Protagonista della seconda edizione al Madre a Napoli di “Museo chiama Artista” con il film “Jammin Drama Project 2014” progetto promosso dal MIBACT, Ministero dei Beni e delle Attivit  Culturali e del Turismo, e da Amaci, Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea, per una collezione pubblica dell’arte contemporanea italiana. L’evento è stato curato da Angela Tecce e Ludovico Pratesi. Il video (in foto, due sequenze), 24′, è stato realizzato ad Harlem, New York, ispirato liberamente alla pellicola "Love Streams " del 1984 di John Cassavates, con la partecipazione di oltre cinquecento persone appartenenti a comunit  di afroamericani, ispanici, gruppi di poeti, rapper, studenti, semplici cittadini, recitato da due attori professionisti estranei ai gruppi citati. L’opera di Senatore è stata presentata in anteprima lo scorso novembre al Castello di Rivoli e poi in dodici Musei italiani associati ad Amaci.
Marinella, nata a Cava dei Tirreni nel 1977, ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Napoli, con Giuseppe Rotunno alla Scuola del Cinema a Roma per poi trasferirsi in Spagna insegnando sceneggiatura e video making all’Universit  di Castilla e a Madrid. Tra le sue opere va menzionata “Rosas”, opera lirica in tre capitoli, realizzata con 20.000 persone tra Berlino, al Quad a Derby in Inghilterra, al Matadero di Madrid. La scelta del titolo “Rosas”, compagnia ambulante internazionale della belga Anne Teresa De Keersmaeker, spiega con chiarezza il senso del fare arte di Marinella.
E’ un modello di partecipazione diretta di razze e culture diverse basata sul dialogo per analizzare pensieri, idee, desideri, esperienze, convivenza tra generazioni di una societ  sempre più globalizzata. «Sento di essere parte di quei processi che vedono l’artista come un attivatore di energie attraverso il quale le persone negoziano, o contestano, la loro partecipazione. Cerco di mettere in atto uno scambio affettivo, che passi di storia in storia. Il racconto di ognuno diventa spartito e scambio in un laboratorio aperto dove chi lavora impara qualcosa e lo porta con s assieme al ricordo di essere stato sul set».
La sua metodologia si oppone all’individualismo del social network e ai contatti virtuali. Opera tra cinema, video e fotografia. E’ un direttore d’orchestra che coinvolge spesso gratuitamente tecnici professionisti o pensionati insieme a tanti che partecipano per il solo piacere di familiarizzare con altri. Il tema di “Jammin…” è il dubbio sull’amore. «Non so se ti amo e se ti amerò, non so se tu mi ami e se mi amerai» sono le incertezze sul vincolo del matrimonio e sul futuro del rapporto espresse dal gruppo.
Ancora un appuntamento al Madre gioved 12 marzo dalle 12 alle 19.30. Il Museo di arte contemporanea di via Settembrini ospita il progetto transnazionale nomade “The Body of Energy (of the mind)” (ultima foto in basso) di Stefano Cagol, realizzato con il supporto della Fondazione tedesca RWE Stiftung für Energie und Gesellschaft gGmbH della quale ha vinto il premio VISIT 2014.