Spazio 57 /Matteo Appignani, Francesco Maria De Vita, Giancarlo Taraschi e Marco Carnemolla: uno sguardo contemporaneo tra mito e realtà

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Campo di fragole di Marco Carnemolla In copertina, Plexi-Car
di Giancarlo Taraschi, in arte Taraski,

Immagine, materia e colore da 4 punti di vista differenti. Negli spazi di Spazio 57, affacciati sul mare lungo la storica scalinata di via Chiatamone a Napoli, Matteo Appignani, Francesco Maria De Vita, Giancarlo Taraschi e Marco Carnemolla offrono uno sguardo contemporaneo tra rappresentazione, mito e sperimentazione pittorica.
Matteo Appignani presenta Maradona (2025), Rosso Fuoco, Castel dell’Ovo (2011). Se il primo lavoro si inserisce nella sua indagine sul ritratto e sulla rappresentazione di personalità riconoscibili, il secondo appartiene al progetto Emotional Rescue: monocromi di Matteo Appignani per Napoli, presentato al PAN | Palazzo delle Arti Napoli.
Attraverso una scelta cromatica intensa, l’artista rilegge uno dei luoghi simbolici della città, trasformando il colore in uno strumento di interpretazione del paesaggio urbano.
Era e Medusa (2025) di Francesco Maria De Vita si confrontano invece con la tradizione classica e l’immaginario mitologico. Attraverso la china e l’acrilico, l’artista indaga il rapporto tra umano e sacro, forza e vulnerabilità, aspirazione all’ideale e conflitto interiore. Le figure del mito diventano così occasioni per interrogare la complessità dell’esperienza umana, superando la dimensione della semplice rappresentazione e aprendosi a una riflessione sul presente.
Con quattro lavori appartenenti della serie Plexi-Car, Giancarlo Taraschi, in arte Taraski, sviluppa una ricerca che intreccia pittura, componenti tridimensionali e materiali differenti. Modellini da collezione di automobili e imbarcazioni entrano nella composizione artistica, instaurando un dialogo con il colore e le superfici in plexiglass. L’oggetto quotidiano, sottratto alla propria funzione originaria, diventa parte di una costruzione visiva che riflette sull’immaginazione, sull’innovazione tecnologica e sulla capacità progettuale dell’essere umano.
Infine, due opere di Marco Carnemolla, Campo di fragole e Senza Titolo, nelle quali la ricerca si concentra sulle possibilità espressive del colore e della materia pittorica. Stratificazioni, velature e segni visibili sulla tela danno forma a composizioni astratte in cui il gesto si combina con la ricerca di un equilibrio formale. La pittura diventa uno spazio di suggestioni e percezioni, capace di evocare atmosfere e paesaggi senza ricorrere a una rappresentazione esplicita.

Medusa di Francesco Maria De Vita




Per saperne di più

spazio.s57@gmail.com
www.spazio57.it

ORARI:
Fino al 23 novembre
martedì – venerdi, 15.00 – 19.00 
sabato 15.00 – 19.00
domenica e lunedì chiusa

Maradona di Matteo Appignani

Spazio 57 / Matteo Appignani, Francesco Maria De Vita, Giancarlo Taraschi and Marco Carnemolla: a contemporary perspective between myth and reality

Image, matter and colour from four different perspectives. In the galleries of Spazio 57, overlooking the sea along the historic steps of Via Chiatamone in Naples, Matteo Appignani, Francesco Maria De Vita, Giancarlo Taraschi and Marco Carnemolla offer a contemporary perspective on representation, myth and pictorial experimentation.
Matteo Appignani presents Maradona (2025), Rosso Fuoco and Castel dell’Ovo (2011). Whilst the first work forms part of his exploration of portraiture and the representation of recognisable figures, the second belongs to the Emotional Rescue project: monochromes by Matteo Appignani for Naples, presented at the PAN | Palazzo delle Arti Napoli.
Through an intense use of colour, the artist reinterprets one of the city’s symbolic landmarks, transforming colour into a tool for interpreting the urban landscape.
Francesco Maria De Vita’s Era and Medusa (2025), on the other hand, engages with classical tradition and mythological imagery. Using ink and acrylic, the artist explores the relationship between the human and the sacred, strength and vulnerability, the aspiration towards the ideal and inner conflict. The figures of myth thus become opportunities to examine the complexity of the human experience, moving beyond the realm of mere representation and opening up a reflection on the present.
With four works from the Plexi-Car series, Giancarlo Taraschi, known by his artist name Taraski, develops a body of work that interweaves painting, three-dimensional elements and different materials. Collectors’ model cars and boats are incorporated into the artistic composition, establishing a dialogue with colour and Plexiglas surfaces. The everyday object, stripped of its original function, becomes part of a visual construction that reflects on the imagination, technological innovation and the human capacity for design.
Finally, two works by Marco Carnemolla, Campo di fragole and Senza Titolo, in which his exploration focuses on the expressive possibilities of colour and painterly material. Layers, glazes and visible marks on the canvas give shape to abstract compositions in which the painter’s gesture is combined with the search for formal balance. Painting becomes a space of suggestions and perceptions, capable of evoking atmospheres and landscapes without resorting to explicit representation.

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