Un salto nell’arte del passato, dal vivo. Ecco il progetto ‘Nella bottega di Colantonio’, la più celebre nella Napoli del primo ‘400 che attirò nella capitale del Regno anche il giovane Antonello da Messina. Dal 23 al 27 marzo, ‘Officina Capodimonte ‘ apre ai visitatori un cantiere diagnostico nelle sale 67 e 68 del secondo piano allestito di fronte al dipinto del San Girolamo nello studio di Colantonio (foto).
Sarà utilizzato lo scanner MacroXRF, sviluppato dall’Istituto di Scienze del Patrimonio culturale del Cnr che utilizza la tecnica di imaging avanzata di fluorescenza a raggi X, in grado di documentare in immagini ad alta risoluzione la distribuzione dei singoli elementi chimici presenti negli strati pittorici.
Lo studio permetterà di ricostruire la tavolozza, il processo compositivo, le modifiche in corso d’opera e quindi le finiture di uno dei dipinti centrali per lo studio dell’introduzione in Italia della pittura a olio.
La ricerca nel cuore del Museo, di fronte all’opera, per entrare nel vivo della tecnica artistica. Un racconto che comincia da Colantonio proprio per sottolineare l’importanza della pittura meridionale del ‘400 e in particolare di questo caposcuola.
La tavola con il San Girolamo faceva parte insieme al San Francesco consegna la regola di un unico polittico completato da due serie di tavolette con Beati francescani, disposte verticalmente ai due lati gioiello della chiesa di San Lorenzo a Napoli.
La cosiddetta Cona degli Ordini fu precocemente smembrata e i due pannelli principali sono stati riuniti al Museo di Capodimonte nel 1957. A questi si sono aggiunti due Beati francescani, recentemente acquisiti grazie al ministero della cultura.
Officina Capodimonte è il laboratorio congiunto del Real Bosco e Museo di Capodimonte, Dipartimento di beni culturali dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, Istituto di scienze del patrimonio culturale del Cnr, e Laboratori Nazionali del Sud dell’Infn.

Workshop/ In Colantonio’s workshop: Officina Capodimonte reveals the secrets of St Jerome to the public

A journey into the art of the past, brought to life. Introducing the project ‘In Colantonio’s Workshop’, the most famous workshop in early 15th-century Naples, which even attracted the young Antonello da Messina to the capital of the Kingdom. From the 23 to the 27 March, ‘Officina Capodimonte’ will open a diagnostic workshop to visitors in rooms 67 and 68 on the second floor, set up opposite the painting of Saint Jerome in Colantonio’s studio.
The MacroXRF scanner, developed by the CNR Institute of Cultural Heritage Sciences, will be used. This device employs advanced X-ray fluorescence imaging technology, capable of documenting the distribution of individual chemical elements present in the paint layers through high-resolution images.
The study will enable the reconstruction of the palette, the compositional process, the modifications made during the painting’s creation, and thus the finishing touches of one of the key works for understanding the introduction of oil painting in Italy.
Research at the heart of the Museum, in front of the work, to get to the heart of the artistic technique. A narrative that begins with Colantonio precisely to highlight the importance of 15th-century southern Italian painting and, in particular, of this leading figure.
The panel depicting St Jerome, together with St Francis handing over the Rule, formed part of a single polyptych completed by two series of panels featuring Franciscan saints, arranged vertically on either side of the altarpiece in the church of San Lorenzo in Naples.
The so-called ‘Cona degli Ordini’ was broken up at an early stage, and the two main panels were reunited at the Capodimonte Museum in 1957. These have now been joined by two depictions of Franciscan Blesseds, recently acquired thanks to the Ministry of Culture.
Officina Capodimonte is the joint workshop of the Real Bosco and Capodimonte Museum, the Department of Cultural Heritage at the University of Campania Luigi Vanvitelli, the CNR Institute of Cultural Heritage Sciences, and the INFN Southern National Laboratories.

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