Newton Compton editori/ “La dinastia dei re”: Alessandro Troisi indaga le origini di Romolo e Remo

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«Amulio aveva riflettuto a lungo. Se il Fato era ingiusto, perché sottostare al suo volere? Se i suoi disegni non premiavano il suo valore, perché non sabotarli? Per quanto fosse un’impresa titanica, una lotta dell’uomo contro il potere celeste, Amulio si disse che valeva la pena lottare per quel futuro di gloria che gli veniva tanto ingiustamente negato […] Amulio poteva finalmente guardare al futuro con una chiara visione, una visione di vendetta per i torti che aveva subito, di rivalsa per il disprezzo che aveva vissuto. Ma soprattutto, una visione di grandezza per sé stesso e per il regno, un futuro in cui avrebbe potuto realizzare tutte le grandi cose che, frenato dall’avversità del Fato, sarebbero rimaste ambizioni fallite e sarebbero morte insieme a lui».
Nel retelling mitologico “La dinastia dei re” di Alessandro Troisi si narra una vicenda che prende avvio da un’implacabile sete di vendetta e da un’invidia tra fratelli che genererà soprusi, omicidi e infine la nascita di una leggenda. Amulio e Numitore sono i figli di Proca, il sovrano di Alba Longa; siamo nell’VIII secolo a. C. e l’opera si apre sul funerale dell’imperatore: mentre Numitore, il primogenito, si strugge dal dolore, Amulio si culla nei suoi pensieri di vendetta.
Il padre, pur consapevole dell’inettitudine al comando di Numitore, lo ha comunque designato come erede al trono piuttosto che scegliere il valoroso Amulio, che considerava troppo spietato e avido di potere; al secondogenito è spettata la gestione delle finanze del regno ma non la sua guida.
Amulio, però, vuole essere il sovrano di Alba Longa, e vuole espandere i suoi confini con battaglie di conquista in cui non dimostrerà alcuna pietà: egli è infatti un condottiero abile e temibile, che non ha mai avuto problemi a sporcarsi le mani e a compiere azioni empie.
Dopo la morte del padre, è ancora più pronto a scendere perfino negli abissi dell’Inferno pur di realizzare la sua brama di potere: inizia quindi a ordire una serie di macchinazioni atte a creare ostacoli al regno di Numitore.
Amulio arriva anche a uccidere l’unico figlio maschio del fratello – per scongiurare ogni possibile discendenza – e a imprigionare la figlia incinta del sovrano, Rea Silvia; egli ancora non sa però che i gemelli che da lei nasceranno – Romolo e Remo – e che tenterà inutilmente di assassinare, saranno la sua rovina. In questo romanzo è raccontata la loro gioventù, il loro desiderio di rivalsa e le azioni coraggiose che li porteranno a diventare i fondatori di una città mitica. (Susanna Giorgi)
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