Mercoled mattina. Di una giornata quasi estiva. Alle 10 si aprono i cancelli del carcere
minorile di Nisida. Sono stato invitato alla premiazione del
progetto ” Business Chance- Idee imprenditoriali 2011″, che punta alla diffusione
della cultura sociale d’impresa e al reinserimento lavorativo di giovani
provenienti da contesti di forte disagio e marginalit  sociale.
L’iniziativa si svolge al Centro europeo di studi (Ceus di Nisida).
Il progetto è sostenuto (oltre che dal Ministero della giustizia) dall’Unione industriali Napoli e dalla srl Mikro Kapital presieduta da Vincenzo Trani che ce ne parla, subito dopo la manifestazione chiusa dal sindaco Luigi De Magistris.
“Conosco questa isola dice- da quando a diciotto anni vi fui destinato come di obiettore di coscienza. All’inizio fui spaventato a relazionarmi a ragazzi cos diversi da quelli che fino ad allora avevo incontrato a
scuola o nei circoli. Forse proprio per questo poi li trovai interessanti. Ricchi di esperienze accumulate in una vita di
strada , difficile e aspra , piena di sofferenza, nostalgia e tristezza. Ragazzi forti , più forti di un condottiero in guerra, perch la loro guerra comincia ogni giorno e non finisce al tramonto, non termina mai. Nonostante la mia giovane et  , molti ragazzi mi prendevano sul serio, chiedevano consigli e aiuto. Purtroppo non ero in grado di offrire granch se non gli insegnamenti
ricevuti dai miei genitori durante l’adolescenza. Allo stesso tempo rubavo ogni
secondo e spesso mi trattenevo oltre orario per imparare come si fa ad essere
cos forti , a reagire subito , ad avere il coraggio di reprimere i propri
sentimenti, costruendo un muro tra l’interno (della propria personalit ) e l’esterno.
Nascondere la paura dietro l’aggressivit  ecco quale era la ricetta
necessaria per affrontare il mondo. Tutto questo mi è stato e mi è tuttora molto utile, anche sul fronte professionale, soprattutto all’estero, in paesi difficili, dove solo la forza e il coraggio premiano.
Dottor Trani, dopo il servizio di leva che cosa è successo?
Ormai divenuto bancario al servizio del Monte dei Paschi
di Siena, decisi di non abbandonare l’isola e diventai socio della
cooperativa Il Quadrifoglio di Nisida , che gestisce la comunit 
penale Il Ponte. Continuavo a dedicare il mio tempo libero a quei ragazzi e ad apprendere da loro, potevo ormai offrire anche un po’ di
esperienza in più, ma col tempo mi resi conto che poco era l’effetto del
lavoro svolto dagli operatori su questa dannata isola.
Perch?

Esempio , solo buon
esempio. Ecco cosa i ragazzi acquisivano qui, tra i gabbiani e le onde del mare.
Lo stesso esempio che io notavo e rubavo a loro giorno dopo giorno. Ma questo
esempio non poteva bastare. Infatti, a poca distanza, da Nisida, a
Ponticelli , o a Scampia, avrebbero presto cancellato il buon esempio raccolto nel periodo di "aventino" forzato.
Qual era il vero problema di questi ragazzi ?
Quello di qualsiasi detenuto il reinserimento in quella societ 
che lo ha espulso e allontanato e che non vuole accoglierlo. D’altra parte
come si può chiedere ad una persona che ha sempre seguito i propri istinti, la
propria fantasia e forza creativa, non inferiore a quella di uno scultore che
plasma una figura, di diventare all’improvviso aiuto imbianchino o
giovane di un bar agli ordini di chi magari è ben più debole?  Come si può
vivere facendo un lavoro che si odia, per giunta mal pagato? Molti di questi
ragazzi, secondo me , sarebbero eccellenti imprenditori , se seguiti e
addestrati correttamente.
Ed è da queste considerazioni che nasce il suo esperimento?
Esattamente. Dopo aver convinto l’Unione Industriali di Napoli e coinvolto l’istituto penale di Nisida, abbiamo deciso di
finanziare il progetto. Oggi Marco ha avuto una pietra bianca da scolpire, un assegno da
20 mila euro, accompagnato da un “business angel” dell’Unione Industriali e dai
suoi educatori della Cooperativa il Quadrifoglio. Comincer  a. creare la sua
micro impresa, contribuendo con le tasse e il suo quotidiano lavoro allo
sviluppo del nostro paese. Speriamo di avere la possibilit  di assegnare a altri ragazzi, insieme a partner più robusti, altrettante pietre bianche
e scalpelli, perch nella vita tutti dovrebbero avere almeno una chance.
Lei, bancario napoletano, decide di andare in Russia.
Perch si è trasferito?

