Malgrado la chiusura, i teatri non si arrendono.Negli spazi del Mercadante e del San Ferdinando, gestiti dal Teatro di Napoli proseguono i lavori di allestimento dei titoli previsti dalla programmazione ancora sottoposta alle disposizioni governative anti-covid.
A porte chiuse, a porte chiuse, lo Stabile e gli artisti non interrompono il rapporto con il pubblico grazie agli strumenti che la “rete” consente di utilizzare,, in attesa della riapertura delle sale.
Tra i progetti, è in corso quello destinato alle giovani compagnie ed artisti under 35 campani, ovvero il Premio Leo de Berardinis, del quale sono pronti i 14 studi realizzati dalle 14 compagnie ammesse alla seconda fase delle selezioni; studi che ora passeranno al vaglio della giuria (composta da Roberto Andò, Viola Ardone, Mimmo Basso, Maurizio Braucci, Ippolita di Majo, Davide Iodice), per la scelta dei tre progetti vincitori di questa prima edizione del Premio, con la successiva loro produzione e messa in scena e i debutti previsti due al Mercadante e uno al Museo Madre. Gli studi verranno trasmessi in differita streaming a partire da giovedì 18 febbraio sui canali social del Teatro.
Prenditi cura di me è il documentario che il regista Lucio Fiorentino ha realizzato intorno allo spettacolo Spacciatore. Una sceneggiata, diretto da Pierpaolo Sepe e allestito al Teatro San Ferdinando, dove sarebbe dovuto andare in scena il 22 dicembre scorso.
Il documentario – visibile sui canali social del Teatro sabato 20 febbraio della durata di 29’ e 44” – si avvale delle integrazioni animate di Mad Entertainment (ideazione diDario Sansone, supervisione di Ivan Cappiello, animazioni di Marica Maringolo).
«Un progetto – spiega Fiorentino – che nasce dal necessario incontro col pubblico, un lungo abbraccio tra chi è sulla scena e chi partecipa in platea. Un viaggio nelle radici popolari di questo incontro tramite la sceneggiata, in un tempio del teatro napoletano classico. Un incontro per ora mancato nel tempo degli abbracci mancati e dei teatri chiusi. Per sottolineare che il teatro o è amore per il pubblico o non è».
Al San Ferdinando in questi giorni il regista Alfonso Postiglione sta girando il film de La vita nuda (foto di Imma Di Lillo), tratto da alcune Novelle per un anno di Luigi Pirandello su drammaturgia di Antonio Marfella, Dario Postiglione e Alfonso Postiglione: il debutto era previsto al San Ferdinando lo scorso 21 gennaio, interpretato da Chiara Baffi, Marta Cortellazzo Wiel, Giandomenico Cupaiuolo, Gennaro Di Biase, Fabiana Fazio, Flavio Francucci, Lorenzo Parrotto.
Dello spettacolo, Postiglione sta realizzando una versione video: «La vita nuda non è teatro ma lo attraversa per andare poi a definirsi all’interno di una cornice audiovisiva. Una sorta di film-drama, al cui centro alcune pirandelliane novelle per un anno. Cinque storie, per ventitre personaggi, per sette attori. Arte come grande risorsa e al tempo stesso mera illusione dell’uomo, suo rapporto ossessivo con la morte, visione post-umana della vita, alcuni dei temi in gioco. Tra le maglie del discorso, fanno capolino alcuni animali, latori di una memoria ancestrale, di uno stato puro del pensiero, che l’uomo moderno, forse, non è più capace di cogliere».
Infine, al Mercadante, il regista Davide Iodice ha iniziato le prove di Hospes-itis, testo che ha rivelato il talento drammaturgico del giovane Fabio Pisano. Anche di questo lavoro verranno raccontate online le tappe e le fasi del suo allestimento.
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