Cent’anni di arte, collezionismo e bellezza condivisa. Sabato 17 gennaio alle 11 il Museo delle ceramiche Duca di Martina (inserito nella rete nazionale dei musei del Vomero), uno dei luoghi più raffinati d’Europa dedicati alle arti decorative, ospitato nella cornice neoclassica della Villa Floridiana, festeggia il suo primo secolo di vita.
Era il 17 gennaio 1926 quando un regio decreto firmato da Vittorio Emanuele III sanciva ufficialmente la fondazione del Museo, destinato ad accogliere la straordinaria collezione di Placido de Sangro, Duca di Martina. A distanza di un secolo, quella raccolta – nata dal gusto enciclopedico e dalla passione collezionistica di uno dei protagonisti dell’Ottocento europeo – continua a raccontare una storia di visione, apertura internazionale e profondo legame con Napoli.
Nei principali mercati d’arte d’Europa, il Duca di Martina aveva riunito un insieme eccezionale di manufatti: maioliche e porcellane, vetri e smalti, bronzi, avori e coralli, testimonianze di culture e tradizioni lontane nel tempo e nello spazio.
Il nipote Placido de Sangro, conte dei Marsi trasformò la collezione in patrimonio pubblico, donandola alla città di Napoli e rendendo il museo un luogo di bellezza condivisa e di alta divulgazione culturale.
Quella di sabato non sarà una semplice celebrazione, ma una riflessione sull’evoluzione della struttura, sulle sue collezioni e sulle prospettive future, attraverso le voci di studiosi e protagonisti che ne hanno accompagnato la storia recente.

Vomero/ The Duca di Martina Ceramics Museum celebrates its first centennial anniversary

One hundred years of art, collecting and shared beauty. On Saturday the 17th of January at 11 a.m., the Duca di Martina Ceramics Museum (part of the national network of Vomero museums), one of Europe’s most sophisticated venues dedicated to decorative arts, housed in the neoclassical setting of Villa Floridiana, celebrates its first century of existence.
It was the 17th of January 1926 when a royal decree signed by Vittorio Emanuele III officially sanctioned the foundation of the Museum, intended to house the extraordinary collection of Placido de Sangro, Duke of Martina. A century later, that collection – born from the encyclopaedic taste and passion for collecting of one of the protagonists of 19th-century Europe – continues to tell a story of vision, international openness and a deep connection with Naples.
The Duke of Martina had assembled an exceptional collection of artefacts from the main art markets of Europe: majolica and porcelain, glass and enamels, bronzes, ivories and corals, testimonies of cultures and traditions distant in time and space.
His nephew Placido de Sangro, Count of Marsi, transformed the collection into public heritage, donating it to the city of Naples and making the museum a place of shared beauty and high cultural dissemination.
Saturday’s celebration will not be a simple anniversary, but a reflection on the evolution of the structure, its collections and future prospects, through the voices of researchers and protagonists who have accompanied its recent history.

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