trovato la moglie Mimma che lo ha affiancato nel suo lungo percorso artistico, componendo intensi testi poetici per le sue opere. Napoli , sua patria dei sentimenti, lo ritrova in una bellissima retrospettiva” eroica/antieroica” che si inaugura stasera al Madre, alle 19. Un’occasione unica per rendere omaggio all’artista con l’esposizione di circa duecento opere. Un atto dovuto secondo direttore del museo a Palazzo Donnaregina, Andrea Viliani, per mostrare tutta la grandezza di un autore ironico, profondo, provocatore, antitetico, profeta e viaggiatore nel tempo. Amore e morte, uomo e donna, sacro e profano si scontrano e si abbracciano, lasciando nel visitatore la traccia profonda dell’eternit  sfiorata, interrogata, inseguita e, alla fine, ritrovata.
Al terzo piano si comincia con l’aquila, regale e drammatica interprete di un mito che sempre lo affascinò quello di Dedalo e di suo figlio Icaro che volando con le ali costruite e attaccate dal padre con la cera per sfuggire dal Labirinto di Creta si avvicinò troppo al sole, perdendo la vita in mare. Il corpo dell’aquila giace, invece, su un mucchio di terreno ma ha un filo rosso nel becco, pronta a ricominciare il suo tuffo nell’immensit  come nel gioco dell’aquilone rilanciato da un bambino.
E poi c’è la stanza del silenzio, con un divano bianco che accoglie piccoli cipressi, di fronte alla parete il “mutismo” è d’oro. E l’oro ritorna, in una complicit  alchemica con il blu e l’argento nella sala delle isole dove galleggiano Capri e Ischia (qui c’è anche l’opera della collezione di Amelio, Terrae Motus della Reggia di Caserta.) La materia lo cattura, nella strategia delle provocazioni sulla testa di Venere, calco in gesso ricoperto di cioccolato, pende un meccanismo che rappresenta il peso del destino. l’enigma della vita che si espande nelle sue opere non è un caso che tra queste trovi spazio “La nascita di Wittgenstein”, del filosofo austriaco che, interrogandosi sul senso del mondo, lo cercava al di fuori del linguaggio, nel non detto, nell’indicibile cui Vettor cercava di dare forma.

Esoterismo, massoneria, politica, cronaca
si fondono nelle immagini del suo immaginario la denuncia contro l’orrore del nazismo corre su quei binari sovrastati dal busto di Hitler tra le cosce di una modella in calze a rete, feroce allusione ai vagoni che deportavano gli ebrei, carne umana da “arrostire” nei forni crematori. Mentre i pesci rossi nuotano su una stampa digitale intorno a un emigrante immortalato davanti alla sua avventurosa cucina, emblema quanto mai attuale di una dolorosa immigrazione ancora in corso, gestita dai “trafficanti di speranze”. Chiude la passeggiata d’arte al terzo piano la gabbietta delle memorie, sovrastata da due sposini, decorazione della torta nuziale di Mimma e Vettor .
Al secondo, piano, si ritrova Vettor, ma all’interno della collezione che il Madre sta costruendo. Ecco lo scorrevole con il quale Pisani rilegge Duchamp una macchina”celibe” simbolo della virilit  che sar  al centro della performance iproposta stasera, a partire dalle 20.30. Il 7 febbraio toccher  a quella intitolata “Il coniglio non ama Joseph Beuys” dove si rovescia ironicamente l’azione dell’autore tedesco “Come spiegare i quadri a una lepre morta”, ponendo al centro l’incompatibilit  tra uomo e natura. Infine, l’ultima performance si terr  il 24 marzo, ricostruzione dell’ Androgino su un torace nudo maschile, un calco di seni di donna sulla schiena, l’uomo nasconde un coltello, strumento per tagliare l’individuo completo in due entit  distinte.

Al piano terra, tra le ultime creature del suo itinerario,
il concerto invisibile di Gino De Dominicis e la barca dei sogni la malinconia e la nostalgia si stemperano nella leggerezza dell’invenzione, dell’immaginazione, della finzione. Cos come lui stesso si è proposto sulla scena del mondo, scegliendo per s la nascita che avrebbe preferito. Si diceva ischitano, lui che era nato a Bari ma si sentiva ispirato dalle origini di famiglia. E sar  proprio la citt  pugliese a concludere questo omaggio con una mostra a marzo al teatro Margherita, in collaborazione con la fondazione Donnaregina. Completer  l’excursus nella sua opera, un catalogo, importante base per approfondire, anche in futuro, un autore che volle confrontarsi con i protagonisti del suo tempo, da Klein a Pistoletto e Boetti. E con le visioni della sua solitudine.

Eroica/antieroica
Dlla 21 dicembre 2013 al 24 marzo 2014
a cura di Andrea Viliani ed Eugenio Viola

Curatorial advisor Laura Cherubini

Dal 20 dicembre 2013 al 31 dicembre 2014 Per_formare una collezione #2 a cura di Alessandro Rabottini ed Eugenio Viola. Ricerca Alessandra Tron            6                 è« «    oè  á«sptcone e Olga Scotto di Vettimo. Coordinamento organizzativo Silvia Salvati
Aggiunte nuove opere al primo capitolo tra cui lavori di artisti concettuali come Vincenzo Agnetti, Robert Barry, Douglas Huebler

Per saperne di più
www.madrenapoli.it

Nelle foto, in alto, la barca dei sogni; in basso, da sinistra, concenrto invisibile di Gino de Dominicis, i pesci rossi e il divano