Sono Alessia Cocca. Sono un’artista che utilizza la fotografia per esprimere concetti e per reinterpretare ricordi sfocati. Sono nata a Benevento nel 1982, ho frequentato l’accademia di belle arti di Napoli e ora vivo a Berlino. Perch Berlino? Perch è una citt  che offre molto a tutti/e, e soprattutto agli artisti; sono dappertutto nei bar, nei ristoranti, naturalmente nelle gallerie e nei musei, al parco, per strada.
Berlino è una citt  che respira arte e che fa respirare gli artisti, e soprattutto le donne. Il rispetto della donna è molto sentito. Oserei dire che la donna ha quasi un ruolo privilegiato è tutto, donna prima di ogni altra cosa, poi madre, lavoratrice, persona curiosa e attiva, essere indipendente.
Anche in Germania il corpo delle donne a volte è maltrattato; seppure in misura minore la mercificazione del corpo femminile esiste. Come in Italia, la donna si sente obbligata a essere involucro perfetto. Credo sia un problema generazionale, più forte nei paesi come il nostro, dove l’ umorismo spesso sconfina nel cattivo gusto. In questo momento purtroppo ad aprire molte porte c’è il corpo femminile.
Più che stupide, queste donne, sono sottomesse alla prepotenza di un modello maschilista che troppo poco spesso viene condannato. Queste donne sono poco combattive, molto arrendevoli, soggiogate dai loro desideri e dalla possibilit  di realizzarli in breve tempo. E invece noi studiamo, sudiamo, combattiamo, urliamo, mangiamo, desideriamo, facciamo colloqui su colloqui, studiamo ancora, pensiamo, aspettiamo.
Eppure la nostra storia dell’arte è piena di bellezza, di forme sinuose, di veli e corpi; ma è una bellezza pulita. Una bellezza non sporca o tirata, non sfruttata, mostrata e non esibita, ammirata e non toccata; imperfetta e ricca di quei mille significati che una donna sa essere.
Il nostro corpo è inevitabilmente soggetto al passaggio del tempo, e volerlo mostrare oggi immobile è solo una forzatura, una giusta rappresentazione della volont  della nostra societ  di mostrarsi fintamente perfetta.
Non siamo di plastica, non siamo bambole che giocano tra piscine e macchine da corsa. Non dovremmo esserlo. Ma lo desideriamo a volte. Anche nei miei lavori, le donne sono bambole, ma sono quelle bambole dell’ infanzia, con i capelli di lana mai abbastanza biondi, i vestiti sempre fuori moda e quella nostalgia della semplicit , che ogni giorno ci ricorda che siamo cresciuti. I miei lavori e i nostri ricordi, le foto in posa e la pelle tirata sono immagini registrate, sogni da conservare, segreti e pensieri, sensazioni; sono quelli che siamo stati, sono i nostri cambiamenti, i nostri passaggi di umore; siamo noi, dentro più che fuori.

In foto, un’opera di Alessia Cocca

*Alessia Cocca nasce a Benevento il 21 febbraio 1982. Dopo studi scientifici, s’ iscrive all’Accademia di Belle arti di Napoli dove si specializza in ‘Restauro e conservazione delle opere d’arte moderne e . contemporanee.
Molti i riconoscimenti ottenuti. Nel 2004 vince il concorso Pagine bianche d’autore. Nel 2005 segue un corso per direttore della fotografia ed operatore di macchina nel cinema. Nel 2006 è alla Pinacoteca di Bologna tra i finalisti del Premio Dams. Nello stesso anno è tra i vincitori della Prima edizione del Premio Musae. Nel 2007 arriva il Premio Celeste.

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