La semplicit  è il cammino della nostra vita. Questo insegna sicuramente il romanzo della napoletana Nunzia Frezza: “I colori della speranza” (Il filo, 52 pagg., 10 euro).

Cinquantadue pagine da leggere in poche ore per assaporare la genuinit  di chi scrive e la stringente intensit  della storia.

Vite spezzate, sogni inseguiti, emozioni ritrovate, l’amore per la vita.

Eloise, personaggio fragile, figlia fiera e coraggiosa di uno dei tanti sud del mondo: fame, miseria, precariet , destino segnato, mancanza di futuro.

Il viaggio della speranza su una “carretta” del mare per venire in Italia, questo paradiso immaginato che affonda ogni sentiero di luce, ogni gioia di vita, quella vita che pretende libert , emancipazione, socialit .

Ma una cosa la trova Eloise in Italia: l’amore.

Appena toccato terra conosce Francesco, mediatore culturale in un centro di accoglienza, tra polizia, ambulanze e disperati.

Si innamorano subito e sfidano quella vita al rialzo. Insieme decidono di attuare un progetto per insegnare la speranza proprio in quel sud del mondo in cui è nata Eloise.

Ma si scontrano subito con un contesto cambiato; peggiorato ma consapevole del diritto al riscatto.

Trovano la resistenza di una delle tante mafie che non vuole rinunciare ad uno dei maggiori affari del secolo: organizzare viaggi a chi vuole scappare dal nulla, permettere la fuga a chi non vuole restare indietro, a chi rifiuta di sentirsi ultimo.

Eloise ha lasciato la sua baraccopoli perch inghiottita dalla frana di una collina “violentata” dall’intervento dell’uomo, sempre bravo ad attaccare e sfidare madre natura. In quella tragedia perde la mamma e la nonna, gli unici affetti familiari, salvata solo dalla fatalit  di essere a scuola in quel momento.

Perch la madre, pur non potendoselo permettere e spezzandosi la schiena per tirare avanti, ha preteso farla studiare, ciò che non aveva potuto fare lei.

Aveva capito l’enorme valore della “conoscenza”, strumento indispensabile per poter decidere della propria vita e del proprio futuro.

La cultura, l’unica forma di libert  che nessuno ti può togliere.

Appena ritornata al suo paese fa tesoro dell’insegnamento della madre: apre una scuola per insegnare ai bambini poveri a leggere e a scrivere. Una piccola rivoluzione

dettata dalla forza del cuore, subito frenata da chi evidentemente non ha interesse a cambiare le cose, da chi deve trarre profitto dall’ignoranza ed “insegnare” servilismo e sottomissione, spezzando ogni sogno di rinascita nella terra d’origine.

Ma l’orgoglio di una comunit  ferita reagisce a tutto questo e con la sola forza delle povere mani sbaraglia quel covo di prepotenti tanto da allontanarli per sempre.

Cos il sogno delle tante Eloise presenti nel mondo può continuare.

La ricchezza delle idee, il credere nel domani, la lotta alla resa, hanno sempre un prezzo da pagare, ma la conquista del traguardo ti ripaga di ogni fatica.

Una lettura tutta d’un fiato che lascia margini di pensiero e riflessioni sull’Italia, “finta” terra accogliente, sulle zone povere del mondo, attaccate dall’esterno e dall’interno, sul trionfo del bene collettivo che sconfigge il male dell’individualismo, sulla condizione di disperazione che sa diventare forza ed energia vitale positiva.

Un linguaggio semplice quello di Nunzia Frezza, funzionaria pubblica, ma incalzante e capace di raccontare i gesti quotidiani della vita come una carezza, l’amica del cuore, il regalo di una sciarpa come ricordo di un distacco.

La ragione che racconta senza mai allontanarsi dall’anima.

“I colori della speranza” concorre al premio Poesia e Narrativa “Insieme nel Mondo”, giunto ormai alla ottava edizione, che si terr  il 17 e 18 luglio nel Monastero dei Cappuccini di Savona.

E’ gi  inserita tra i primi dieci scritti, selezionati tra duecento opere, nella sezione “Narrativa Edita”.

Nella foto, la copertina