Le disobbedienti/ Quelle fiabe della buonanotte politicamente corrette. L’ironia di James Finn Garner: se la fata azzurra snobba Pinocchio

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Le fiabe sono un meccanismo di trasmissione orale creato per il controllo sociale, strutturate intorno a un messaggio di ammonimento si propongono di render chiaro che la devianza dall’ordine costituito comporta un castigo esemplare. Sono presenti, con variazioni minime, nelle diverse culture allo scopo di veicolare archetipi e sostenere la cristallizzazione di posizioni di potere, l’antropologia ha affrontato – e affronta – il tema per svelare il modo in cui le fiabe regolano e tramandano sistemi valoriali. Ultimamente assistiamo a un’operazione di revisionismo che, lungi dall’ottenere il risultato sperato, sfiora il ridicolo.
Tutte le persone con un minimo di buon senso comprendono che streghe che divorano bambini, uomini che stuprano e uccidono, matrigne che vessano giovani fanciulle e principi in calzamaglia che salvano e promettono felicità eterna a giovani donne senza aspirazioni altre dal matrimonio sono modelli deleteri ma pensare di censurare i film di animazione di Walt Disney non può essere la strada da seguire per avviare un processo di cambiamento culturale.
Personalmente la trovo non solo un’operazione anacronistica che si accanisce sul passato per non guardare al presente ma, di più, avverto il tanfo venefico della censura. Dal 1975 al 1982 la casa editrice Dalla parte della bambine– nome ispirato al titolo dell’omonimo saggio di Elena Gianini Belotti (1973) – proponeva bellissimi libri illustrati nei quali i ruoli tra maschi e femmine erano rivisti e i temi trattati scardinavano gli stereotipi presenti nelle fiabe tradizionali.
Il successo  – del crowfunding prima e di vendite dopo – di Good Night Stories for Rebel Girls del 2016 testimonia quanto le fiabe siano lo specchio dei tempi e come i modelli del passato non calzino più a una società profondamente cambiata che di modelli ne deve adottare di nuovi senza stare a proporre di tagliare scene di cartoni animati del secolo scorso.
In “Fiabe della buonanotte politicamente corrette”, scritto da James Finn Garner e pubblicato da Libreria Pienogiorno, l’ironia dispiega la sua potenza: l’uso di espressioni improntate al politicamente corretto suscita la giusta ilarità facendo risaltare il valore di una decostruzione degli stereotipi basata su scelte ragionate dei personaggi e finali inattesi.
Biancaneve e i sette nani, Cappuccetto Rosso, i tre porcellini, l’imperatore nudo, Tremotino, Raperonzolo, Cenerentola, Riccioli d’oro, il principe ranocchio, il pifferaio magico e Pinocchio, insieme con altri storici caposaldi, vengono messi in discussione e riscritti alla luce di un diverso modo di pensare e di essere.
Biancaneve ha una madre in “condizione di non salute e infine resa non-vitale che incontra Sette Giganti Torreggianti, il pifferaio è un “uomo dall’eccentricità potenziata”, si legge di “un’anatroccola che fu giudicata per i suoi meriti personali e non per il suo aspetto fisico” e  di una figura azzurra che di secondo lavoro fa la fata e non ha tempo da perdere con un burattino alle prese con dilemmi esistenziali.
Le “creature esteticamente svantaggiate” si muovono in un contesto nel quale i dialoghi riproducono una realtà scivolata verso la perdita di senso in cui le parole sono utilizzate per costruire perifrasi che, invece di colpire luoghi comuni e stereotipi smascherandone gli intenti, inducono a una fragorosa risata. Esopo (VI sec. a.C.), Giambattista Basile (1583-1632) e i fratelli Grimm (Jacob, 1785-1863; Wilhelm, 1786-1859) vengono rivisitati in chiave contemporanea in un’operazione che mostra il potere della fiaba come strumento di propaganda e adesione a un sistema di valori sociali.
L’autore, padroneggiando con maestria il registro dell’ironia, si diverte con le parole per sbugiardare, riflettere, far sorridere ed evidenziare una tendenza che maschera la pigrizia nella scelta del linguaggio accompagnata dalla volontà di sfuggire alla responsabilità che le parole pronunciate portano con sé.
Sbiadire, annacquare e non assumere mai una posizione per paura di non ottenere il consenso della massa pronta alle tempeste social non sostiene il cambiamento, quanto è più capace di incidere e liberatorio dire: “Il principe azzurro è un cretino di cui nessuna donna ha bisogno per essere salvata!” invece che girarci intono? C’è tanto bisogno di fiabe moderne e “Fiabe della Buonanotte politicamente corrette“ è una lettura consigliata a quanti comprendono che la leggerezza non è superficialità e l’ironia, quando ben esercitata, un’arma letale.

IL LIBRO

James Finn Garner
Fiabe della Buonanotte politicamente corrette
Libreria Pienogiorno
Traduzione di Sara Puggioni
Pagine 141
euro 17,50

L’AUTORE
Scrittore e umorista, discendente di defunti maschi europei bianchi, James Finn Garner collabora con testate come Chicago Tribune The Wall Street Journal The New York Times e la BBC. Fiabe della Buonanotte politicamente corrette è un longseller N° 1 del New York Times , in classifica per 65 settimane, con oltre 3 milioni di copie vendute e tradotto in 25 lingue, dalla Norvegia al Giappone.

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