Qui sopra e in alto, due abitanti della Maddalena partecipano al presepe vivente del 2017
Qui sopra e in alto, due abitanti della Maddalena partecipano al presepe vivente del 2017

 Alla Maddalena terzo anno per il presepe vivente. Venerdì 28 dicembre dalle 17 alle 20 un appuntamento che è diventato consueto nel Natale partenopeo.  Na Luce dint’â Matalèna trasformerà Via Postica Maddalena e tutta l’area che si pone di fronte all’imponente e importante basilica vanvitelliana dell’Annunziata Maggiore (fondata 100 anni fa) in un presepe; le porte e i palazzi saranno aperti, tante luci illumineranno una zona che troppo spesso balza agli onori della cronaca per ben altre dinamiche: spari, truffe, illegalità diffusa.
Spiega il parroco Gigi Calemme: «Na Luce dint’â Matalèna  porta tutta la comunità in strada per un’opera collettiva: rendere gradevole una parte del loro quartiere affinché tutti possano riscoprirne la bellezza. il presepe vivente promosso dall’Associazione Oratorio S. Giuda Taddeo della parrocchia dell’Annunziata Maggiore diventa così, oltre che l’opportunità di fare memoria di un mistero che ha illuminato l’umanità con la nascita di Gesù, anche una esperienza di riscatto e di condivisione».
Nel 2016 il progetto, chiuso nel cassetto da tempo, diventò la risposta della comunità della Maddalena alla criminalità organizzata, dopo l’omicidio di un’ennesima vittima innocente in città, Maikol Giuseppe Russo. Gli abitanti del popolare rione alle spalle di Piazza Garibaldi vollero inondare il quartiere con una rappresentazione teatrale.
Tanti i protagonisti che partecipano a questa festa collettiva:  Sfogliate Lab e Bar Pasticceria Azzurro, il panificio Acqua e farina e la gelateria Polo Nord. E poi c’è l’associazione culturale NareA che organizza la visita dei Magi alla grotta con costumi di scena. Ancora l’associazione Goccia di rugiada ONLUS, promotrice dell’Emporio della Solidarietà, Goccia di rugiada educa allo stile di valorizzazione del bene comune e alla riduzione dello spreco alimentare per farne risorsa e segno tangibile di carità.
Da non perdere il Living Word Gospel Project che dà vita a un vivace omaggio al Bambino Gesù. La tromba di Giovanni Derelli risuonerà tra i visitatori del presepe, insieme agli strumenti degli zampognari. E tra tutti si aggirerà il pazzariello (Enzo Peluso), personaggio del folclore napoletano che percorre le strade del quartiere in abiti pittoreschi, richiamando l’attenzione della gente, come i banditori di un tempo. Accompagnando il pubblico a curiosare tra le botteghe artigiane e quelle allestite dai bambini dell’oratorio. Così Napoli reagisce al malaffare, determinata a voltare pagina e a guardare al futuro.