“Credo che la banca abbia una importantissima funzione sociale,
ben altra da quella di collocare vari prodotti finanziari sul mercato e di fare
credito solo alle grandi imprese .
Quando undici anni fa la Banca Europea Ricostruzione e Sviluppo mi ha proposto
di aiutare lo sviluppo della banca in Russia , specializzata nel
credito alla micro e piccola impresa, creando e sviluppando la classe media
della popolazione distrutta da settant’anni di comunismo e da molte crisi
economiche, non ho perso tempo , ho accettato la nuova sfida,
considerandola " la mia chance            6                 è« «    oè  á«sptBLlibrineBlinkBBd dBd d«BpGBB«7Be«BEBBèMODEBHlèNOèBB» OJBe
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 B   B îî B îè B îèî  w B è B îïn "e ho ricoperto il ruolo di direttore
generale vicario. Dopo qualche anno la banca era ormai cresciuta e gli
azionisti avevano deciso di venderla. Quindi , organizzato un tender, ho
coinvolto Banca Intesa che ha vinto l’asta per molti anni è stata la
banca straniera con la più estesa rete filiali in Russia. Dopo altre simili
esperienze come top manager a fianco di altri , ho deciso
di impegnarmi ulteriormente diventando banchiere, cos ho costituito la Mikro
Kapital che ha poi comprato banche locali che lavorano tutt’ora, specializzate
nel credito alla micro e alla piccola impresa.
Lei è console onorario della Bielorussia.
“Dopo aver lavorato anni in Bielorussia. Oltre a ottenere un ottimo profitto per i
miei investitori e per me stesso , con l’attivit  di microcredito apporto un
aiuto concreto all’economia della Bielorussia come a quella di tutti i paesi in cui
opero con Mikro Kapital. In particolare, in Bielorussia siamo l’unica impresa
nel settore finanza a capitale italiano.
Questo ha fatto s che il Governo mi premiasse assegnandomi il titolo di
console onorario della Repubblica di Belarus in Italia.”
Ma ha ricevuto anche altre gratificazioni…
Il vero premio, nel mio lavoro, è la riconoscenza dei miei
clienti e dei miei investitori che quotidianamente si affidano a me e alla
Mikro Kapital, sicuri di ottenere un ottimo risultato a un ragionevole costo/
rendimento.
Allo stesso tempo uno straniero che opera all’estero non deve mai dimenticare
di ringraziare chi lo accoglie, cercando di essere a lungo ben accetto e
gradito. Questo e’ il motivo per cui il Segretario di Stato dell’ Unione dei
Paesi Russia- Bielorussia mi ha nominato suo consigliere per le relazioni con
l’Italia e mi ha premiato con la medaglia in occasione dei venti anni dalla
costituzione dell’Unione dei Paesi, per avere contribuito allo sviluppo di
entrambi i paesi.
L’Italia non poteva non riconoscere quanto fatto e ottenuto in un paese cosi’
importante come la Russia, quindi il presidente del Consiglio Berlusconi,
nella cornice dell’Assise dell’Unione Industriali di Napoli 2009 mi ha premiato
come " Napoletano Eccellente", al fianco di altri nomi come Cannavaro , Bulgari, Aponte .
Unico riconoscimento, invece , indipendente dai miei meriti professionali ,
per questo più gradito , e’ stato quello consegnatomi dalla Accademia Federico
II di Napoli lo scorso anno.
Ha in mente di tornare un giorno in Italia per investire nella sua citt ?
Difficile nascondere il proprio senso di appartenenza a Napoli e alla mia gente. Amo molto questa citt  e ne apprezzo molto gli abitanti, capaci di sopravvivere
nelle situazioni più estreme , di sopportare ma anche
di reagire quando e dove è necessario. Quando il
Presidente Berlusconi mi domandò quale fosse l il segreto del mio successo in
Russia, risposi senza esitare Presidente , senza dubbio la mia
napoletanit . I napoletani escono dal ventre di una citt 
dove s’incontrano e si scontrano acqua,terra e fuoco,elementi contrastanti che creano tumultuosi stati d’animo e scatenano tanta
ammirevole energia.

Il suo percorso è talmente interessante da poter scrivere una biografia, anche se lei è
molto giovane. Ci ha mai pensato?

Sorride orgogliosamente e risponde “S”.

In foto, Vincenzo Trani