Pio Monte della Misericordia/ Sette opere contemporanee s’ispirano al capolavoro di Caravaggio. Un progetto dedicato alla carità che coinvolge anche giovani talenti

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Qui sopra, “Infinite oamages” di Holly Herndon & Matt Dryhurst; in copertina la cappella caravaggesca fotografata da Francesco Soreca

Un faro di bellezza che inonda di luce chiunque entri nella chiesa in via Tribunali 253. Dove venne eretto il seicentesco palazzo napoletano, protetto da un portico a 5 arcate per proteggerne il mistero della carità da una città brulicante e dove, sull’altare maggiore, c’è il capolavoro di Michelangelo Merisi da Caravaggio che approdò a Napoli, in fuga dalla giustizia romana.
Entrare e ammirare il suo dipinto “Sette opere di Misericordia” è un rituale che non smette mai di emozionare. L’occasione in questi giorni è offerta dalla nuova edizione (l’ottava) del progetto “Sette opere per la Misercordia” che invita artisti celebri a confrontarsi artisticamente con l’emblematica tela.
Fino al 24 aprile, potrete ammirare sette opere di autori contemporanei internazionali che hanno donato i loro lavori e che entreranno a far parte della collezione contemporanea dell’istituzione benefica.
Dal bello il bene è il sottotitolo di un’iniziativa ideata nel 2011 da Maria Grazia Leonetti Rodinò (storica dell’arte e già governatore ai beni culturali e artistici del Pio Monte) che offre, nello stesso tempo, la possibilità ad allieve e allievi dell’Accademia di belle arti di Napoli di ispirarsi all’opera caravaggesca: oltre al percorso espositivo nella chiesa, il pubblico potrà vedere nella quadreria del Pio Monte le opere vincitrici di giovani talenti
che riceveranno sette borse di studio, del valore di 1.000 euro ciascuna.
Ecco chi sono: Linda Giordano con carezza invisibile, Maria Rosaria Arnese con Madre natura di 7 Opere di misericordia, Claudio Pisapia con l’ignudo, Marika Grimaldi con Rinascere, Thomas del Greco con Ubi humus non est, Alessandro Rodello con Curare e Carmela Bianco con congiunzione visibile. 
Le opere selezionate dei partecipanti al concorso sono state presentate al pubblico in una mostra già ospitata fino al 22 gennaio dal MUSAP (Circolo Artistico Politecnico.
Ma torniamo ai protagonisti famosi: lo scultore britannico Antony Gormley con “16th blood field IV ” parte dal corpo umano esposto a forze invisibili che ne sollecitano l’equilibrio e la condizione esistenziale.
Holly Herndon e Mat Dryhurst (con base a Berlino) utilizzano immagini (infinite) costruite con l’intelligenza artificiale, per comunicare l’idea di una vita sociale e civica.
La pittrice cinese Yu Hong propone un acrilico su legno dal titolo “Death can’be known until one knwos life” dove si intravede la sofferenza di figure fluttuanti attraverso mani, braccia e piedi.
Il tedesco Max Renkel crea sequenze cromatiche tra figurativo e astratto mentre David Salle, attivo a New York disegna il suo Coffee con tecniche simultanee utilizzate nel cinena, montando e sovrapponendo gli elementi usati.
Infine, il romano Marco Tirelli interroga l’eco della realtà attraverso sfumature della pittura con visione fotografica e il coreano Lee Ufan con l’acquerello “Response” definisce lo spazio mediante materici brandelli di colore.
Il progetto Sette opere per la Misericordia, curato sin dalla prima edizione da Mario Codognato, è finanziato con il contributo della Regione Campania, direzione generale per le politiche culturali e il turismo, ai sensi della L.R. 7/2003, piano per la promozione culturale.
Accompagna la mostra, il catalogo pubblicato da artem con testi di Fabrizia Paternò di San Nicola, Alberto Sifola di San Martino, Maria Grazia Leonetti Rodinò, Mario Codognato e Giuseppe Gaeta.
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www.piomontedellamisericordia.it

Coffee di David Salle 2025 flashe, acrylic and pencil on paper mounted on aluminum

Pio Monte della Misericordia/ Seven contemporary works inspired by Caravaggio’s masterpiece. A project dedicated to charity that also involves young talents

A lighthouse of beauty that floods anyone who enters the church at Via Tribunali 253 with light. Where the 17th-century Neapolitan palace was erected, protected by a 5-arched portico to shield the mystery of charity from a teeming city and where, on the high altar, there is the masterpiece by Michelangelo Merisi da Caravaggio, who arrived in Naples fleeing Roman justice.
Entering and admiring his painting “Seven Works of Mercy” is a ritual that never ceases to stir emotions. The opportunity to see it is currently offered by the new edition of the project “Seven Works for Mercy”, which invites famous artists to engage artistically with the emblematic canvas.
Until the 24th of April, the public will be able to admire seven works by international contemporary artists who have donated their works and which will become part of the contemporary collection of the charitable institution.
Dal bello il bene (From beauty comes goodness) is the subtitle of an initiative conceived in 2011 by Maria Grazia Leonetti Rodinò (art historian and former governor of cultural and artistic heritage at Pio Monte) which offers students at the Academy of Fine Arts in Naples the opportunity to draw inspiration from Caravaggio’s work. in addition to the exhibition in the church, the public will be able to see the winning works by young talents in the Pio Monte picture gallery who will receive seven scholarships, worth €1,000 each
Here they are: Linda Giordano with Carezza invisibile (Invisible Caress), Maria Rosaria Arnese with Madre natura di 7 Opere di misericordia (Mother Nature of 7 Works of Mercy), Claudio Pisapia with L’ignudo (The Naked One), Marika Grimaldi with Rinascere (Rebirth), Thomas del Greco with Ubi humus non est, Alessandro Rodello with Curare (Healing) and Carmela Bianco with Congiunzione visibile (Visible Conjunction).
The selected works of the competition participants were presented to the public in an exhibition hosted until the 22nd of January by MUSAP (Circolo Artistico Politecnico).
But let’s return to the famous protagonists: British sculptor Antony Gormley’s ‘16th blood field IV’ starts from the human body subjected to invisible forces that challenge its balance and existential condition.
Holly Herndon and Mat Dryhurst (based in Berlin) use (infinite) images constructed with artificial intelligence to communicate the idea of social and civic life.
Chinese painter Yu Hong presents an acrylic on wood entitled ‘Death can’t be known until one knows life’, where we glimpse the suffering of figures floating through hands, arms and feet.
German artist Max Renkel creates chromatic sequences between figurative and abstract, while David Salle, based in New York, draws his Coffee using techniques employed in cinema, editing and overlapping elements of hyperreality.
Finally, Marco Tirelli from Rome questions the echo of reality through nuances of painting with a photographic vision, and Lee Ufan from Korea defines space through material shreds of colour in his watercolour ‘Response’.
The project Seven Works for Mercy, curated since its first edition by Mario Codognato, is funded with the contribution of the Campania Region, Directorate-General for Cultural Policies and Tourism, pursuant to Regional Law 7/2003, plan for cultural promotion.
The exhibition is complemented with a catalogue (artem publisher) which includes texts by Fabrizia Paternò di San Nicola, Alberto Sifola di San Martino, Maria Grazia Leonetti Rodinò, Mario Codognato and Giuseppe Gaeta.

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