SECONDA PARTE
Scriveva Pier Paolo Pasolini:
 «Napoli è una tribù che ha deciso di non arrendersi alla cosiddetta modernità, e questo suo rifiuto è sacrosanto». Ne connota la sua identità. Di cui fa parte integrante il Museo archeologico nazionale (foto).
E qui sabato 26 ottobre s’inaugura la mostra: Strategie e progetti per il Mann e il suo contesto urbano nella Sala del Toro Farnese.
Spiega il direttore Paolo Giulierini: «Il Museo non è solo il luogo dell’identità, della conservazione, della ricerca; il Museo è soprattutto il luogo delle possibilità: una straordinaria occasione per gli uomini di oggi di contemplare le vette e condannare le miserie del passato per cercare di essere cittadini migliori nella contemporaneità».
In occasione del weekend Open House Napoli, il dipartimento di Architettura partecipa con una serie di iniziative sia all’interno delle proprie sedi che sul territorio. Sulla scorta dei lavori sviluppati dagli studenti del Corso di Laurea Magistrale in Architettura, la mostra riflette sul ruolo del MANN quale grande attrattore urbano capace di proporsi come un più qualificato spazio pubblico contemporaneo, grazie al ripensamento delle modalità di fruizione degli spazi esterni e del rapporto con alcuni spazi interni, al fine di renderlo un luogo dello “stare”, in cui i servizi offerti hanno la capacità di stimolare e costruire nuove relazioni con il contesto della città. Nel corso dell’inaugurazione si alterneranno gli interventi di Paolo Giulierini, Direttore del MANN; Michelangelo Russo, Direttore del DiARC; Carlo Gasparrini, Responsabile Scientifico Convenzione MANN-DiARC; Anna Terracciano, Coordinatrice Convenzione MANN-DIARC e della Mostra; Maria Cerreta, DiARC; Alfredo Buccaro, DiARC; Andrea Papola DiARC; Paola Scala, Referente delle attività Open House Napoli DiARC; Stefano Fedele Direttore Open House Napoli; Alessandra Thomas, Co-direttrice Open House Napoli.

Ancora, il Dipartimento di Architettura dell’Università “Federico II” di Napoli ha organizzato tre mostre ai visitatori di Open House Napoli. Carlo Gasparrini e Anna Terracciano hanno curato l’allestimento della mostra sui risultati del loro lavoro sugli spazi pubblici nel museo. Verranno allestite anche tre mostre in altrettanti luoghi diversi: la chiesa di San Demetrio e Bonifacio, Palazzo Gravina e Palazzo dello Spirito Santo.
La chiesa di San Demetrio e Bonifacio, una delle sedi del dipartimento, ospiterà la mostra “Il rapporto antico/nuovo”, a cura di Paola Scala e Vanna Cestarello, con i contributi dei docenti del dipartimento di Architettura. Un’esposizione sul tema del rapporto tra la città storica e quella contemporanea, attraverso il lavoro sviluppato nel Master di II Livello in Progettazione di eccellenza per la città storica, coordinato dal professor Ferruccio Izzo. Una sezione sarà dedicata a Palazzo Penne, raro esempio di architettura civile del periodo angioino-durazzesco a Napoli, illustrato tramite i materiali elaborati dal DiARC a supporto del progetto di rifunzionalizzazione e restauro dell’edificio.
Palazzo Orsini di Gravina accoglierà “La facoltà, il Dipartimento e il Territorio”, a cura di Paola Scala e Maria Pia Amore, con i contributi dei docenti del Dipartimento di Architettura. La mostra si sviluppa lungo un percorso che prende idealmente avvio da una raccolta di esperienze passate che tracciano nel tempo il rapporto tra la Facoltà, poi Dipartimento di Architettura e la città-territorio, con particolari riferimenti alla dimensione urbana.
Il Moderno a Napoli. Luci e ombre” è l’evento a cura di Paola Scala e Claudia Sansò. Insegnare architettura a Napoli è difficile, proprio perché la città ha un rapporto complicato con la modernità, spesso di rifiuto che marginalizza il nuovo nelle terre di nessuno, ai margini di una città consolidata fuori da un centro storico che è tra i più estesi d’Europa. Proprio questa mostra ha come obiettivo quello di far conoscere l’edificio dello Spirito Santo come segno di “una modernità” difficile e talvolta pieni di compromessi.
Ancora, Maria Cerreta e Orfina Fatigato in via Forno Vecchio daranno il via a SQUINN, un lavoro molto importante su alcune aree dei Quartieri Spagnoli. La mostra è il punto di partenza di un itinerario all’interno dei Quartieri Spagnoli, da loro stesse istruito e curato. Renata Picone apre la Chiesa trecentesca di DonnaRegina, prestigiosa sede della Scuola di Specializzazione in Beni architettonici e del Paesaggio.
Saranno inoltre organizzate visite guidate in diversi luoghi della città come testimonianza “attiva” della presenza del dipartimento di Architettura. Protagonisti, gli studenti, con i loro docenti. Insieme. La vera anima dell’iniziativa.
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Open House Napoli
PRIMA PARTE

