Stiamo tornando a essere noi stessi dopo un lungo periodo buio.
Alzi la mano chi all’inizio di quest’anno pensava di trovarsi in questa situazione. Ve lo ricordate quando guardandovi negli occhi vi siete augurati buon anno il primo gennaio? E quando il quattro maggio avete acceso le vostre stelline festeggiando la fine della quarantena?
Oggi siamo quasi a luglio e continuiamo a portarci la nostra bella mascherina portafortuna nella tasca di dietro dei jeans sapendo che prima o poi qualcuno in un negozio ci chiederà di metterla, aspettando che tutto passi davvero e ritrovare quella pace che abbiamo smarrito. Basterebbe davvero così poco, che poi gli occhi non mentono mai anche con queste mascherine tirate su a coprire i nasi. Distanziamento sociale, due parole ormai all’ordine del giorno che hanno cambiato i nostri programmi. Vogliamo parlare delle rassegne teatrali dell’anno scorso? Tutte quelle a cui abbiamo preso parte? Vogliamo stare qui a piangere sul latte versato oppure vogliamo andare avanti e come Francesca Confessore, pittrice napoletana, rimboccarci le maniche e provare a trasformare la nostra casa, il nostro studio in uno spazio aperto  per organizzare eventi culturali , serate musicali acustiche e presentazioni di libri?
Con un terrazzo che affaccia su Napoli in una strada che non ti aspetti alle spalle dell’orto botanico e una gran voglia di fare possiamo riprenderci il nostro spazio in questo mondo che sta andando un po alla deriva. E quando una pittrice incontra l’associazione “Il teatro cerca casa” non può che nascere qualcosa di buono.
Così venerdì 3 luglio  Francesca aprirà le porte di casa sua con tutte le dovute accortezze del caso (quindi lavate per bene la mascherina prima di rimetterla in tasca) per ospitare questa rassegna teatrale giunta ormai alla nona edizione.
Il teatro si fa casa, si fa salotto, non è più lo spettatore ad andare il sala ma è l’attore a diventare casalingo. Una dimensione intima senza il filtro del palco , senza timore ma con tanto coraggio.
Verrà messo in scena il progetto “Sinnò me moro. Canzoniere della Mala” che racconta le espressioni di vita ai margini della società attraverso una mescolanza di parole e musiche, canzoni e testi teatrali, canzoni popolare e pezzi d’autore.
Prostitute, carcerati e guappi di cartone sono i protagonisti della mala, della sceneggiata dove c’è una lotta continua tra i buoni e i “malamenti” con un un finale quasi sempre positivo dove il bene prevale sul male.
Un progetto che ripercorrerà le strade di Jannacci, Gaber, Viviani , ma anche brani letterari tratti da Chandlere e il nostrano Carlo Emilio Gadda.
Per una sera , su una splendida terrazza, proviamo a lasciarci andare al bello, senza compromessi, senza aspettative, che poi sono sempre quelle che ci uccidono, senza false speranze. 
Se è vero che il teatro cerca casa, non possiamo fare altro che essere contenti perché di sicuro questa volta l’ha trovata, e noi con lui.
Per poter partecipare è importante prenotare perché l’evento è a numero chiuso e ha un costo di 12 euro. Ecco il link all’evento facebook dove ci sono anche i numeri di telefono per poter chiamare.
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Sinnò me moro
Canzoniere della Mala
con Antonella Morea
Vittorio Cataldi, pianoforte
coordinamento e ricerche bibliografiche Delia Morea


Nella foto di Francesca Confessore, uno scorcio della bella terrazza che ospiterà lo spettacolo

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