A Napoli arrivano i lupi. Per la verità se ne parlava già da giorni. Dalle bacheche di facebook ci si interrogava su queste sagome disseminate in piazza Municipio, tra Maschio Angioino e Palazzo San Giacomo, sede dell’amministrazione comunale. Tanta curiosità sulla provenienza e  c’era anche chi affermava che fossero davvero brutte.
L’installazione infine è stata svelata ieri, nella sala Giunta, con lo stesso autore, il cinese Liu Ruowang, in un clima di imbarazzo per nulla celato, di fronte al cambio della guardia (che ha sollevato molte perplessità in parte della cittadinanza) tra l’assessore uscente alla cultura Nino Daniele, politico di lungo corso, che  questa mostra l’ha promossa e sostenuta, e la nuova titolare dell’assessorato, la trentenne Eleonora De Majo.
I lupi sosteranno in città fino al 31 marzo: una esposizione, come ha ribadito il curatore Matteo Lorenzelli della omonima storica galleria milanese, offerta ai napoletani in una libera interazione.
Ciascun elemento del branco (in fusioni di ferro) pesa 280 chili e ed è radunato proprio  sotto il titolo inglese Wolves coming.
Spiega l’artista: «La pluralità’ è il tipo di forma e di forza di cui ho bisogno quando sono intento a esplorare la relazione tra l’essere umano e l’ambiente, anche alla luce del fatto che la Cina è da tempo un paese che porta avanti uno spirito collettivista. Creare i miei lavori in serie o gruppi corrisponde per me a un linguaggio strutturale del mio fare artistico che supera il linguaggio scultoreo».

Qui sopra, l'artista con il curatore e uno dei suoi lubi. In alto, l'installazione
Qui sopra, l’artista con il curatore e uno dei suoi lupi. In alto, l’installazione (ph Michele Stanzione)


E poi sorridente, dopo l’incontro con il pubblico,  è andato a passeggiare tra i suoi lupi, lasciandosi fotografare con loro che dovrebbero farci interrogare sugli eccessi del progresso contemporaneo e sull’indifferenza verso le arti e la cultura e l’incertezza dell’oggi e del domani
L’installazione non è un’anteprima, ma è stata già esposta due volte in Italia nel 2015, alla Biennale di Venezia nel Padiglione di San Marino e a Torino. Vedremo nei prossimi mesi come  turisti e partenopei dialogheranno con l’opera.
Classe 1977, Liu Ruowang  è uno dei maggiori artisti contemporanei della Cina. Scultore e pittore s’interroga sii rischi provocati dalla perdita dei valori umani in un sistema oppressivo dove domina l’uso della violenza e il  dolore dei singoli è prevaricato  dalla prepotenza della massa.