Sussurri di passione e storia a Villa Lucia. Potrà captarli chi ne sarà ospite, domenica 11 dicembre, alle 10.30. Punto d’incontro, la funicicolare di Chiaia, in via Cimarosa al Vomero. L’occasione di visitarla  è offerta dall’associazione  Medea art ai suoi soci e a chi vorrà diventarlo. Un privilegio perché la proprietà, nel parco della Floridiana,  è privata, chiusa, quindi, al pubblico. È possibile associarsi subito prima della visita, ricevendo la card Medea Art con un contributo 10 euro.
Un mondo sconosciuto ai più, composto da terrazze digradanti verso il mare, scorci di un magnifico panorama, impianti d’acqua di origine borbonica, grotte naturali e dalla fontana attribuita a Canova, restaurata in giugno, Villa Lucia è stato il nido d’amore del re e della sua compagna, Lucia Migliaccio. Un luogo che racconta una storia d’amore diversa perché tra due persone avanti negli anni, 65 l’età di lui e 45 di lei.
La villa prende il nome da Lucia Migliaccio, duchessa di Floridia, che Ferdinando IV sposò dopo la morte della consorte Maria Carolina. A lei regalò la Floridiana al Vomero, come residenza estiva. La collina del Vomero era allora una delle zone di villeggiatura più alla moda di Napoli.
Lucia, dopo la morte del marito, Benedetto III Grifeo, principe di Partanna, si unì al sovrano in nozze morganatiche il 27 novembre 1814 quando il re ormai aveva già affidato la  maggior parte dei propri compiti al primogenito Francesco.
Sulla vicenda amorosa si articola il percorso di visita all’interno dei 7000 acri di terreno, dove  operò l’architetto Antonio Niccolini, che progettò e costruì, oltre alla Villa, il ponte per poter collegare due valloni contigui, e l’ingegnere Lamont Young, che costruì il famoso, bellissimo e eclettico chalet svizzero.

 Prenotazione obbligatoria

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