 

A spasso tra architettura & design. Alla scoperta di un patrimonio fatto di emozioni e storie

 

Quante volte, passando accanto ad un edificio, avete pensato che vi piacerebbe entrare e scoprire com’è fatto al suo interno? Arriva Open House Napoli, un evento mondiale, il primo festival globale dell’architettura e del design che nel weekend di sabato 26 e domenica 27 ottobre aprirà gratuitamente al pubblico le porte della città.
Edifici storici e contemporanei, sedi istituzionali, uffici, teatri, luoghi sacri, infrastrutture, residenze private, e tanto altro ancora: un’occasione unica per scoprire la nostra città in una forma nuova, dove Napoli si mostra ai visitatori accogliendoli e facendoli così immergere in uno straordinario patrimonio fatto di storie, emozioni e visioni della città. Ottanta edifici solitamente inaccessibili saranno aperti gratuitamente al pubblico; previsti anche percorsi, eventi e mostre in tutta la città per la prima edizione di Open House Napoli che fa parte della rete internazionale di Open House Worldwide, il primo festival globale dell’architettura fondato a Londra nel 1992 per coinvolgere i cittadini e far comprendere quanto una migliore progettazione degli spazi urbani possa influire positivamente sulla qualità della loro vita.
Da non perdere i tanti e diversi luoghi visitabili. Open House Napoli ci porterà in giro tra tutte le meraviglie della nostra città: Nisida e i sentieri che arrivano a Porto Paone, la Chiesa di San Giovanni a Carbonara, il Parco di Re Ladislao ed il Parco del Poggio.
A seguire, luoghi come la Thomas Dane Gallery, una straordinaria galleria d’arte in Via Crispi nel cuore di Chiaia, le Scuderie San Severo, studio dell’artista Lello Esposito a Piazza San Domenico Maggiore, e ancora il particolare, per la sua architettura, il Liceo Scientifico Vittorini, in via Fontana al Vomero.

Qui sopra, atelier di Lello Esposito. In alto, La galleria napoletana di Thomas Dane
Qui sopra, atelier di Lello Esposito

Altri luoghi da non perdere sono il Serbatoio dello Scudillo, dove si conserva e controlla l’acqua di tutta la città, il Museo Dell’archivio Storico del Banco di Napoli in Via Dei Tribunali, tra i più grandi al mondo nel suo genere, il Cantiere Bretella di Monte Sant’Angelo in via Cupa Nuova Cintia, che porta la metropolitana a Monte Sant’Angelo e poi al Parco San Paolo.
Non mancheranno visite a Palazzo San Giacomo, lo straordinario palazzo voluto dai Borbone come sede dei Ministeri del Regno, poi ancora la sede della Banca d’Italia e lo splendido Chiostro di Santa Caterina a Formiello. Al Centro direzionale si potrà visitare il cantiere della nuova fermata della metro Linea 1, il più grande cantiere in legno d’Europa; un’altra apertura ci sarà a Miano per visitare il cantiere della Stazione Miano, anello di collegamento della Metro tra Piscinola e la stazione della linea 1 in costruzione dell’Aeroporto di Capodichino.
La visita a un’altra stazione, quella di Piscinola Scampia dove sarà possibile vedere – guidati da Mirella Pignataro – le straordinarie opere di Felice Pignataro che hanno fatto chiamare la stazione Felimetrò.  E ancora, incursioni alla Stazione della Metropolitana di Piazza Municipio e anche al cantiere dove è stato ritrovato l’antico porto di Napoli con alcune straordinarie navi romane.
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