Vite che corrono, saltellano, rotolano. Vite che impazzano come macchinine-scontro e che impattano a volte anche rovinosamente in un esclusivo Luna Park. Perch se “la vita è un brivido che vola via” se è vero che “è tutto un equilibrio sopra la follia”, come dice Vasco Rossi, il più della volte quell’equilibrio è davvero, davvero difficile da vedere e da comprendere e anche quando lo troviamo, ci appare nelle tetre sembianze di un ponte traballante, sospeso su un profondissimo dirupo, unica via di salvezza ma della quale non si riesce a fare affidamento.

Questa è la vita di Giulia, 33 anni, scaraventata di qua e di l  dai moti stile “Cime Tempestose” della sua anima. Giulia rimbalza tra certezze e fallimenti, tra segni tangibili ed incognite che le fanno sembrare ogni giorno come una terribile battaglia che a volte la avvilisce e altre volte le regala la forza di continuare a marciare. In un’esistenza che la tiene in bilico tra amare e credere, Giulia si dimena con leggerezza e humor tra sogni, delusioni e piccole catastrofi quotidiane . Alle prese con una storia giunta al capolinea e il salto nel buio di un nuovo amore, la “giovane donna” comprende che la vita è come un’altalena con i relativi su e giù. “A volte, però, dall’altalena si cade col culo per terra” e la fatica più grande sta proprio nel rialzarsi e rimetterci su il sedere dolorante…ma se si trova questa forza, non è solo un prezioso insegnamento che la vita ti restituisce.

Questi i contenuti di “Se vuoi chiamami Luca”, romanzo d’esordio di Paola de Luca, insegnante napoletana, e volume inaugurale della collana “Nasiallinsù” delle “Edizioni Graf”, che si inserisce perfettamente nel filone della “Chicken Literature”, un genere letterario che si rivolge ad un pubblico di donne giovani, single e in carriera, spesso ironiche e allegramente adolescenziali, ma anche a uomini desiderosi di capire qualcosa in più delle donne. Lo stile irriverente, in cui amore e ironia s’intrecciano a ritmo di sms ed e-mail creando situazioni esilaranti miste a sacre rivelazioni, sono i segni caratteristici di un innovativo stile narrativo. Una lettura che fa sorridere e riflettere su come le relazioni tra uomo e donna siano sempre conflittuali e al di l  di ogni logica. Romanzo breve, ma polare, capace di catalizzare l’attenzione del lettore che viene catapultato direttamente all’interno della narrazione grazie ad uno stile semplice e conciso, che riesce a penetrare con un linguaggio attuale e per nulla pesante i meandri dell’anima e dei pensieri umani, felicemente impressi su pagine che scorrono velocemente fino all’ultima.

Ennesimo coniglio tirato fuori dal cilindro delle “Edizioni Graf” (marchio ormai affermato nel campo dell’editoria, gestito da giovani entusiasti e competenti, che si occupa tra l’altro anche di sport, musica e spettacolo, oltre che di pubblicazioni universitarie in una realt  difficile come quella napoletana), la collana “Nasiallinsù” nasce allo scopo di dare luce nuova alla visione femminile della vita, di dare voce a quello sguardo sognatore tipico delle donne che credono nell’amore e nei principi azzurri, ma che, ancora oggi, devono fare i conti con quel senso di inadeguatezza nei confronti di una societ  che le vuole ancora relegate ad un ruolo di comprimarie se non addirittura subalterne. “Nasiallinsù” è, dunque, in tutto e per tutto uno spazio concepito per le donne che hanno qualcosa da raccontare e che sanno farlo in maniera fresca e innovativa, a volte persino trasgressiva, senza voler per forza di cose obbedire alle logiche di mercato, in cui il grande protagonista è, appunto, l’universo femminile con tutte le sue sfaccettature tragiche e comiche.

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In foto, la copertina del libro