«Questo libro è per tutte le donne dimenticate dalla Storia, cancellate dalle storie della Letteratura. È per tutte le donne che ancora oggi combattono battaglie individuali e collettive. È per gli uomini in grado di ascoltare. E di combattere».
È l’intento dichiarato da Marialaura Simeone per Un fuoco grande. Bianca Garufi pubblicato da Les Flâneurs edizioni. Riflessioni, appunti, ricordi, idee e spunti dell’autrice fluiscono in una originale presentazione di una donna che fu poeta, scrittrice, traduttrice, psicoanalista e altro ancora.
L’autrice ci introduce alla conoscenza di Bianca Garufi (1918-2006) riflettendo su una similitudine che le accomuna, nata in Sicilia la prima e in Campania la seconda, ricevettero entrambe in dote l’eredità di luoghi e figure mitiche in cui il femminile lo si può interpretare a più livelli tenendo insieme tutti gli elementi di madre Natura.
Così come differenti sono le chiavi di lettura che Garufi, nella sua formazione multidisciplinare, ha utilizzato per indagare la realtà e viverla. Il rapporto conflittuale con la madre, gli uomini di cui si innamorò, la militanza anti nazifascista, gli anni vissuti all’estero e le diverse esperienze professionali concorrono a delineare il carattere volitivo e determinato di una donna che delle regole sociali della propria epoca proprio non sapeva cosa farsene.
Dal rapporto con Cesare Pavese, sentimentale e letterario, nasce nel 1946 Fuoco grande, un romanzo nel quale la scrittura dell’uno e dell’altra sono in costante tensione restituendo sguardi diversi di una stessa storia, il punto di vista di un uomo e quello di una donna.
All’uscita del libro nel 1959, dopo la morte di Pavese, qualcuno insinuò che a vergare le pagine le mani fossero state soltanto due e non quattro, motivo di più per convincerla a pubblicarne il seguito nel 1962: Il fossile.
L’impianto narrativo è analogo a quello già collaudato con Fabrizio Onofri: voce maschile e voce femminile in dialogo sulla pagina. Gli anni Sessanta la porteranno a Parigi dove conoscerà Simone de Beauvoir, poi andrà a New York e Hong Kong per tornare a Roma alla metà degli anni Settanta e lavorare, con Floriana Bossi, allo psicodramma Femminazione con cui affrontò il dibattito femminista di quel periodo.
Simeone si sofferma su considerazioni che, prendendo le mosse dalla biografia di Garufi, ricordano il contributo delle donne a diversi ambiti come nel caso della resistenza: «Per molte la lotta partigiana coincise anche con il progressivo ingresso nella vita politica: Tina Anselmi, Nilde Iotti, Carla Capponi, Miriam Mafai, Marisa Ombra…».
A questi si aggiunge il nome di Luciana Viviani, figlia di Raffaele Viviani attore, commediografo, compositore, poeta e traduttore napoletano che con Garufi fu a Roma nel 1943 nei giorni della Resistenza.
«La vita di Luciana Viviani ha lasciato un’eredità di coraggio, passione e impegno civico. Perché l’abbiamo dimenticata? Perché non la ricordiamo mai? È a queste donne che dobbiamo guardare. Le pioniere della concezione della donna pari all’uomo. Le donne che hanno restituito dignità al proprio sesso e hanno combattuto per il rinnovamento della società».
Viviani nel 1947 era una giovane dirigente del partito comunista, le fotografie in cui tiene un comizio a una folla di ferrovieri a Napoli ne aiuta a comprendere l’impegno e il ruolo, queste sono le donne di cui si vuol trarre dall’oblio le voci con la collana che la casa editrice dedica loro Le innominate, che la curatrice Annachiara Biancardino presenta come: «[…] un progetto che nasce dal desiderio di restituire il nome proprio, il volto, la voce – in sintesi, l’identità di soggetto e non ˂funzione dell’altro˃ – alle artiste e intellettuali il cui impegno è stato offuscato da rappresentazioni distorte o incomplete» e ancora «Ci sono voci destinate ad attendere secoli per essere ascoltate. Ormai i tempi sono maturi per accogliere anche le personalità meno addomesticate. E se non lo sono, occorre fare uno sforzo affinché lo diventino».
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IL LIBRO
Marialaura Simeone
Un fuoco grande. Bianca Garufi
Les Flâneurs edizioni
Pagine 146
euro 15
L’AUTRICE
Marialaura Simeone è docente e ricercatrice. Si è laureata in Lettere moderne alla Federico II di Napoli, ha conseguito il Dottorato di ricerca in Comparatistica: letteratura, teatro, cinema presso l’Università di Siena ed è stata Visiting Researcher alla Leiden University. È autrice di monografie e saggi su rivista e in volume. Con la Franco Cesati Editore ha pubblicato Amori letterari: quando gli scrittori fanno coppia (2017) e Viaggio in Italia: itinerari letterari da Nord a Sud (2018). Negli ultimi anni si è occupata soprattutto della riscoperta e valorizzazione di alcune scrittrici italiane, oltre che di registe e attrici, in contesti sia accademici sia divulgativi. Ha curato e introdotto Il pigiama del moralista di Amalia Guglielminetti (tab edizioni, Roma 2023), Storia di una donna bella di Elsa de’ Giorgi (13lab, Milano 2023) e Terra di Cleopatra di Annie Vivanti (Edizioni Croce, Roma 2025).







