8 marzo/ Ma – donne 2026: quindici partner d’arte per una geografia della resistenza intellettuale. Da Napoli a Istanbul: basta con la manipolazione

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“Game over, trickster! Fine dell’incantesimo.” Questo lo slogan del progetto Geografia della resistenza. Ma/donne alla sua quarta edizione, organizzata dalla piccola galleria resistente dell’artista napoletano Antonio Conte, nel suo atelier alle spalle di via Foria, in sinergia con altri protagonisti.
La manifestazione punta a scardinare l’iconografia della vittima per celebrare la potenza della lucidità. Domenica 8 marzo dalle 19 in occasione della giornata internazionale della donna.
In programma, il finissage della mostra di Maria Manna, Lettera d’amore (mai scritta), progetto che l’artista avanti da qualche anno. Opere che nascono da lettere che lei ha raccolto e ricevuto nel tempo, tremanti, rabbiose, ingenue qualche volta, taglienti nel loro dolore. Opere che nascono da un gesto di ascolto, appropriazione e riparazione di una ferita. L’esposizione sarà arricchita da Lucia Longo e Giulia Secreti con una performance poetica che s’intitola Restare e intreccia parola e gesto, memoria e corpo.
Lucia Longo dà voce a poesie che attraversano ferite, amore, consapevolezza e unicità, mentre Giulia Secreti, con Fatti di semola, lavora la pasta in scena, trasformando la cucina in gesto narrativo.
L’atto dell’impastare diventa simbolo di resistenza e cura: un gesto antico che si fa linguaggio, presenza, rito. La voce poetica restituisce libertà e consapevolezza, invitando il pubblico a osservare, ascoltare e sentire la bellezza di restare, qui e ora.
Ma/Donne 2026 esplora la manipolazione in tutte le sue declinazioni, portando alla luce ambiti spesso ignorati dal dibattito pubblico. Attraverso installazioni, performance e opere site-specific, gli artisti indagheranno come la manipolazione della verità possa incidere profondamente sulla salute e sull’identità.
L’iniziativa si sviluppa come un organismo vivo in diverse città italiane, coinvolgendo Musei, Gallerie d’Arte contemporanea e spazi non convenzionali. L’obiettivo è creare un manifesto estetico di resistenza intellettuale, l’arte può essere uno strumento per svelare il trucco, declassando il manipolatore da figura minacciosa a semplice imbroglione (trickster) smascherato.
Ecco gli altri partner: SIlvy Bassanese, Biella; Villa Cernigliaro , Sordevolo (Biella); La via lattea, L’agnelleria, Oolalala Gallery Docks Dora (Torino); Cascina Bauci per l’arte (La Morra, Cuneo); Centro 3t, Sellero (Brescia); Terrarium, Travacò Siccomario (Pavia); Galleria dei minuti, Mantova; F’art, L’Aquila; Creo Gallery, Foggia; Artimu art plaform, Istanbul (Turchia); Fanstatic lab, Valencia (Spagna).
L’immagine guida della mobilitazione, dal titolo Love me tender, (foto) in terracotta, ingobbio, di cm 16x22x31 del 2022, è un’opera di Olga Buneeva, un’artista contemporanea che utilizza la propria esperienza e la storia collettiva per creare opere d’arte profonde e personali, radicate nel contesto italiano, con le cicatrici e le narrazioni della Russia sovietica.
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Piccola galleria resistente

8 March/ Ma – women 2026: fifteen art partners for a geography of intellectual resistance. From Naples to Istanbul: stop the manipulation

Game over, trickster! The spell is broken.” This is the slogan of the Geography of Resistance. Ma/donne project, now in its fourth edition, organised by the small resistance gallery of Neapolitan artist Antonio Conte, in his studio behind Via Foria, in collaboration with other key players.
The event aims to dismantle the iconography of the victim in order to celebrate the power of lucidity. On Sunday the 8th of March from 7 p.m. on the occasion of International Women’s Day.
The programme includes the closing of Maria Manna’s exhibition, Lettera d’amore (mai scritta) (Love Letter (Never Written), a project that the artist has been working on for several years. The works are based on letters she has collected and received over time, trembling, angry, sometimes naive, sharp in their pain. They are works that arise from a gesture of listening, appropriation and healing of a wound. The exhibition will be enriched by Lucia Longo and Giulia Secreti with a poetic performance entitled Restare (Staying), which intertwines words and gestures, memory and body.
Lucia Longo gives voice to poems that explore wounds, love, awareness and uniqueness, while Giulia Secreti, with Fatti di semola, kneads dough on stage, transforming cooking into a narrative gesture.
The act of kneading becomes a symbol of resistance and care: an ancient gesture that becomes language, presence, ritual. The poetic voice restores freedom and awareness, inviting the audience to observe, listen and feel the beauty of staying, here and now.
Ma/Donne 2026 explores manipulation in all its forms, bringing to light areas often ignored by public debate. Through installations, performances and site-specific works, the artists will investigate how the manipulation of truth can profoundly affect health and identity.
The initiative is developing like a living organism in various Italian cities, involving museums, contemporary art galleries and unconventional spaces. The aim is to create an aesthetic manifesto of intellectual resistance, using art as a tool to reveal the trick, downgrading the manipulator from a threatening figure to a simple exposed trickster.
Here are the other partners: SIlvy Bassanese, Biella; Villa Cernigliaro, Sordevolo (Biella); La via lattea, L’agnelleria, Oolalala Gallery Docks Dora (Turin); Cascina Bauci per l’arte (La Morra, Cuneo); Centro 3t, Sellero (Brescia); Terrarium, Travacò Siccomario (Pavia); Galleria dei minuti, Mantua; F’art, L’Aquila; Creo Gallery, Foggia; Artimu art platform, Istanbul (Turkey); Fanstatic lab, Valencia (Spain).
The image guiding the mobilisation, entitled Love me tender, (photo) in terracotta, engobe, measuring 16x22x31 cm, dated 2022, is a work by Olga Buneeva, a contemporary artist who uses her own experience and collective history to create profound and personal works of art, rooted in the Italian context, with the scars and narratives of Soviet Russia.

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